Attila Valter, Gino Mäder e Remco Evenepoel © Giro d'Italia
Attila Valter, Gino Mäder e Remco Evenepoel © Giro d'Italia

Evenepoel, la rosa è lì a un passo

Il mattinale di Francesco Dani – Remco trova oggi un finale in cui provare a prendersi la leadership. Ma occhio alla determinazione di Bernal, capace di chiudere tutte le volate in top 20

Com’è andata ieri

Ancora una volta, come da pronostico, abbiamo assistito ad uno sprint decisamente caotico, che ha avuto il suo apice nella lunghissima volata di Gaviria, talmente lunga da sembrare una fuga più che una volata. Da un lato è uno scatto che aveva senso in quanto approfittava di un attimo di rilassamento, ma dall’altro verrebbe da dire che se il colombiano avesse fatto lo stessa sparata un po’ più avanti, magari costringendo Ewan ad uscire allo scoperto, forse avrebbe raccolto un risultato migliore.

Ricompaiono due protagonisti delle nostre Professional: Filippo Fiorelli sembra aver recuperato dalla caduta di mercoledì ottenendo un ottimo 9° posto; torna ad essere protagonista anche Vincenzo Albanese, a cui si addiceva molto il finale di ieri, con uno scatto piazzato al posto giusto, ma forse un po’ troppo telefonato, oltre al fatto che l’azione del corridore della Eolo-Kometa è stata ostacolata dal mancato contributo di Daniel Oss. Come azzurri continuiamo a collezionare secondi posti e stavolta è toccato di nuovo a Davide Cimolai. Forse Sagan è il più deludente, visto che non è riuscito ad ottenere nemmeno il suo consueto piazzamento in top10: se vuole puntare alla maglia ciclamino deve inventarsi qualcosa nei prossimi giorni, oppure sperare nella terza settimana.

La tappa in sé ci ha detto poco, ma vale la pena di evidenziare un dettaglio non indifferente. Egan Bernal in ciascuna delle tre tappe per velocisti disputate fin qui è sempre arrivato nelle prime 20 posizioni, sintomo di costanza e brillantezza. Nessun uomo di classifica può vantare lo stesso risultato, che non ha alcun valore in senso stretto, ma testimonia una grande determinazione ed attenzione nel non lasciare niente al caso. E chissà che in una delle prossime volate questo dettaglio possa diventare determinante.

Come andrà oggi

Ricompare l’Appennino per una tappa che sembra disegnata appositamente per una fuga a lunga gittata. I primi 100 km si svolgono su strade a scorrimento veloce decisamente facili da gestire, ma altimetricamente impegnative: si sale alla galleria di Passo del Lupo (circa 4 km al 6%), allo svincolo di Campodipietra (circa 4 km al 4.5%), e Campobasso (circa 4 km al 5%). Dopo il primo traguardo volante la strada sale ancora, per poi scendere lievemente fino all’incrocio con la SS17.

A questo punto si imbocca la salita chiave di questa tappa, Bocca della Selva, su cui il gruppo può facilmente avvicinarsi ai fuggitivi, oppure desistere e concedere il successo di tappa. La salita non è proibitiva (18.9 km al 4.6%), ma sicuramente lunga e seguita da una discesa molto insidiosa, al termine della quale mancano soltanto 30 km dal traguardo. Stavolta il meteo sembra essere decisamente più clemente, ma il gruppo potrebbe comunque facilmente spezzarsi se qualche squadra volesse mettere sotto pressione gli avversari; il successivo fondovalle a scendere consente di fare alte velocità e renderebbe molto difficile inseguire.

Gli ultimi 11 km sono nuovamente in salita, prima in modo lieve e irregolare, poi in modo più deciso: gli ultimi 3 km presentano una media del 7% e punte in doppia cifra. Una tappa insidiosa, in cui i big possono optare per un no-contest, ma che offre la possibilità di inventarsi qualcosa. In ogni caso è assai probabile che qualcuno provi a scattare negli ultimi 3 km, soprattutto Evenepoel che ha la maglia rosa a un tiro di schioppo.

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