
Itzulia, un basco tra i baschi: Aranburu in festa a Galdakao. Seixas guadagna ancora sui rivali
Tappa ricca di colpi di scena: McNulty cerca l'assolo da lontano ma viene raggiunto da altri 34 uomini. Scintille sull'ultima salita: il corridore della Cofidis allunga con Tobias Johannessen, rischia la beffa ma risolve la partita sulla rampa finale
Una giornata di corsa divertente, che ha offerto tanti spunti di interesse e un finale vivacissimo: la 4ª tappa dell'Itzulia Basque Country ha premiato il più audace in assoluto, Alex Aranburu, che ha rischiato persino la beffa sulla rampa finale dopo aver fatto la differenza sulla durissima rampa di Legina in compagnia di Tobias Halland Johannessen. Sì, perché dopo aver seminato il primo gruppo inseguitore - di cui facevano parte Lorenzo Fortunato, Guillaume Martin, Christian Scaroni e Juan Pedro López - i due attaccanti hanno pedalato al risparmio in vista dell'ultima rampa, concedendo non soltanto ai loro compagni di ventura, ma anche alla maglia gialla Paul Seixas - all'attacco nell'ultima discesa con Ion Izagirre e Igor Arrieta - l'opportunità di riaprire la corsa. Un attimo dopo il rientro della concorrenza, però, il 30enne basco ha aumentato nuovamente la velocità, sfilando dalla ruota il corridore norvegese e lo stesso Scaroni, infine 3° sul traguardo. Un po' in affanno, invece, il 19enne francese della Decathlon CMA CGM, forse non ancora abituato a questo genere di rampe esplosive. Ad ogni modo, un altro passo verso la conquista della sua prima corsa a tappe da professionista, oltretutto in fondo a una giornata in cui ha dovuto rintuzzare i ripetuti attacchi di Florian Lipowitz sull'Elorritxueta: altri 20" guadagnati sia al tedesco, sia a Primož Roglič.
La cronaca della 4ª tappa dell'Itzulia Basque Country
La seconda parte dell'Itzulia Basque Country si apre con la prima di tre tappe-trabocchetto: partenza e arrivo a Galdakao dopo 153,4 movimentati dal primo all'ultimo metro. Subito dopo la partenza, i corridori affrontano subito la salita di Aretxabalgane (3ª categoria, poco più di 4 chilometri e mezzo al 5,4%). Dopo un breve tratto di alleggerimento, il menu propone tre salite ravvicinate di 3ª categoria: San Pelaio (5,6 chilometri con una pendenza media del 4,4%), Jata (4600 metri che sfiorano il 6% medio e si spingono fino all'8% nel tratto centrale) e Unbe (2300 metri al 7%, stemperati da un breve falsopiano). Doppiata l'ascesa di Santo Domingo, che non assegnerà punti agli scalatori, i corridori raggiungono il traguardo (in pendenza) per poi affrontare la salita più lunga di giornata: Elorritxueta, un 3ª categoria che misura poco meno di 8 chilometri al 4,6% e picchi del 10% nel primo tratto, in cui si pedala su una strada stretta. Altri 30 chilometri di strada relativamente piatta prima di affrontare per la seconda volta l'Elorritxueta (3ª categoria), ma dal versante più duro: 4300 metri che superano l'8%, morbidi soltanto nel finale. Prima di rientrare a Galdakao, c'è un altro GPM da scalare: Legina, un 2ª categoria di 3200 metri (pendenza media del 7,7%), particolarmente duro nei primi due chilometri, in cui non si scende mai al di sotto del 10%. Come detto in apertura, la strada sale anche verso il traguardo: rampa di 1000 metri al 7,5%.
La corsa si accende subito sull'Aretxabalgane: all'attacco l'austriaco Felix Großschartner (UAE Emirates-XRG), i belgi Emil Verstrynge (Alpecin-Premier Tech) e Mauri Vansevenant (Soudal-Quick Step), il britannico James Shaw (EF EasyPost), il danese Andreas Kron (Uno-X Mobility), i francesi Julian Alaphilippe (Tudor), Julien Bernard (Lidl-Trek), Clément Braz Afonso (Groupama-FDJ United) e Jordan Labrosse (Decathlon CMA CGM), l'italiano Andrea Bagioli (Lidl), il norvegese Anders Halland Johannessen (Uno-X), gli olandesi Alex Molenaar (Caja Rural-Seguros RGA) e Frank van den Broek (PicNic PostNL), gli spagnoli Pello Bilbao (Bahrain Victorious), Haimar Exteberria (Red Bull-BORA-Hansgrohe), Raúl García Pierna (Movistar), Ander Okamika (Burgos Burpellet-BH) e Marc Soler (UAE Emirates), gli statunitensi Andrew August (INEOS Grenadiers) e Brandon McNulty (UAE Emirates) e l'ungherese Attila Valter (Bahrain). Il loro tentativo svanisce così come il rilancio tentato da Alaphilippe, Kron e dall'altro spagnolo Adriá Pericas (UAE Emirates). La lunga serie di scatti e controscatti coinvolge anche l'italiano Christian Scaroni (XDS-Astana) e i ripescati Raúl García Pierna e Soler.
Dopo una cinquantina di chilometri dal via, il primo episodio degno di nota della giornata: a terra il colombiano Sergio Higuita (XDS) e gli spagnoli Roger Adriá (Red Bull) e Juan Ayuso (Lidl): tutti e tre saranno costretti al ritiro. La salita di Unbe offre a McNulty l'occasione di riprovarci: nessuno decide di seguirlo. Poco più avanti, però, si forma un maxigruppo di 34 uomini che proverà a rincorrere lo statunitense della UAE Emirates. Ne fanno parte gli australiani Matthew Dinham (PicNic PostNL) e Luke Tuckwell (Red Bull), i belgi Steff Cras (Soudal Quick-Step), Ramses Debruyne (Alpecin) e Tim Rex (Visma-Lease a Bike), il britannico Bjorn Koerdt (PicNic), il danese Magnus Cort Nielsen (Uno-X), i francesi Guillaume Martin Guyonnet (Groupama) e Quentin Pacher (Groupama), l'irlandese Ben Healy (EF EasyPost), l'italiano Lorenzo Fortunato (XDS), il monegasco Victor Langellotti (INEOS), l'olandese Jordi van der Lee (EF), il norge Tobias Halland Johannessen (Uno-X), gli spagnoli Alex Aranburu (Cofidis), Carlos García Pierna (Burgos), Txomin Juaristi (Euskaltel-Euskadi), Jonathan Lastra (Euskaltel), Juan Pedro López (Movistar) e Gotzon Martín (Euskaltel), lo sloveno Gal Glivar (Alpecin), lo statunitense Quinn Simmons (Lidl), lo svizzero Fabian Weiss (Tudor) e i ripescati Bernard, Braz Afonso, Exteberria, Raúl García Pierna, Großschartner, Kron, Anders Halland Johannessen, Scaroni, Soler, Vansevenant e Verstrynge.

McNulty procede con ottimo passo per tutta la parte centrale della corsa, accumulando un vantaggio massimo superiore ai 2' sui primi inseguitori - pilotati dagli Uno-X - mentre il gruppo, trainato in un primo tempo dai Decathlon CMA CGM, cui subentreranno i Bahrain Victorious, viaggia con un ritardo superiore ai 4'. Il tenace inseguimento degli uomini della World Tour norvegese convince McNulty - peraltro costretto a cambiare bicicletta nel lungo interludio tra il primo e il secondo Elorritxueta - a rallentare gradualmente il passo fino al ricongiungimento con i suoi ex inseguitori, avvenuto ai -35. Contestualmente, il gran lavoro dei corridori della Bahrain, spalleggiati dai Visma-Lease a Bike, consente al gruppo della maglia gialla, il francese Paul Seixas (Decathlon), di riaprire la corsa ai piedi del secondo Vivero: 1'33" la sentenza del cronometro.
Il gruppo di testa - dal quale si erano già sganciati Kron e Weiss - perde ancora qualche pezzo sul penultimo GPM di giornata: il passo imposto da Braz Afonso riduce la platea degli attaccanti a non più di 25 unità. Nel frattempo, un piccolo sussulto in gruppo: il tedesco Florian Lipowitz (Red Bull) prova a misurare la febbre a Seixas, che reagisce prontamente. Finito il tratto più impegnativo del Vivero, Simmons rilancia l'azione, seguito da Scaroni, Anders Halland Johannessen e López. L'azione del campione nazionale statunitense, però, non sortisce grossi effetti. Lo spagnolo della Movistar insiste, sollecitando la risposta di altri 7-8 uomini, tra i quali Aranburu, Fortunato e Scaroni. Alle loro spalle, invece, seconda accelerazione di Lipowitz: l'attacco dell'ex biatleta, però, non coglie di sorpresa il padrone assoluto dell'Itzulia.
In vista dell'ultimo chilometro di salita, prosegue la corsa a eliminazione tra i fuggitivi: la progressione di Soler manda in ambasce Exteberria, Juaristi e van der Lee. Dietro, invece, Lipowitz si produce in una nuova, sterile accelerazione. Facciamo l'appello, dunque: a poco più di 25 chilometri dal traguardo, al comando troviamo Aranburu, Fortunato, Tobias Halland Johannessen, Langellotti, López, Martin Guyonnet, Scaroni, Soler, Vansevenant e Verstrynge, con un margine ristretto su una quindicina di inseguitori. A poco più 1'30" la maglia gialla, circondata da una trentina di uomini.
Prima ancora di affrontare la scalata a Legina, Soler ci riprova con Tuckwell, a cui si accoderà poco più avanti Anders Halland Johannessen. L'accordo tra i tre uomini al comando vacilla quasi subito: lo spagnolo della UAE cerca una sortita personale, a cui replica all'istante l'australiano della Red Bull. I due litiganti concedono il via libera al gemello d'arte, che resta tutto solo al comando a circa 4 chilometri dall'ultimo GPM di giornata. Alle loro spalle, invece, Braz Afonso si incarica di pilotare la muta degli ex battistrada, attardata di circa 20". Più indietro, invece, la EF Easy Post - in corsa con il francese Alex Baudin (EF) - trova nella Red Bull un alleato per rimettere tutto in discussione, ma il margine da recuperare è ancora robusto: poco meno di 90" ai -15.
Situazione ancora incerta all'inizio dello strappo di Legina: Anders H. Johannessen è ancora al comando, seppure con un distacco minimo sulla concorrenza, dalla quale sbuca López, rincorso subito da Aranburu e Tobias Halland Johannessen. In testa al gruppo della maglia gialla, invece, si porta lo sloveno Primož Roglič (Red Bull), con Seixas, Baudin, lo spagnolo Ion Izagirre (Cofidis), Lipowitz e il belga Cian Uijdtebroeks (Movistar) alla ruota. Torniamo davanti: uscito di scena AHJ, il fratello minore Tobias gli dà il cambio in testa, dove resistono ancora i due spagnoli in compagnia di Fortunato, Scaroni e Martin. Un po' a sorpresa, Aranburu cerca di anticipare i tempi, attaccando ai -10. La risposta di Tobias Halland Johannessen e Scaroni è un po' esitante. In cima alla salita, però, il corridore della Cofidis è braccato dallo scandinavo, mentre il lombardo di casa XDS-Astana paga lo sforzo e viene raggiunto da Martin. Appena più indietro, invece, López e Fortunato, che ricuciranno sui primi inseguitori a inizio discesa.
Neppure il tempo di respirare che Seixas si lancia in un'azione personale ai -6 dal traguardo. Davanti, invece, Aranburu interpreta molto meglio le curve che conducono alla periferia di Galdakao, guadagnando un piccolo margine sul norvegese, che riesce però a chiudere ai -4. L'accordo tra i quattro inseguitori, invece, non basta per ridurre le distanze: 25" da recuperare. A poco più di 40", invece, uno scatenato Seixas in compagnia degli spagnoli Igor Arrieta (UAE Emirates), Bilbao e Izagirre, con un margine di circa 20" sugli altri uomini di alta classifica.
Non resta che assistere all'epilogo: Aranburu e THJ procedono senza forzare anche dopo il triangolo rosso. A quel punto, Scaroni intuisce che il riaggancio è ancora possibile: il bresciano parte ai 700 metri e, approfittando del controllo esasperato tra i primi due, si riporta sotto ai -400. Appena più dietro, Martin riaggancia il treno buono in compagnia di un brillante Izagirre, capace addirittura di staccare Seixas. Dopo tanto surplace, Aranburu parte nel punto più duro della rampa conclusiva, sfilando di ruota la concorrenza e collezionando il suo 9° successo da professionista a un anno esatto dalla sua ultima vittoria, arrivata proprio sulle strade dei “suoi” Paesi Baschi. 2° posto per Tobias Halland Johannessen (a 4") davanti a Scaroni (a 6"), Izagirre (a 7") e Martin (a 13"). Seguono Bilbao (a 13"), López, un affaticato Seixas, Fortunato (a 14") e Arrieta (a 24"). Il resto dei battuti - regolati dal britannico Ben Tulett (Visma) - raggiunge il traguardo a 34" dal vincitore.
Nonostante il lieve cedimento nel finale, Seixas rafforza il suo primato nella generale: Roglič è attardato di 2'19", mentre Lipowitz rende 2'28" al teen-ager d'Oltralpe.
L'ordine d'arrivo
Venerdì la tappa regina
Dopo una giornata così effervescente (peraltro molto calda), non sarebbe una sorpresa se la penultima tappa (Eibar-Eibar, 176 km) presentasse un conto salatissimo agli uomini più in vista. Il dislivello di quasi 4000 metri è il filo conduttore di una corsa che propone la bellezza di 8 Gran Premi della Montagna: Elkorrieta (3ª categoria, poco più di 2500 metri al 6,7%), il ben più esigente Azurki, un 1ª categoria che misura 5700 metri con una pendenza media del 7,2% e picchi in doppia cifra nella parte centrale), l'Etumeta (3ª categoria, 4 chilometri e mezzo che salgono al 7,5% e superano il 9%) e il promettente - fin dal nome - Kalvario, un altro 3ª categoria di soli 2,2 chilometri al 7,5% e picchi in doppia cifra appena prima di arrivare in vetta. Le altre 4 salite del percorso sono concentrate nello spazio di 50 chilometri: si comincia con il Krabellin (1ª categoria, 5 chilometri che salgono mediamente al 9,6% e superano la doppia cifra a metà), seguito dal Tabakua (3ª categoria, 3300 metri al 7,1% con una nuova digressione a due cifre) e dal temutissimo Izua, un 1ª categoria che misura poco più di 4 chilometri, le cui pendenze non scendono mai al di sotto dell'8%. Infine, il ben più morbido Urkaregi (3ª categoria, 5200 metri con una pendenza media che supera a malapena il 4,5%), distante meno di 13 chilometri dal traguardo. Tanto per gradire, gli ultimi 5000 metri procedono costantemente all'insù.
Diretta su Eurosport 1 (visibile anche su Amazon Prime, DAZN e TIMVision), Discovery+ e HBO Max dalle 15.30.
