Bob Jungels sarà anche quest'anno in corsa per la maglia bianca © Quick-Step Floors
Bob Jungels sarà anche quest'anno in corsa per la maglia bianca © Quick-Step Floors

Ciclamino, azzurro e bianco: è la tavolozza alternativa

Velocisti, scalatori, giovani e finisseur: al Giro d’Italia ce n’è per tutti nelle classifiche collaterali

Nell’arcobaleno che risplende sul Giro d’Italia da 108 anni e 99 edizioni, spiccano i colori che contraddistinguono le maglie delle classifiche speciali. Azzurro, bianco e, finalmente, di nuovo lo splendido ciclamino. Assente ingiustificato rimane il verde, ormai abbandonato ed offuscato dall’anonimo azzurro che tinge il gran premio della montagna. Non sarà battaglia solo per la Maglia Rosa, simbolo del primato dal 1931 ad oggi. Il Giro numero 100 vedrà accendersi anche la lotta per la classifica a punti e dei gran premi della montagna, oltre che quella per il miglior giovane sotto i 25 anni.

 

Torna il ciclamino per chi fa punti fino a Milano
La rinata Maglia Ciclamino sarà al centro della sfida tra i velocisti. Senza Marcel Kittel e Mark Cavendish, il Giro abbraccerà molti tra i migliori sprinter del mondo. Il faro della corsa sarà André Greipel (Lotto-Soudal), reduce da tre vittorie di tappa nella scorsa edizione, con il neo del ritiro programmato all’alba della terza settimana per recuperare energie preziose in vista del successivo Tour de France. Il velocista tedesco dovrà vedersela soprattutto con Fernando Gaviria, all’esordio nella corsa rosa. Dopo il buon avvio di stagione, il colombiano della Quick-Step Floors ha sacrificato parte della Campagna del Nord per concentrarsi sul Giro. Gaviria, velocista atipico che tiene anche in salita, potrebbe avere dalla sua anche quelle tappe dal finale nervoso in cui gli sprinter puri potrebbero pagare dazio. A fare da terzo incomodo ci sarà il talentino australiano Caleb Ewan (Orica-SCOTT), che dovrà riscattare il fiasco del Giro 2016 in cui ottenne come miglior risultato soltanto un secondo posto alle spalle di Greipel nella volata di Bibione. Da tenere d’occhio anche l’irlandese della Bora-Hansgrohe Sam Bennet, già vincitore di tappa nell’ultima Parigi-Nizza.

E l’Italia? Dopo la mancata convocazione del campione olimpico Elia Viviani, le nostre speranze sono riservate tutte in Giacomo Nizzolo, vincitore della classifica a punti del Giro d’Italia sia nel 2015 che nel 2016, pur senza alcuna vittoria di tappa. Tuttavia, la condizione del campione italiano della Trek-Segafredo è un punto interrogativo, complici i problemi al ginocchio che ne hanno condizionato l’inizio di stagione. Redivivo dopo l’ottima campagna del pavé, Sacha Modolo si presenta ai nastri di partenza da Alghero, cercando di ripetere il Giro 2015 in cui ottenne le sue due, e finora uniche, vittorie di tappa. In conclusione, chance anche per Kristian Sbaragli (Dimension Data) e per i giovani Nicola Ruffoni (Bardiani-CSF) e Jakub Mareczko (Wilier Triestina-Selle Italia).

Nella lotta per la Maglia Ciclamino incide, purtroppo, la fastidiosa abitudine, specie dei velocisti stranieri, di ritirarsi all’incombere della terza e durissima settimana, quando il percorso non prevede più tappe pianeggianti. In questo caso, da non sottovalutare nemmeno l’ipotesi che qualche “cacciatore di tappe” possa irrompere nella classifica a punti (Alberto Rui Costa, magari?).

Punti per la Maglia Ciclamino
Arrivo
Categoria a e b: 50, 35, 25, 18, 14, 12, 10, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1
Categoria c: 25, 18, 12, 8, 6, 5, 4, 3, 2, 1
Categoria d e e: 15, 12, 9, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1

Traguardi Volanti (due per tappa)
Categoria a e b: 20, 12, 8, 6, 4, 3, 2, 1
Categoria c: 10, 6, 3, 2, 1
Categoria d: 8, 4, 1

Categorie Tappe
Categoria a: tappe senza particolari difficoltà (3, 7, 12, 13)
Categoria b: tappe di bassa difficoltà (1, 2, 5, 6)
Categoria c: tappe di media difficoltà (8, 14, 15, 17)
Categoria d: tappe di alta difficoltà (4, 9, 11, 16, 18, 19, 20)
Categoria e: tappe a cronometro individuale (10, 21)

 

Azzurro, più un premio ai combattivi che agli scalatori
Pianura ma, ovviamente, anche montagna. Il Giro 100 sarà animato dalla lotta per la Maglia Azzurra di leader della classifica per i gran premi della montagna. Con il passare degli anni, l’ormai ex Maglia Verde è diventata la vetrina principale per gli attaccanti, a discapito degli scalatori più forti. Non c’è da stupirsi, dunque, se il simbolo del primato dei gran premi della montagna sia indossato da corridori abili in salita ma di seconda fascia.

A tagliarsi fuori dalla lotta potrebbero essere, salvo eccezioni, i gregari dei capitani in lotta per la classifica generale. A chi è riservata questa maglia allora? Certamente può essere un obiettivo per le squadre senza ambizioni di classifica, come, ad esempio, Astana o Cannondale-Drapac. Poco azzardato, dunque, pensare ai Luis León Sánchez, Tanel Kangert, Pierre Rolland o, perché no, Davide Formolo se perderà terreno all’inizio. Maglia Azzurra che potrebbe avere il giusto appeal anche per le formazioni Professional come Bardiani-CSF o Gazprom-RusVelo. In questo caso, i nomi più concreti sono quelli di Stefano Pirazzi (già vincitore nel 2013), Giulio Ciccone, Alexander Foliforov e Sergej Firsanov. Chance anche per Valerio Conti della UAE Team Emirates.

Punti per la Maglia Azzurra
Cima Coppi (Stelvio): 45, 30, 20, 14, 10, 6, 4, 2, 1
1a Categoria (Mortirolo punti doppi): 35, 18, 12, 9, 6, 4, 2, 1
2a Categoria: 15, 8, 6, 4, 2, 1
3a Categoria: 7, 4, 2
4a Categoria: 3, 2, 1

 

Ma quanta qualità c’è tra i giovani in lotta per la bianca?
Al Giro numero 100 ci sarà spazio anche per i giovani. Dopo 13 anni di assenza, nel 2007 RCS Sport ha deciso di introdurre nuovamente la Maglia Bianca che premia il corridore sotto i 25 anni meglio piazzato in classifica generale: quest’anno la sfida a tutti i corridori nati a partire dal 1° gennaio 1992. La sfida tra i baby talenti dovrebbe restringersi a Bob Jungels (Quick-Step Floors) ed Adam Yates (Orica-SCOTT). Il lussemburghese è il detentore in carica della Maglia Bianca, mentre Yates è risultato il miglior giovane nell’ultimo Tour de France. Un duello scoppiettante, nel quale il nostro Davide Formolo potrebbe fare da terzo incomodo.

Un vincitore diverso dai tre citati in precedenza sarebbe senza dubbio una grande sorpresa, ma per completezza di informazioni citiamo anche altri corridori che rientrano in questa speciale classifica: si va dal britannico Hugh Carthy ai russo Alexander Foliforov e Matvey Makykin, o ancora l’austriaco Felix Grossschartner, Laurens De Plus, Carlos Verona e Sebastián Henao. Tra gli italiani da seguire Simone Petilli, Edward Ravasi, Angelo Ciccone e Manuel Senni.

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