Gianni Moscon sul gradino più alto del podio del Campionato Italiano a Cronometro © LaPresse
Gianni Moscon sul gradino più alto del podio del Campionato Italiano a Cronometro © LaPresse

Moscon batte caldo e avversari

Campionati Italiani a cronometro: primo titolo da professionista per il trentino, Longo Borghini si conferma tra le donne

Il nuovo campione italiano a cronometro è il trentino Gianni Moscon che oggi a Caluso in Piemonte ha avuto la meglio su tutti gli avversari in una veloce e caratterizzata dal grande caldo. Che il 23enne del Team Sky abbia qualità superiori alla norma non lo scopriamo certo oggi, lo si era già capito quando ancora gareggiava nella categoria Under23, ma in questo primo anno e mezzo da professionista sembra che si impegni ad ogni gara per rendere ancora più evidente la corsa: Moscon non nasce come specialista delle prove contro il tempo, ma quando si tratta di lavorare di potenza e di spingere il lungo rapporto in questo momento ha pochi eguali in Italia ed ecco quindi che questo successo, dopo che l’anno scorso finì quarto a 18″ dal podio, non sorprende per nulla.

Moscon super, Felline tiene il passo
Il percorso di questo Campionato Italiano a cronometro non presentava passaggi particolarmente tecnici: dopo la partenza da Ciriè i primi 12.7 chilometri fino al primo intermedio erano tutti in lieve discesa con qualche curva da affrontare con la giusta traiettoria, poi una breve contropendenza, un tratto pianeggiante e poi, soprattutto a partire dal secondo intermedio posto al chilometri 29.7 la strada presentava un leggerissima pendenza a salire. Complessivamente erano 38.1 chilometri che per le loro caratteristiche strizzavano inevitabilmente l’occhio ai corridori più potenti.

Gianni Moscon fin da subito ha fatto capire ai suoi avversari che oggi sarebbe stata durissima batterlo: il trentino è letteralmente volato sfruttando la discesa ed ha subito messo diversi secondo tra sé e tutti gli altri. Ma è stato soprattutto nel secondo e nel terzo settore di questa cronometro che Moscon ha scavato i distacchi maggiori nei confronti dei rivali: al traguardo la media è stata di 51.312 km/h per un tempo di 44’33”. L’unico a tenere il ritmo dello scatenato trentino è stato il padrone di casa Fabio Felline che arrivava a questa rassegna tricolore piemontese con l’obiettivo di andare sul podio in entrambe le gare. Al secondo intermedio Moscon e Felline erano divisi da 17″, un gap che poi è diventato di 22″ al traguardo di Caluso: se la prestazione di Moscon è stata straordinaria, non si può dire che non lo sia stata anche quella del corridore della Trek-Segafredo.

Quinziato sul podio, il caldo dilata i distacchi
Il podio di questo Campionato Italiano è stato quindi completato da Manuel Quinziato che aveva provato a partire forte senza però riuscire a difendersi nella seconda parte di gara: il bolzanino della BMC è riuscito a salvare il podio in questa sua ultima rassegna tricolore ma nei confronti di Moscon ha accusato un distacco di 1’36”. Alle spalle di Quinziato i ritardi rispetto alla nuova maglia tricolore sono diventati pesantissimi con il caldo che ha sicuramente condizionato le prestazioni di più d’un corridore: Dario Cataldo è arrivato quarto a 2’31”, Mattia Cattaneo quinto a 2’59”, Paolo Totò sesto a 3’07”, Jacopo Mosca settimo a 3’40”, Mirko Trosino ottavo a 3’48”, Oliviero Troia nono a 3’54” e Daniel Oss decimo a 4’09”; ancora più indietro sono arrivati corridori adatti a questa prova come Filippo Ganna (4’22”) o Manuele Boaro (4’42”). Daniele Bennati invece è stato addirittura costretto a ritirarsi (come Giacomo Berlato) a causa di problemi intestinali.

Elisa Longo Borghini si conferma tra le donne
In campo femminile invece è arrivata la riconferma di Elisa Longo Borghini che ha bissato il titolo del 2016 e conquistato la sua terza maglia tricolore a cronometro negli ultimi quattro anni. L’ossolana della Wiggle High5, in gara oggi con la maglia delle Fiamme Oro, era la favorita della gara odierna e ha saputo rispettare i pronostici: la gara si disputata sulla seconda metà del tracciato della prova maschile, quindi con la strada tutta in leggerissima salita, e la vincitrice ha coperto i 19 chilometri previsti ad una velocità media di 43.225 km/h. Rispetto al 2016, quando tutto si risolse per una manciata di centesimi, la vittoria di Elisa Longo Borghini è stata decisamente più netta: a conquistare la medaglia d’argento, staccata di 38″, è stata Elena Cecchini che l’anno scorso si vide negare il bronzo per meno di un secondo e che stavolta è riuscita a conquistare il primo podio in carriera in questa gara. Longo Borghini contro Cecchini, Fiamme Oro contro Fiamme Azzurre, sarà molto probabilmente il duello a cui assisteremo anche domenica nella gara su strada.

Immancabile la presenza sul podio di una veterana come Silvia Valsecchi (BePink), undicesima volta tra le migliori tre in tredici anni: la 34enne lecchese ha dimostrato come sempre grande affidabilità tagliando il traguardo in 27’24” a 1’02” da Elisa Longo Borghini. Alle spalle di Valsecchi sono arrivate tutte abbastanza vicine: quarta a 1’10” è stata Rossella Ratto, quinta a 1’18” Alice Maria Arzuffi poi a seguire Maria Giulia Confalonieri a 1’20”, Simona Frapporti a 1’24”, Lara Vieceli a 1’28”, Tatiana Guderzo a 1’30” e Ilaria Sanguineti a 1’32”; un ordine d’arrivo molto diverso rispetto a quello maschile con distacchi molto dilatati.

Letizia Paternoster stupisce
In campo femminile, però, la prestazione più rilevante di giornata è stata quella di Letizia Paternoster che ha stradominato la cronometro riservata alla categoria juniores: la trentina della Vecchia Fontana è un autentico fenomeno e ha staccato di 1’18” la campionessa uscente Alessia Vigilia e di 1’43” Elena Pirrone, ma ad impressionare più di ogni altra cosa è il fatto che sullo stesso identico tracciato di 19 chilometri, Letizia Paternoster abbia stampato un tempo di 26’25”, superiore a quello di Elisa Longo Borghini di appena 2″6 nonostante una differenza d’età di circa otto anni. Paternoster diventerà maggiorenne il prossimo 22 luglio: sembra essere l’ennesimo talento in grado di far brillare il ciclismo femminile italiano.

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