Octave Lapize © Wikimedia
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Ciclisti di…versi – Octave Lapize

Quinto appuntamento con la rubrica che abbina poesia e ciclismo eroico. Dopo le due puntate iniziali con i transalpini Lucien Petit-Breton e Louis Trousselier e l’arrivo in Italia con Giovanni Cuniolo e Carlo Galetti, si ritorna in Francia con uno dei principali campioni del primo Novecento, vale a dire Octave Lapize.

OCTAVE LAPIZE

Su e giù per i monti assassini,
dispiegò il suo grido selvaggio.
Furore puro.
Furore del nord, tra scorze di polvere
che il vento non spazza.
Echi di diamante, nel solenne placito
di stille libere.
Brama di cielo maestoso!
Che talvolta cercava il suo Dio.

Octave Lapize (Montrouge 24 ottobre 1887 – Pont-a-Mousson 14 luglio 1917) rappresenta una delle figure più romantiche del ciclismo eroico. Atleta di grande talento, mostrò le sue notevoli evidenze soprattutto nelle corse in linea, realizzando una memorabile tripletta alla Paris-Roubaix, conquistata nel 1909-1910-1911. Dal 1911 al 1913 riuscì a conquistare consecutivamente anche il campionato nazionale francese e la Paris-Bruxelles, oltre alla Paris-Tours del 1911 mentre ai Giochi Olimpici di Londra del 1908 ottenne la medaglia di bronzo nella 100 km.

Memorabile resta il suo rapporto di odio-amore col Tour de France, a cui partecipò per sei edizioni, riuscendo a concluderne una sola. Fu proprio quella del 1910 a consegnarlo alla leggenda: vinse 4 tappe e nella terribile frazione pirenaica con arrivo a Luchon, con Aspin, Peyresourde, Tourmalet e Aubisque, riuscì a spuntarla dopo ogni sorta d’inconvenienti. Emblematica l’immagine di lui che scala a piedi il Tourmalet dopo un guaio meccanico, che lo costrinse a percorrere la tappa giù dalla bici per svariati chilometri. Proprio al termine della frazione, sfogò la sua rabbia contro gli organizzatori, definendoli senza mezzi termini “degli assassini”. Arruolatosi come volontario nell’esercito nel 1914, morì a 29 anni in un conflitto aereo nel 1917, proprio nel giorno della festa nazionale francese.

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