La gioia di Krists Neilands nell'arrivo di Baku © Veloimages
La gioia di Krists Neilands nell'arrivo di Baku © Veloimages

Neilands sfreccia come una fuoriserie

Tour d’Azerbaidjan, nella tappa conclusiva della corsa il lettone attacca in salita e vince. Nei 10 Bertazzo e De Negri, corsa a Pozdnyakov

dal nostro inviato

Come abbiamo descritto nell’articolo relativo alla prima tappa, a Baku amano fare le cose in grande. Hotel degni di Dubai o Las Vegas, centri commerciali grandi come città, grattacieli come le Flames Tower. E il circuito di Formula 1, in calendario dalla scorsa stagione, che mostra gli scorci della vecchia città alta e le fantasmagoriche strutture moderne, che convivono non senza un pizzico di bizzarria.

Circuito finale particolarmente insidioso, con la salita chiave di Parlament Avenue
E proprio dalla linea di partenza del Baku City Circuit è scattata la quinta ed ultima tappa del Tour d’Azerbaidjan 2017, lunga 158 km e interamente disputata nella capitale. Dopo un giro di 89 km lungo le larghe autostrade che contornano il territorio della città, i corridori hanno dovuto affrontare cinque tornate di un circuito di 13.8 km che in parte ricalca il tracciato del Gran Premio automobilistico.

La salita di Parlament Avenue, già vista nelle passate edizioni e protagonista degli European Games 2015, è particolarmente impegnativa, con un tratto di pavé (in passato più lungo, ma poi ridotto causa esigenze della Formula 1) e tortuosa discesa a scremare ulteriormente il plotone.

Sei gli attaccanti, c’è anche un Nippo
Dopo il via dato alle 10.25, 5′ prima del previsto, i corridori giunti all’ultima fatica si sono messi in marcia sotto un sole particolarmente splendente ed una cappa di calore già opprimente. Questo nonostante il vento soffi prepotentemente sul Lungocaspio; sarà questa una caratteristica della tappa, già vista in maniera decisiva ai termini dell’assegnazione del successo finale nella seconda frazione.

Si forma di fatto immediatamente l’azione che caratterizza la mattinata nella capitale: protagonisti i giapponesi Ryu Suzuki (Bridgestone Anchor) e Kohei Uchima (Nippo-Vini Fantini), il francese Remi Di Grégorio (Delko Marseille Provence KTM), l’austriaco Nils Friedl (Hrinkow Advarics Cycleang), il lettone Emils Liepins (Rietumu Banka Riga) e lo slovacco Lubos Malovec (Dukla Banská Bystrica).

Malovec si prende gli sprint intermedi
Costoro vengono lasciati evadere senza problemi dal gruppo, in buona parte affaticato dalla giornataccia di ieri. Il loro margine massimo ha toccato quota 3’30” dopo 35 km. Nonostante tutto, è elevata l’andatura dei battistrada, che nei primi 60′ affrontano 48 km. Al primo traguardo volante, posto al km 54.6. Malovec passa davanti a Friedl e Di Grégorio.

Il plotone ha però deciso di reagire ben prima dell’entrata nel circuito decisivo (posto anche il traguardo volante, vinto ancora da Malovec), facendo diminuire in tale distanza il gap a 1’50”. Nel primo dei tre gpm, posto al km 94.6 km, è Di Grégorio che passa per primo. Nella seconda ascesa, posta al km 108.4, tocca a Liepins svettare.

Fuga ripresa, e Neilands prova il colpaccio
Con il passare dei km e delle tornate, davanti si perdono unità, tanto che proprio solo Di Grégorio e Liepins continuano la loro avventura. I due iniziano i due giri conclusivi con 34″ sul gruppo, tirato da Elchin Asadov (Synergy Baku), visto spesso e volentieri in queste giornate a dettare il ritmo.

L’annullamento della fuga avviene ai meno 25 km; poco dopo parte all’attacco un solo corridore. Si tratta di Krists Neilands, talentuoso lettone dell’Israel Cycling Academy; il passista-scalatore riesce a scollinare da Parlament Avenue con una quindicina di secondi. Che più che raddoppiano in discesa, visto che il biondo inizia l’ultimo giro di 13.8 km con 45″ su Patrik Tybor (Dukla Banská Bystrica) e 55″ sul plotone controllato dalla Amplatz-BMC.

Cinque provano il contrattacco, ma nulla da fare. Prima volta per Neilands
Il baltico è bravo a controllarsi nell’ultima ascesa, continuando a possedere un margine di sicurezza (circa 40″) sui primi inseguitori. Questo perché, alle sue spalle, è evaso un drappello di cinque unità. Lo compongono il colombiano Edwin Ávila (Team Illuminate), vincitore ieri, l’azzurro Liam Bertazzo (Wilier Triestina-Selle Italia), l’olandese Dennis van Winden (Israel Cycling Academy) in versione stopper e gli ucraini Mykhaylo Kononenko e Andriy Vasylyuk (Kolss BDC Team).

Costoro vengono però presi nelle fasi di declivio. Cosa che non avviene minimamente per Neilands; il ventiduenne non sbaglia nulla ed entra nel rettilineo finale bello tranquillo, cogliendo il primo successo della carriera. Per la sua Israel Cycling Academy la conclusione di una cinque giorni iniziata nel migliore dei modi, con l’affermazione di Räim. Una bella iniezione di fiducia per una formazione giovane in vista degli appuntamenti venturi.

Sul podio un esultante Örken e Ávila, nei 10 Bertazzo e De Negri
Quel che è rimasto del gruppo, ossia quarantotto unità, ha tagliato il traguardo a 21″. Il più veloce è Ahmet Örken; lo sprinter turco della Torku SekerSpor, non conscio della presenza di un collega in avanscoperta, esulta levando le braccia al cielo. Al terzo posto il già citato Edwin Ávila.

Quarto il migliore degli italiani, il padovano Liam Bertazzo (Wilier Triestina-Selle Italia); a seguire il canadese Guillaume Boivin (Israel Cycling Academy), il kazako Matvey Nikitin (Astana City), lo spezzino Pier Paolo De Negri (Nippo-Vini Fantini) settimo, quindi lo spagnolo Mikel Aristi (Delko Marseille Provence KTM), lo statunitense Ansel Dickey (CCB Velotooler) e l’estone Mihkel Räim (Israel Cycling Academy). Qui sotto il video dell’arrivo.

Generale a Podznyakov; nel futuro un miglioramento?
Quarantanovesimo di giornata ed ultimo del plotone, Kirill Pozdnyakov. Il russo-azero, seguito lungo tutti questi giorni dalla biondissima moglie, ha regalato alla propria “patria” e al proprio team, la Synergy Baku, la prima vittoria nella generale in sette edizioni della corsa. Salgono sul podio l’ex biker austriaco Hermann Pernsteiner (Amplatz-BMC), distante 46″, e il campione ucraino Oleksandr Polivoda (Kolss Cycling Team) a 1’12”.

Il dominio della compagine ucraina, dominatrice della classifica a squadre, si manifesta con il quarto posto di Kononeko a 1’16”, il sesto di Vasylyuk a 1’28” e il decimo di Vitaliy Buts a 2’29”. Completano la top 10 il russo Eduard Vorganov (Minsk Cycling Club) quinto a 1’28”, Van Winden settimo a 1’49”, il russo Artem Ovechkin (Gazprom-RusVelo) a 2’09” e il giapponese Hideto Nakane (Nippo-Vini Fantini) a 2’15”. Migliori italiani i Nippo De Negri e Ivan Santaromita, rispettivamente diciassettesimo e diciottesimo a 5’33”.

Le maglie accessorie vanno a Ávila (classifica a punti), Pozdnyakov (classifica dei gpm) e al colombiano della Delko Jhon Anderson Rodríguez (classifica dei giovani). Si chiude così la prova azera, che ha mostrato dei bei numeri da parte di corridori Continental che meriterebbero una (in alcuni casi, nuova) chance a livello Professional e di interessanti giovani pronti a spiccare il volo. Per quanto riguarda la corsa, destinata nel 2018 alla Hors Categorie, un percorso intrigante che può essere ulteriormente migliorato. I soldi, da parte delle autorità, ci sono; e, statene certi, non andranno a mancare.

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