Jonas Vingegaard vince la sua quinta tappa al Giro d'Italia 2026, con arrivo a Piancavallo ©laPresse
Giro d'Italia

A Piancavallo Vingegaard dà l'ultimo bacio al Giro: domani Roma gli consegnerà la tripla corona

Quinta vittoria di tappa per il danese in questa edizione. Con cinque minuti di margine su Gall, domani la passerella romana gli consegnerà il quarto grande Giro della carriera. Battuto il record di ascesa di Pantani del '98

La prima cosa che ha fatto è stata chiamare a casa, come dopo ognuna delle cinque tappe vinte in questo Giro d'Italia 109. Si è perfino tolto lo sfizio di battere il record di Marco Pantani del 1998 (36'20" il Pirata, tre secondi in meno oggi) su quella celebre ascesa a Piancavallo da cui iniziò la rincorsa alla vittoria del Giro, che sarebbe stata solo la prima parte della doppietta Giro-Tour. Con il successo odierno, Jonas Vingegaard ha sigillato il suo trionfo al Giro d'Italia 2026, al debutto nella corsa rosa. Domani la passerella finale di Roma gli consegnerà il suo secondo Grande Giro consecutivo, dopo la Vuelta a España 2025, e il quarto in carriera dopo i Tour de France 2022 e 2023. Anche per lui, come per il Pirata, la fame di vittorie proseguirà sulle strade del Tour, dove però dovrà confrontarsi con Tadej Pogačar. La condizione attuale sembra smagliante: vedremo a luglio se le fatiche rosee peseranno nel già arduo tentativo di colmare il gap con il campione del mondo.

Le altre sentenze di oggi riguardano la maglia azzurra di Giulio Ciccone, dignitosa consolazione dopo un Giro vissuto all'attacco, la maglia bianca di Eulálio Afonso, che si difende da Davide Piganzoli, e il podio per Felix Gall (il primo in un GT per l'austrico) e Jai Hindley: la top ten della classifica generale rimane cristallizzata rispetto a ieri.

Giro d'Italia 2026, il resoconto della 20a tappa

La 20a tappa del Giro d'Italia 2026 partiva da Gemona del Friuli e e terminava sull'arrivo in salita di Piancavallo, nel comune di Aviano (PN). I primi 60 chilometri dei 200 tondi previsti si snodavano attraverso un percorso arzigogolato, interrotto da due muri particolarmente cattivi: quello verso Susans (1,2 chilometri al 6,1%, massime al 16%) e il più insidioso verso Forgaria nel Friuli (1,3 chilometri all'8,1%, massime al 16%). Seguiva la salita di Clauzetto (6,9 chilometri al 5,7%).

Dopo una lunga discesa tecnica di 5 chilometri, si entrava in un tratto transitorio di circa 40 chilometri prevalentemente pianeggiante fino ai piedi della prima ascesa a Piancavallo, che misurava 14,5 chilometri al 7,8%. Il tratto iniziale si rivelava il più ripido, con doppia cifra già dopo 1,5 chilometri proseguendo per i successivi 4,5 chilometri (media 9,9%, massime al 14%).

Il primo passaggio avveniva a 52,7 chilometri dall'arrivo. Dopo 14 chilometri di discesa tecnica, i corridori affrontavano 24 chilometri di fondovalle in lieve discesa prima di risalire per l'ultima volta verso il traguardo sulla medesima ascesa.

La fuga di giornata, formatasi dopo i primi 10 chilometri, era inizialmente composta da sette corridori: Axel Huens (Groupama-FDJ United), Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), Jack Haig (Netcompany INEOS), Andreas Leknessund (Uno-X Mobility), Guillermo Thomas Silva (XDS Astana), Larry Warbasse (Tudor) e Jonas Geens (Alpecin–Premier Tech). Il distacco sugli inseguitori si è rapidamente allargato, superando i 5 minuti  intorno al km 65.

Tuttavia, la Visma-Lease a Bike di Jonas Vingegaard non ha voluto fare sconti e ha iniziato a controllare il ritardo già in vista della prima ascesa. Quando la fuga ha affrontato il primo passaggio di Piancavallo, il vantaggio è rapidamente sceso. Tarozzi e Silva sono stati i primi a mollare sui pendii iniziali, seguiti poco dopo da Geens. Haig, Warbasse, Leknessund e il combattivo Huens hanno tentato di tenere il passo, ma il loro margine si è assottigliato fino a poco più di un minuto. A 9 km dallo scollinamento, proprio Jonas Vingegaard ha dovuto fermarsi per qualche secondo per un problema meccanico, ma è subito rientrato.

Dopo il primo scollinamento del Piancavallo, intorno ai -52 km dall'arrivo, dove Jack Haig è transitato primo tra i cinque ancora in fuga, Giulio Ciccone (Lidl-Trek) ha vinto la volata al Gpm nel gruppo dei migliori, cementando così la leadership nella classifica della maglia azzurra dei Gran Premi della Montagna. L'unico che ha cercato di contendergli la sesta posizione è stato Igor Arrieta (UAE Emirates-XRG), che sull'abbrivio ha scelto di prolungare l'azione e raggiungere il gruppo di testa insieme a Ludovico Crescioli (Polti VisitMalta). Lo spagnolo è poi transitato per primo al Red Bull KM.

Haig, Warbasse, Leknessund al primo scollinamento sul Piancavallo nella 20a tappa del Giro 2026 ©MirrorMedia
Haig, Warbasse, Leknessund al primo scollinamento sul Piancavallo nella 20a tappa del Giro 2026 ©MirrorMedia

Sulla salita conclusiva a Piancavallo, Crescioli ha tentato il tutto per tutto sferrando un attacco dalla fuga, ma Vingegaard non ha concesso null'altro. A 10 chilometri dall'arrivo, il danese ha lanciato il suo attacco, raggiungendo rapidamente il toscano. Felix Gall (Decathlon CMA CGM) ha tentato per qualche metro di rimanere agganciato alla ruota di Vingegaard, ma dopo circa 200 metri si è rassegnato al ritmo impossibile della maglia rosa.

Nel gruppo che lottava per il podio, Egan Bernal (Netcompany INEOS) ha preso il comando della situazione aiutando Thymen Arensman (Netcompany INEOS), che difendeva la quarta posizione. Tuttavia, il 26enne neerlandese ha accusato una giornata difficile, accusando il ritmo mantenuto da Derek Gee-West (Lidl-Trek) e Jai Hindley (Red Bull-Bora-hansgrohe): il canadese vedeva la possibilità concreta di avanzare in classifica.

Arensman ha subito palesato notevoli difficoltà: a un certo punto è stato costretto a lasciare andare temporaneamente anche Bernal, mentre Gee-West, lanciato all' attacco con il chiaro obiettivo di insidiargli la quarta posizione, veniva immediatamente seguito da Hindley

Negli ultimi chilometri Bernal è però tornato alla carica, portando aggressivamente il compagno verso la ricorsa su Gee-West, Hindley e Gall. Arensman è riuscito a ricucire il distacco, confermando il proprio quarto posto pur vacillando.

All'arrivo di Piancavallo Vingegaard ha preceduto di 1'15" sia Gall che Hindley e Gee-West. Arensman ha ceduto 1'19", seguito da Bernal a 1'25". Completano la top ten Eulálio Afonso (Bahrain-Victorious) a 2'03", Damiano Caruso (Bahrain-Victorious) a 2'13", Michael Storer (Tudor) a 2'13" e Davide Piganzoli con lo stesso tempo

In classifica generale, dopo venti tappe, Vingegaard consolida il proprio predominio, tallonato da Gall a 5'22", Hindley a 6'25" e Arensman a 7'02". Seguivano Gee-West a 7'56", Eulálio Afonso a 9'39", Storer  a 10'13", Davide Piganzoli a 10'52", Caruso a 11'24" e Bernal a 12'54".

La maglia azzurra dei Gran Premi della Montagna rimaneva quindi sulle spalle di Giulio Ciccone (Lidl-Trek), mentre quella bianca di miglior giovane a Eulálio Afonso. La maglia ciclamino dei punti resta appannaggio di Paul Magnier (Soudal Quick-Step).

Giro d'Italia 2026, l'ordine di arrivo della 20a tappa

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