
Clásica de Almería con 48 iscritte: una falla nel sistema del ciclismo femminile
La scarsa partecipazione per la corsa spagnola 1.Pro espone i problemi di equilibrio tra la crescita del World Tour e le difficoltà del resto
Domenica 22 febbraio 2026 è il giorno della Clásica de Almería, corsa con la stessa organizzazione della gara maschile disputata una settimana prima. Percorso di 119 chilometri con 1400 metri di dislivello, con partenza da Almería, tre salite categorizzate nella parte centrale e arrivo nella zona desertica di Tabernas, sempre in leggera salita negli ultimi 20 chilometri.
Per questa quarta edizione, la corsa è salita di categoria da 1.1 a 1.Pro, ma questo salto di livello non ha portato effetti molto positivi. Prenderanno il via solamente otto squadre: UAE Team ADQ, Movistar come uniche World Tour, Liv AlUla Jayco con la formazione Development, Laboral Kutxa-Fundación Euskadi e Ma Petite Entreprise come squadre Pro Series e tre Continental, NEXETIS, O'Shea Red Chilli Bikes e Team Abadie Mangan. Il totale arriva appena a quota 48 iscritte, poco più della metà del numero minimo che da regolamento sarebbe necessario per poter assegnare punti UCI. Lo scorso anno, quando a vincere era stata Ally Wollaston, le partenti erano 102.
Un problema di sistema
Un caso non isolato ma certamente limite, specialmente a inizio stagione. Nel recente passato anche alcune gare a tappe WWT come il Tour of Britain o il Simac Ladies Tour hanno avuto una partecipazione ai minimi termini, ma non fino a questo punto. Sorprende che questo accada per una corsa in Spagna, non lontano da dove molte squadre sono in ritiro, ma indagare le motivazioni dell'assenza di ogni singolo team darebbe un'immagine molto parziale di una vera e propria falla nel sistema.
La questione riguarda la gestione dell'aumento di visibilità e professionalizzazione delle grandi squadre negli ultimi anni. Sono diversi gli esempi di decisioni prese per tentare di equiparare la struttura del ciclismo femminile a quella del ciclismo maschile, non tenendo conto delle differenze di traiettoria storica e disponibilità di risorse dei due mondi, a discapito dell'equità competitiva.
Un esempio è la regola che da quest'anno impedisce ai team WWT di rinunciare a più di un evento del massimo livello nell'arco di una stagione e di saltare più volte la stessa corsa World Tour all'interno di ogni ciclo triennale. Una decisione contestata dai manager di alcune delle squadre principali, costrette a destinare una percentuale maggiore del loro budget per partecipare a queste corse, ma senza avere le possibilità di aumentare di conseguenza il personale necessario a sostenere un calendario molto più esigente per atlete e staff. Una situazione difficile da sostenere anche per powerhouse come il Team SD Worx-Protime, che fino a quest'anno non aveva mai preso parte al Tour Down Under.
Questo porta le squadre World Tour a dover fare delle scelte e rinunciare a gare di categoria inferiore, che rischiano di avere startlist molto ridotte. A farne maggiormente le spese sono proprio quelle di categoria .Pro come la Clásica de Almería, che nel 2023 erano appena 8 e oggi sono 20. Oltre alle squadre WWT vi possono partecipare solo le sette formazioni Pro Series, divisione intermedia introdotta nel 2025, e quelle Continental, che però sono drasticamente diminuite nel corso degli anni (oggi sono 39, nel 2023 erano oltre sessanta).
Particolarmente evidente è proprio il caso della Spagna, che tre stagioni fa aveva nove squadre Continental, mentre oggi non ce ne sono più. L'unica ad avercela fatta è la Laboral Kutxa-Fundación Euskadi, diventata una solida realtà di livello Professional e che recentemente ha stretto un accordo di collaborazione con la XDS Astana maschile.
Le altre quattro squadre rimaste (Cantabria Deporte-Rio Miera, Eneicat, Team Farto, Massi-Baix Ter) hanno scelto nel tempo di rinunciare alla loro licenza Continental per diventare formazioni di club, liberandosi da obblighi sempre più costosi per poter sopravvivere, ma non potendo così prendere parte ad alcune delle gare spagnole da cui avevano maggiore visibilità, compresa La Vuelta.
Un segnale chiaro del gap sempre più ampio tra la base e il vertice della piramide e della crescente instabilità economica per le squadre di secondo piano, che spesso portano le stesse atlete al ritiro nei primi anni di carriera. Secondo l'ultimo sondaggio annuale di The Cyclists'Alliance, l'84% delle corritrici di squadre Continental percepisce meno di 20.000 euro all'anno.
Clásica de Almería, startlist e favorite
Nonostante questo scenario, ci sono comunque alcune atlete di alto livello, a cominciare dalla grande favorita Paula Blasi. La catalana, già terza al Tour Down Under, sarà la leader del UAE Team ADQ, che schiera anche Brodie Chapman e Federica Venturelli.

La sua principale avversaria sarà Caroline Andersson, che guiderà la Liv AlUla Jayco insieme a Talia Appleton e Lucinda Stewart. Tra le candidate alla vittoria anche Arianna Fidanza (Laboral Kutxa-Fundación Euskadi), Ginia Caluori e Jasmin Liechti (NEXETIS) e Arlenis Sierra (Movistar), rientrata in gara in questa stagione dopo un anno di stop per maternità.
