Jonas Vingegaard vince la sua quarta tappa ©Giro d'Italia/LaPresse
Giro d'Italia

Carìssimi, io vado. Jonas Vingegaard vince anche in maglia rosa

Il danese vince la sedicesima tappa del Giro d'Italia, la sua quarta su quattro arrivi in salita. Gall, Hindley e Arensman a poco più di un minuto, Pellizzari fuori classifica

Detto, fatto. Jonas Vingegaard aveva dichiarato di voler vincere almeno una tappa dopo aver messo le mani sulla maglia rosa, e la frazione in territorio svizzero era un'occasione da cogliere al volo. A Carì arriva la quarta firma su quattro arrivi in salita del fuoriclasse danese, che controlla molto facilmente la tappa con la sua Visma Lease a Bike, attacca a 6.6 chilometri dall'arrivo e riesce a separarsi ancora di più dalla concorrenza rispetto alle giornate precedenti. La curva di forma sembra essere ideale, anche e soprattutto guardando un po' più avanti rispetto alle ultime tappe di montagna che arriveranno in questa terza settimana di Giro d'Italia, in cui la vera competizione sarà quella per il podio e per la maglia bianca. 

Giro d'Italia 2026, la cronaca della sedicesima tappa

L'unico a non ripartire dopo il giorno di riposo è Pascal Ackermann, il velocista del Team Jayco AlUla. “Non sarà alla partenza della sedicesima tappa per un'infezione virale gastrointestinale. Verrà monitorato nei prossimi giorni”,ha comunicato la squadra in mattinata. Il tedesco, maglia ciclamino nel 2019, chiude il suo Giro con due settimi posti nelle volate in Bulgaria. 

La sedicesima tappa è interamente in territorio svizzero, misura appena 113 chilometri ed è troppo semplice da controllare per essere ignorata dal Team Visma Lease a Bike, che dichiara le sue intenzioni con parole e fatti fin dalla partenza. Nella prima fuga ci sono Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), Markel Beloki (EF Education-EasyPost), Johan Jacobs (Groupama-FDJ United), Tim Torn Teutenberg (Lidl-Trek), Simone Gualdi (Lotto Intermarché), Nelson Oliveira (Movistar), Christopher Juul-Jensen (Team Jayco AlUla), Frank van den Broek (Team Picnic PostNL Raisin), Ludovico Crescioli (Team Polti VisitMalta), António Morgado (UAE Team Emirates-XRG) e Diego Ulissi (XDS Astana Team), poi raggiunti in salita dai migliori scalatori fuori classifica. 

©Movistar Team/SprintCycling
©Movistar Team/SprintCycling

Tra questi c'è anche Giulio Ciccone (Lidl-Trek), che passa per primo al gpm di terza categoria di Torre e scavalca Jardi van der Lee (EF Education-EasyPost) al secondo posto nella classifica della maglia azzurra, per poi batterlo anche al primo dei due passaggi sul seconda categoria di Leontica (3 km all'8.2%). L'unico vero avversario dell'italiano è Einer Rubio (Movistar), mentre Chris Harper (Pinarello Q36.5 Pro Cycling) è in fuga per provare a guadagnare tempo in classifica e Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates-XRG) punta dritto allo sprint intermedio di Ludiano, dove guadagna 12 punti e si porta a -2 dalla maglia ciclamino di Paul Magnier

I quattro davanti distanziano anche Ulissi sull'ultima salita e mantengono un vantaggio di 1'40" in vista della salita finale, mentre dietro c'è il solito Tim Rex a controllare da diversi chilometri. Nel fondovalle che porta verso Carì arriva davanti anche la Decathlon CMA CGM e il distacco scende sotto il minuto, e solamente Harper e Rubio decidono di proseguire una fuga senza speranze fino al Red Bull KM.

L'australiano viene ripreso per ultimo, sulle rampe iniziali della salita finale, che la Red Bull-BORA-hansgrohe prende nelle prime posizioni. Mentre Giovanni Aleotti riporta Jai Hindley in cima al gruppo, Giulio Pellizzari si stacca insieme a Enric Mas e saluta definitivamente la classifica generale. Poco dopo cedono anche Ben O'Connor (Team Jayco AlUla) e Afonso Eulálio (Bahrain-Victorious), mentre la spinta di Victor Campenaerts riduce sempre più la fila. Il turno di Sepp Kuss dura poche centinaia di metri, ed è ancora Davide Piganzoli a dare l'ultima strappata decisa, staccando anche Derek Gee-West (Lidl-Trek) e Michael Storer (Tudor Pro Cycling). Il giovane italiano prepara il terreno per l'attacco di Jonas Vingegaard, che arriva a 6.6 chilometri dalla vetta. Sulla ruota della maglia rosa c'è come sempre Felix Gall, che però raggiunge quasi subito il limite e rinuncia a una missione impossibile.

L'austriaco prova a separarsi dal gruppetto inseguitore, ma viene ripreso sulla spinta di un ottimo Egan Bernal, che aiuta il compagno Thymen Arensman (Netcompany INEOS), seguito anche da Hindley. Anche Gee-West e lo stesso Piganzoli riescono a raggiungerli, mentre il distacco dall'uomo al comando schizza subito oltre il minuto e poi si stabilizza. Vingegaard riesce a fare esattamente quello che aveva prestabilito con la squadra e a dare un'altra spallata alla classifica, arrivando da solo sul traguardo con un vantaggio di 1'09", il più ampio nelle sue quattro vittorie di tappa. 

Dietro Arensman allunga a un chilometro e mezzo dall'arrivo, Hindley e Gall seguono e Gee riesce ancora a tornare sotto del suo passo, mentre Piganzoli paga gli sforzi precedenti ma non crolla. Nell'ultimo chilometro Gall si va prendere il secondo posto con una bella sparata, prendendo qualche secondo di vantaggio sui rivali per il podio, racchiusi in meno di un minuto in classifica. Storer e Mathys Rondel arrivano uno dopo l'altro, mentre Eulálio perde 3'04" e tre posizioni in generale, ma non la maglia bianca.

Il portoghese ora è quinto a 5'40", con ancora 2'18" da difendere su Piganzoli, che sale all'ottavo posto scavalcando O'Connor. Guadagna tre posizioni anche Gee-West, mentre Bernal entra tra i primi dieci, complice anche la controprestazione di Pellizzari. L'italiano arriva a 18'06" insieme al compagno Mick van Dijke, uscendo definitivamente di classifica.

A Carì vince ancora Jonas Vingegaard: i risultati

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