
Roma riscatta Milan, Vingegaard raggiunge il pantheon degli immortali
Dopo tre settimane di digiuno, lo sprinter della Lidl-Trek firma il suo primo successo nel Giro. Intanto il danese entra tra gli otto possessori della tripla corona
Tre settimane dopo la partenza dalla Bulgaria, il Giro d'Italia 2026 ha trovato il suo epilogo romano con una conclusione tutt'altro che scontata. Jonathan Milan ha firmato il colpo finale della Corsa Rosa non al termine delle otto tornate intorno tra le Terme di Caracalla e i Fori Imperiali, dove la velocità ha prevalso sulla tattica di squadra. Per il corridore della Lidl-Trek è stata la liberazione dopo tre settimane di sofferenza: una tappa che non aveva vinto finora in questa edizione, e che gli consente di chiudere la corsa rosa con un sorriso per i colori azzurri, da abbinare (anche per il suo team) alla vittoria di Elisa Balsamo nel Giro Women arrivata poche ore prima, sebbene la maglia ciclamino gli sia sfuggita per mano di Paul Magnier (Soudal Quick-Step).
È la prima volta nella carriera di Milan che il friulano partecipa a un Grande Giro senza vincerne la classifica a punti (gli altri erano stati il Giro 2023 e 2024 e il Tour de France 2025). Con questa vittoria Milan tocca le 32 affermazioni in carriera, la settima nei Grandi Giri. Il suo successo lenisce le penurie azzurre: l'ottavo posto di Davide Piganzoli rappresenta il peggior risultato complessivo raggiunto dall'Italia in centotrentanove edizioni della Corsa Rosa. Solo nel 2020, con Nibali settimo, nessun corridore italiano era riuscito a penetrare la top five della generale.
Nel contempo, Jonas Vingegaard ha scritto il suo nome tra gli otto immortali del ciclismo moderno. Con la vittoria al Giro d'Italia, il danese ha completato la tripla corona: Giro 2026, Tour de France 2022 e 2023, Vuelta a España 2025. Un'élite nella quale siedono soltanto Anquetil, Gimondi, Merckx, Hinault, Contador, Nibali e Froome.
Giro d'Italia 2026, il resoconto della tappa 21
La 21a tappa del Giro d'Italia 2026 si sviluppava su un tracciato completamente urbano intorno a Roma, con partenza dall'EUR e trasferimento via Cristoforo Colombo fino al Lido di Ostia in andata e ritorno. L'ingresso nel circuito finale avveniva all'altezza delle Terme di Caracalla, da cui prendevano avvio 8 giri identici di 9,5 chilometri ciascuno. Ogni passaggio affrontava 1.000 metri di sampietrini distribuiti lungo il percorso, fattore non secondario per un arrivo alla passerella conclusiva della Corsa Rosa.
L'anello seguiva un tracciato collaudato negli anni precedenti: un anello intorno alle Terme di Caracalla con lieve ascesa iniziale, quindi via San Gregorio, il fiancheggiamento del Colosseo, i Fori Imperiali e il Lungotevere percorso verso sud fino al Circo Massimo, dove era posto l'arrivo in leggera salita al 5% negli ultimi 300 metri.

Dopo i festeggiamenti di rito nei primi chilometri, al chilometro 23, presso Fontana dello Zodiaco, si è disputata il primo sprint intermedio del circuito urbano romano. Filippo Turconi (Polti VisitMalta) ha colto il momento giusto per attaccare dalla testa del gruppo e imporsi sul traguardo volante, la cui classifica generale è stata poi vinta da Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber).
Dopo il lo sprint intermedio la Visma-Lease a Bike ha assunto il controllo della corsa in vista delle prove finali. A circa settanta chilometri dal traguardo la tensione è aumentata: Ben Turner (Netcompany INEOS) e Andréa Mifsud (Polti VisitMalta) hanno tentato la fuga. La loro azione, tuttavia, è stata immediatamente messa sotto controllo dalla Soudal Quick-Step, la squadra di Paul Magnier, che vigilava affinché nessun rivale potesse compromettere le chance del capitano.
La fase cruciale è arrivata alla Red Bull Kilometer posto al chilometro 77,7 (53 dall'arrivo), dove era ancora in palio la classifica finale tra Igor Arrieta (UAE Emirates-XRG) e Einer Rubio (Movistar). Arrieta si è fatto trovare pronto, vanificando il lavoro della Movistar per imporsi al passaggio e assicurarsi la classifica finale
Addentrandosi nel circuito romano, Rémy Rochas (Groupama-FDJ United) e Tobias Bayer (Alpecin-Premier Tech) hanno tentato una sortita di una ventina di secondi. Il loro tentativo è stato messo rapidamente nel mirino, a circa 27 chilometri dalla conclusione, dalle squadre dei velocisti. Rochas è stato raggiunto da Matteo Sobrero (Lidl-Trek), Rémi Cavagna (Groupama-FDJ) e Victor Campenaerts (Visma-Lease a Bike). Tuttavia, Sobrero non ha collaborato: aveva Jonathan Milan (Lidl-Trek) come capitano nel gruppo dei velocisti, per cui ha preferito rimanere nel novero degli inseguitori.
A diciotto chilometri dal traguardo, Filippo Ganna (Netcompany INEOS) ha tentato una mossa personale che ha dato più qualche grattacapo ai treni dei velocisti. Il fuoriclasse azzurro ha ottenuto una ventina di secondi con Sobrero e Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step) che si sono francobollati alla sua ruota, ma lo sforzo si è rivelato insufficiente: Lukas Kubis (Unibet Rose Rockets) ha ricucito il divario a tre chilometri dal traguardo.
Nella finale, Mirco Maestri (Polti VisitMalta) ha tentato ancora una disperata fuga proprio mentre il gruppo principale riprendeva i precedenti attaccanti, ma la sua mossa è stata presto bruciata: la Unibet Rose Rockets ha fermato subito il tentativo.
La Soudal Quick-Step con Fabio Van den Bossche ha condotto Paul Magnier fino alla linea ai 200 metri, ma Dylan Groenewegen (Unibet Rose Rockets) gli è subito uscito di ruota sull'abbrivio della contropendenza e lo ha anticipato. A quel punto dalla sua ruota è uscito a sua volta Milan, che ha atteso il momento giusto, superando Paul Penhoët (Groupama-FDJ United) e lo stesso Groenewegen, conquistando un successo netto. È la sua trentaduesima vittoria da professionista, la prima in questa edizione del Giro d'Italia, ed è arrivata dopo tre settimane di piazzamenti che lasciavano l'amaro in bocca.
Giovanni Lonardi (Polti VisitMalta) ha completato il podio a pari merito con Penhoët e Groenewegen, cedendo il primo posto soltanto a Milano. Nelle posizioni successive Madis Mihkels (EF Education-EasyPost), Jensen Plowright (Alpecin-Premier Tech), Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM Team), Corbin Strong (NSN), Toon Aerts (Lotto Intermarché) e Luca Mozzato (Tudor).
Con la vittoria di cinque tappe e la classifica generale, Vingegaard ha completato il proprio capolavoro nel Giro 2026: sei vittorie totali, il controllo della corsa per tre settimane e un margine di 5'22" su Felix Gall (Decathlon CMA CGM). Jai Hindley (Red Bull-Bora-hansgrohe) ha completato il podio, precedendo Thymen Arensman (Netcompany INEOS). La maglia azzurra dei Gran Premi della Montagna è rimasta a Giulio Ciccone (Lidl-Trek), quella ciclamino a Paul Magnier e quella bianca a Eulálio Afonso (Bahrain-Victorious).
