
Appena un giorno di corse e Vingegaard è già stressato: "Strade non degne di una corsa WT"
Al corridore danese, al debutto stagione alla Parigi-Nizza, non è proprio piaciuta la prima tappa della corsa francese. "Forse sto invecchiando"
Nessun problema per Jonas Vingegaard nella prima tappa della Parigi-Nizza 2026, almeno all'apperenza. Il capitano della Visma-Lease a Bike, 54esimo al traguardo, non ha accumulato nemmeno un secondo di ritardo in classifica generale e, soprattutto, non ha avuto nessun inconveniente, al contrario di molti sui colleghi, ma non ha proprio gradito le strade percorse dal gruppo nella prima frazione della Course au Soleil, 171 km da Achères a Carrières-sous-Poissy.
In particolare, l'attenzione del 29enne danese si è rivolta alle condizioni del manto stradale della discesa della Côte de Chanteloup-les-Vignes, affrontata per tre volte nel finale. «È stata una giornata davvero stressante», ha confessato Vingegaard ai media del suo Paese, che lo hanno intervistato dopo l'arrivo. «Per fortuna, siamo arrivati alla fine senza conseguenze di alcun tipo».
«Le strade non erano all'altezza di una corsa World Tour»
«Ci sono state tante, troppe cadute oggi, spero che tutti stiano bene», ha dichiarato Vingegaard a TV2. «Quello di oggi è stato solo il mio primo giorno di corsa e, in tutta franchezza, mi auguro che i prossimi non saranno tutti così. In caso contrario, sarebbe terribile». A rassicurare, almeno parzialmente, il capitano della Visma-Lease a Bike gli altri corridori: «Ho parlato con diverse persone, dopo l'arrivo, e fortunatamente mi hanno detto che non tutte le corse sono come quella di oggi».

Ma cosa, nello specifico, ha infastidito così tanto Vingegaard? In pratica, ogni cosa: «Il manto stradale era rovinato, c'erano un sacco di tombini e curve a destra e a sinistra in continuazione. La discesa finale, in particolare, non era all'altezza di una corsa World Tour, come tutto il resto della tappa». A pesare nelle considerazioni del danese, potrebbe essere anche la caduta dello scorso anno proprio alla Parigi-Nizza, che ha parzialmente compromesso la prima metà del 2025. «Può anche darsi che stia diventando vecchio!», ha scherzato Vingegaard, che punterà alla doppietta Giro-Tour nel prosieguo della stagione.
Due certezze di nome Edoardo e Victor
Vingegaard dovrà “sopportare” ancora una tappa, la seconda, prima di poter essere protagonista: martedì è infatti in programma la cronometro a squadre, primo esame da non fallire per chi, come Vingegaard, ambisce a vincere la Parigi-Nizza. La squadra, nella prima frazione, ha dato buoni segnali, non tanto per il nono posto in volata di Axel Zingle, ma per la capacità di correre insieme e di proteggere il proprio capitano, in una giornaca così stressante.
«Possiamo essere soddisfatti del fatto che tutti abbiano raggiunto il traguardo senza problemi», ha dichiarato il direttore sportivo giallonero Marc Reef. «In alcuni momenti della corsa è stato difficile muoverci come squadra, ma Edoardo Affini e Victor Campenaerts sono stati davvero preziosi nel supportare Jonas durante tutto il giorno. Nei chilometri finali, ci siamo anche presi la responsabilità di chiudere sulla fuga; lo abbiamo fatto anche per tenere il nostro capiato al sicuro, nelle prime posizioni del gruppo».
