Foto di gruppo per la Manzana Postobón © Manzana Postobón
Foto di gruppo per la Manzana Postobón © Manzana Postobón

Brutta notizia a sorpresa: la Manzana Postobón annuncia la chiusura immediata della squadra

Una notizia decisamente inattesa e sgradita giunge dalla Colombia: la dirigenza della Manzana Postobón, unica formazione Professional sudamericana, ha annunciato tramite un comunicato stampa la decisione di interrompere con effetto immediato l’attività agonistica.

La ragione risiede nelle due positività che hanno coinvolto altrettanti atleti della squadra nelle ultime settimane, vale a dire Wilmar Paredes e, pochi giorni fa, Juan José Amador. La dirigenza, che ha sempre fatto della lotta al doping il suo punto cardine (tanto da legarsi al MPCC quando ancora era una Continental), ha optato per la chiusura del team che quest’anno ha ottenuto due vittorie a livello UCI.

Queste parole del general manager Alejandro Restrepo nel comunicato: «Negli ultimi 10 anni il nostro progetto, nato per la passione per il ciclismo, ci siamo dedicati a promuovere lo sport concentrandosi nello sviluppo e nella crescita di ciclisti con potenziale mantenendo l’idea di un ciclismo epico, di uno sport pulito e di competizioni libere dal doping. Sotto questa bandiera, possiamo dimostrare che abbiamo lavorato duramente e con convinzione a favore dei controlli antidoping, formando i membri, in particolar modo i professionisti e i ciclisti giovanili, e anche le famiglie, per far passare concetti come comportamenti corretti, rispetto per la salute e, soprattutto, la responsabilità nei confronti della società di essere un esempio».

«Tuttavia» prosegue Restrepo «dopo le positività delle ultime settimane nel quali sono stati coinvolti, a titolo personale, degli atleti facenti parte del team Professional, abbiamo preso la decisione di non continuare con la squadra professionistica ragione per cui, da oggi, la formazione non prenderà parte alle gare previste nel calendario nazionale e internazionale. Ringraziamo gli sponsor che in tutti questi anni ci hanno dato fiducia, senza di loro sarebbe stato impossibile centrare  i traguardi raggiunti. Sfortunatamente questa problematica ci impedisce di proseguire. La società invita tutti quanti a non cadere in tentazione perché siamo convinti che lo sport pulito e responsabile ci può garantire grandi trionfi e esultare come paese. Proseguire nella lotta contro il doping, incrementare i controlli interni, formare i corridori, queste sono le migliori azioni da adottare per far sì che situazioni come queste che ci hanno fatto dire addio al ciclismo non si ripetano più».

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