Nairo Quintana vince sul Mont Ventoux © Bettiniphoto
Nairo Quintana vince sul Mont Ventoux © Bettiniphoto

E se al Tour spuntasse il terzo incomodo?

Attesa per il duello Ineos-Jumbo, ma in Francia ci saranno tanti campioni pronti a mettersi in mezzo per provare a fare lo scherzetto

Egan Bernal contro Primoz Roglic, Chris Froome contro Tom Dumoulin, Geraint Thomas contro Steven Kruijswijk: qui su Cicloweb avevamo provato ad analizzare l’attesissima sfida tra le due corazzate Team Ineos e Team Jumbo-Visma che promette di infuocare le strade del Tour de France, ma nel farlo abbiamo anche ricordato che forse mai come quest’anno alla Grande Boucle si è vista una simile concentrazione di uomini di classifica con ambizioni di podio o comunque di un’ottimo piazzamento nella generale. Gli occhi sono tutti puntati sul duello tra quelle che saranno le due formazioni più forti in gara, ma attenzione perché in gruppo avremo molti corridori pronti ad approfittarne se Ineos e Jumbo dovessero finire con l’annullarsi a vicenda: e se quindi a vincere fosse il classico terzo incomodo?

La voglia di riscatto di Pinot e Quintana, la freschezza di Pogacar
Pensando a coloro che sulla carta hanno le maggiori possibilità di fare lo scherzetto a Bernal, Roglic e soci vengono subito in mente tre nomi. Per quel poco che siamo riusciti a vedere nelle prime gare del 2020, un corridore da tenere in grande considerazione è Nairo Quintana che dopo otto stagioni alla Movistar ha scelto di fare una sorta di passo indietro firmando con la Arkéa-Samsic. In tanti hanno storto il naso al momento dell’ufficializzazione di questo trasferimento temendo che potesse essere una sorta di fine carriera anticipato per lo scalatore colombiano, che invece sembra aver avuto effetti positivi dal cambio di ambiente: alla squadra francese, con la piena fiducia di tutti i dirigenti che forse gli mancava negli ultimi anni alla Movistar, Quintana s’è rilanciato e nelle prime gare di febbraio e marzo non ha avuto rivali ogni volta che la strada salita. Il miglior Quintana può essere una scheggia impazzita al Tour, anche se oggettivamente la sua squadra potrebbe far fatica a controllare la corsa.

Chi invece avrà un ottimo supporto dai compagni di squadra è Thibaut Pinot che deve lasciarsi alle spalle la cocente delusione dell’anno scorso quando si era presentato al via più forte che mai: per 17 tappe il capitano della Groupama-FDJ sembrava poter lottare per la maglia gialla tanto che in classifica era addirittura davanti a Bernal di 12″, poi però c’è stato l’infortunio che lo ha un po’ limitato sul Galibier e poi lo ha costretto al ritiro il giorno successivo nella tappa che si concluse in cima all’Iseran; se ritroverà quella condizione, e se per una volta tutto gli girerà bene, Pinot sarà un osso durissimo per tutti.

Il terzo nome che ci viene da mettere in prima fila è addirittura quello di giovanotto al suo secondo anno da professionisti ed al debutto al Tour de France: le incognite sono sicuramente tante, ma il non ancora ventiduenne Tadej Pogacar ha brillato alla Vuelta 2019 cogliendo due successi di tappe ed il terzo posto nella generale ed in questo 2020 è partito fortissimo chiudendo tra i migliori in ogni gara disputata e prendendosi addirittura il lusso di battere Primoz Roglic nella cronoscalata che assegnava il titolo di campione sloveno della prova contro il tempo. Insomma, il curriculum del corridore della UAE Team Emirates sarà pure breve, ma fa già invidia a molti ben più grandi ed esperti di lui.

Quelli che sono già arrivati nei primi 5 al Tour de France
Se escludiamo gli uomini di Ineos e Jumbo e quelli già citati nei paragrafi precedenti, tra quelli annunciati al via del prossimo Tour de France contiamo la bellezza di undici corridori che nell’arco della loro carriera sono riusciti a piazzarsi almeno tra i primi 5 nella classifica generale: alcuni di loro potrebbero quindi avere l’obiettivo di ripetersi anche in questo 2020, altri invece sembrano attualmente lontani dai loro livelli migliori (pensiamo ad Aru, Kreuziger, Porte e Van Garderen) ma in questo anno così strano ed in una corsa di tre settimane da affrontare con una preparazione molto differente dal solito, potrebbe succedere di tutto. Nonostante l’exploit dello scorso anno, probabilmente anche Julian Alaphilippe sarà da considerare fuori dai giochi della classica: il francese non potrà godere dell’effetto sorpresa e comunque non sembra intenzionato a stravolgersi per acquisire la resistenza e l’abilità sulle grandi salita che ancora gli mancano.

Molto pericoloso potrebbe essere invece Adam Yates che era stato quarto nel 2016 e che in seguito non ha mai ritrovato la stessa regolarità nei grandi giri: il britannico della Mitchelton-Scott, però, ha impressionato all’UAE Tour e chissà che non sia la volta buona. E poi c’è Mikel Landa che riesce sempre a fare divertire in salita e che avrà tutta la squadra a sua disposizione: questa potrebbe non essere una buona notizia per lo scalatore spagnolo che, storicamente, ha sempre fatto vedere le cose migliori quando le responsabilità del team non erano scaricate tutte sulle sue spalle; e ancora guai a sottovalutare corridori esperti come Alejandro Valverde, Rigoberto Urán e Romain Bardet, oppure il 27enne tedesco Emmanuel Buchmann che non sarà molto appariscente ma che nelle ultime stagioni è cresciuto molto fino a chiudere quarto a Parigi nel 2019.

Le altre possibili sorprese: Miguel Ángel López debutta al Tour
Può sembrare strano, ma pur essendo professionista ormai dal 2015 e pur vantando due podi e altri tre piazzamenti nei 10 nei Grandi Giri, il colombiano Miguel Ángel López non ha mai disputato il Tour de France nell’arco della sua carriera: lo scalatore dell’Astana farà quest’anno il suo debutto in Francia e sarà quindi un altro nome che andrà ad aggiungersi alla lunga lista di coloro che andranno tenuti seriamente in considerazione; altro debuttante da seguire dovrebbe essere l’altro colombiano Sergio Higuita che quest’anno ha già vinto il Tour Colombia e ha fatto terzo alla Parigi-Nizza, ma nel suo caso bisognerà considerare che la EF Education First si presenterà al via con molti uomini forti in salita e, per quanto talentuoso, dovrà dimostrarsi così competitivo da vincere anche la concorrenza interna.

Il Tour de France sarà anche l’obiettivo del 25enne spagnolo Enric Mas che dopo il 2° posto alla Vuelta 2018, l’anno scorso non ha saputo esprimersi al livello a cui ci si attendeva di vederlo: il maiorchino quest’inverno ha cambiato squadra approdando alla Movistar ma ovviamente dai pochi giorni di corsa di inizio 2020 è impossibile giudicare se questo possa avergli fatto bene o no. E poi occhio a non sottovalutare anche quei corridori non più giovanissimi ma che sanno il fatto loro quando la strada sale: difficilmente potranno puntare al podio finale, ma Bauke Mollema, Warren Barguil, Ilnur Zakarin, Daniel Martin e Wout Poels – o i già citati Fabio Aru, Roman Kreuziger, Richie Porte e Tejay van Garderen – proveranno in qualche modo a farsi notare. In fondo è proprio per farsi vedere nella gara più prestigiosa dell’anno che quasi tutte le squadre hanno scelto di mandare i propri uomini migliori al Tour de France.

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