Letizia Paternoster impegnata nell'Omnium a Glasgow 2023 © UCI
Pista

Un'altra caduta rende amaro il finale del Mondiale azzurro

Capitombolo di Letizia Paternoster quando l'italiana era in corsa per una medaglia nell'Omnium. Oro a Jennifer Valente. Michele Scartezzini decimo nella Corsa a punti di Aaron Gate. Sorprese e novità tra Velocità e Keirin

09.08.2023 22:25

Finito maluccio l'Omnium di Letizia Paternoster ai Campionati del Mondo su pista 2023 a Glasgow. Settima a metà gara a 4 punti dalla zona podio, la trentina ha disputato un'eccellente Eliminazione che l'ha riportata molto in alto, ma nella Corsa a punti conclusiva una caduta ha segnato la sua prova, costandole un giro perso e un abbattimento morale che le ha impedito di sprintare in maniera efficace nella seconda parte della prova. Per lei alla fine un undicesimo posto che rispecchia solo molto parzialmente quelle che erano le sue potenzialità stasera.

Ripercorriamo la cronaca dell'Omnium. Come spesso capita, l'Eliminazione ha rappresentato un momento di riscatto per il pedale azzurro: in una gara in cui non sono mancate le cadute (ben tre, che hanno coinvolto tra le altre la neozelandese Ally Wollaston, seconda in classifica) e le sorprese, Letizia Paternoster ha chiuso al quarto posto, recuperando tanto sulla stessa Wollaston, 11esima, sulla giapponese Yumi Kajihara, 12esima, e sulla britannica Katie Archibald, appena 14esima: tutte e tre precedevano in classifica l'italiana, che quantomeno le ultime due citate le ha superate.

La danese Amalie Dideriksen, sesta, è stata raggiunta al quarto posto dalla trentina (che era settima prima della gara) a quota 88. La prova è stata vinta dalla belga Lotte Kopecky, partita da sola a 10 giri dalla fine e mai più ripresa: per lei un riscatto dopo due prestazioni piuttosto (e insolitamente) anonime tra Scratch e Tempo Race; al secondo posto la statunitense Jennifer Valente, inscalfibile, quindi la francese Valentine Fortin, proprio davanti a Paternoster.

La classifica a questo punto vedeva Valente prima con 116 punti, quindi Wollaston a 96, Fortin a 94, Paternoster e Dideriksen a 88, Kopecky a 78, Kajihara a 74 e Archibald a quota 70 con la portoghese Maria Martins.

Nella Corsa a punti finale Wollaston ha vinto il primo sprint e subito dopo un attacco (con volata inclusa e giro preso) di Archibald ha fatto capire a Jennifer Valente che non sarebbe stato un viaggio di salute quello che l'avrebbe portata all'oro. La statunitense ha comunque reagito bene, vincendo il terzo sprint e tenendo quindi un buon margine sulle inseguitrici.

Ai -46 la caduta di Letizia Paternoster, che si è distratta guardandosi alle spalle ed è andata a incocciare nella Wollaston che scendeva davanti a lei. La caduta ha lasciato attonita l'azzurra (che purtroppo non è nuova a queste disavventure), che quando ha ripreso la bici ed è rientrata in pista si è vista togliere un giro, fatto che l'ha irrimediabilmente allontanata dalla zona medaglie.

Intanto la lotta per la vittoria infuriava, Valente, Kopecky, Dideriksen, Fortin e la polacca Daria Pikulik prendevano un giro ai -40, e poi ancora Kopecky con Archibald e Dideriksen si ripetevano ai -18. Le ultime volate hanno permesso a Kopecky di distanziare Archibald e di mettere nel mirino addirittura l'argento alle spalle dell'ormai irraggiungibile Valente. Ma all'ultimo sprint Pikulik (che era lontana in classifica) ha beffato la belga, a cui sono così mancati i 4 punti che le servivano per superare Dideriksen in classifica.

Risultato finale: Valente 145, Dideriksen 136, Kopecky 133, Archibald 127, Fortin 117, Wollaston 112. Per Letizia Paternoster 11esimo posto con 68 punti.

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Vento di novità nella Velocità femminile: sconfitte su tutta la linea le tedesche, piuttosto nettamente una spenta Emma Hinze nella finalina, opposta alla neozelandese Ellesse Andrews, 23enne fresca iridata del Keirin; più lotta nella sfida per l'oro, ma anche qui un 2-0 in favore di Emma Finucane, sospinta dal pubblico di casa e capace di ottenere il primo grande successo internazionale (lei è classe 2002) davanti a Lea Sophie Friedrich.

La Corsa a punti maschile è stata dominata in lungo e in largo dal neozelandese Aaron Gate, che con 4 giri conquistati (nei 160 totali) e il piazzamento in 13 sprint su 16 (6 li ha vinti!) ha portato la propria somma a un inarrivabile 123. Secondo posto per lo spagnolo Albert Torres a 107, terzo per il belga Fabio van den Bossche a 95; fuori dal podio un mostro sacro come il tedesco Roger Kluge (89), seguito dal britannico William Perrett a 75 e dal canadese Mathias Guillemette a 69.

Michele Scartezzini è stato autore di una prova gagliarda e coraggiosa, con tre giri conquistati nella parte centrale della gara, fatto che a un certo punto l'ha portato al comando della classifica provvisoria e pure con margine, tra i -90 e i -70. Nel finale però il veneto ha perso colpi e pure uno dei giri che aveva conquistato, finendo ai margini della gara per chiudere poi al decimo posto con 47 punti.

Grandi sorprese nel Keirin maschile, nella cui finale addirittura sia Lavreysen che Hoogland, i due favoriti di marca olandese, sono finiti fuori dal podio: quarto Harrie, solo sesto Jeffrey. La gara è stata impostata proprio da Lavreysen con una volata lunghissima, tre giri nei progetti del supercampione delle prove veloci. Ma stavolta il campione uscente ha fatto male i conti e ha dovuto subire il violento ritorno di Kevin Quintero, colombiano che già un anno fa aveva fatto capire molto col bronzo conquistato a Saint-Quentin-en-Yvelines. Stavolta il metallo diventa oro, e con margine alle spalle del sudamericano si sono piazzati l'australiano Matthew Richardson e il giapponese Shinji Nakano.

Il medagliere va in archivio con la vittoria della Gran Bretagna, che alla fine ha totalizzato 5 ori, 3 argenti e 1 bronzo; alle spalle dei padroni di casa Olanda (4-1-0), Stati Uniti (3-0-1), Germania (2-2-2), Nuova Zelanda (2-1-5), Belgio (2-0-3), Italia (settima con 1 oro, 1 argento e 2 bronzi), Colombia e Danimarca (1-1-0), Portogallo (1-0-0), Australia (0-6-1), Francia (0-2-3), Giappone (0-1-3), Canada, Spagna e Trinidad&Tobago (0-1-0) e infine Cina (0-0-1).

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