La gioia di Marcel Kittel, vincitore a Troyes © ASO - Alex Broadway
La gioia di Marcel Kittel, vincitore a Troyes © ASO - Alex Broadway

Kittel, 1-2 a Troyes

Tour de France, nuova vittoria del tedesco, battuti Démare e Greipel. Scaramucce Guarnieri-Bouhanni. Tutto tranquillo per Froome

La prima settimana del Tour de France 2017 si avvia stancamente verso la conclusione, con l’approcciarsi del fine settimana e delle tappe sul Giura. Il canovaccio visto nelle precedenti tappe non cambia, con una fuga della prima ora (o meglio, del primo minuto), gruppo che controlla senza problemi e senza sussulti di alcun tipo, per giungere ad uno sprint finale senza una formazione faro. Dove ad imporsi è uno che, in questi giorni, riesce a cavarsela anche da solo.

La fuga non tarda di certo a formarsi: in tre all’attacco
Partenza poco prima di mezzogiorno e mezzo da Vesoul, località che un anno fa ha ospitato i campionati nazionali transalpini. Dopo meno di 300 metri dal via si è formata la fuga di giornata, dando un’ulteriore picconata alla scelta di mostrare integralmente le frazioni. Anche oggi, la gran parte dei 216 km verso Troyes non hanno riservato spunti degni di nota.

Dicevamo degli attaccanti. Protagonisti il belga Frederik Backaert (Wanty-Groupe Gobert), il francese Perrig Quéméneur (Direct Énergie) e il norvegese Vegard Stake Laengen (UAE Team Emirates). Già dopo 10 km il loro margine superava quota 3’40”, per poi toccare l’apice attorno al km 45, quando è stato di 4’40”. In una frazione particolarmente tranquilla (dopo due ore la media oraria era inferiore ai 40 km/h), il gruppo ha come sempre controllato, con un uomo a testa di FDJ (Rudy Molard), Lotto Soudal (Thomas De Gendt) e Quick Step Floors (Julien Vermote) a scandire l’andatura.

Poca azione; al traguardo volante Démare guadagna punti
Sono stati due i gpm di giornata: il primo, la Côte de Langres (km 69), ha visto transitare in testa Quéméneur. Medesimo risultato nel secondo, la Côte de la Colline Sainte Germaine (km 154). Proprio su questo zampellotto è evaso dal gruppo Laurent Pichon; il corridore della Fortuneo-Oscaro, leader della Coupe de France, è scollinato con 1’10” mentre il gruppo viaggiava a 2’40. Ma l’ex FDJ è rimasto a bagnomaria per una quindicina di minuti, quando ha deciso di rialzarsi, venendo riassorbito ai meno 55 km.

Nel frattempo, se si eccettua il pericoloso balzellare di un ombrellone volante (complimenti al tifoso che non l’ha ancorato con dovizia) ai meno 90 km, da segnalare solo il passaggio al traguardo volante di Colombey les Deux Églises (km 135). Nel paesello famoso per aver ospitato la dimora (e ora le spoglie) di Charles De Gaulle, lo sprint dei fuggitivi viene conquistato da Backaert su Stake Laengen, con Quéméneur terzo e disinteressato. Come d’abitudine, in gruppo c’è maggior interesse; ci prova, partendo da lontano e scortato da un compagno, Sonny Colbrelli; ma il bresciano della Bahrain Merida parte troppo presto, venendo superato da Démare, Matthews e Greipel.

Fuga ripresa ai meno 3, Greipel si becca un colpo indigesto
Il plotone decide di muoversi, in quella che è stata la prima giornata di calore asfissiante (toccati i 36 gradi); il trio di testa è di diverso avviso, entrando ai meno 10 km con una trentina scarsa di secondi di vantaggio e con le gambe ancora a spingere. Il ricongiungimento definitivo avviene ai meno 3 km, dopo la bellezza di 213 km col vento in faccia. Sorprendente, ma non per questo meritata, l’assegnazione del numero rosso, che viene attribuito allo scandinavo Stake Laengen.

Si giunge così alla lotta fra gli spuntati treni, con il Team Dimension Data che imbocca in testa il km conclusivo. Qualche centinaio di metri prima grosso rischio corso da André Greipel: il tedesco incoccia infatti con uno sbadato (ci limitiamo ad un aggettivo decisamente morbido) spettatore intento a fotografare. Fortunatamente il Gorilla non riporta alcun problema, se non un’arrabbiatura espressa mandando platealmente (e giustamente) a quel paese lo stolto di giallo vestito.

Boasson Hagen parte troppo presto. Solite scaramucce Bouhanni-Démare (con Guarnieri a supporto)
Si mette a lavorare Zdenek Stybar, che sostituisce l’acciaccato Trentin nel trenino Quick Step; il ceco si sposta ai meno 650 metri, e alla sua ruota si trova Edvald Boasson Hagen. Il norvegese, nuova ruota veloce designata per il Team Dimension Data, parte decisamente lungo, fungendo di fatto come apripista per gli altri (EBH sarà tredicesimo), restando davanti fino ai meno 170 metri. In un pertugio fra lui e le transenne spunta Arnaud Démare, che già pochi istanti prima era riuscito ad evitare non si sa bene come l’impatto con Marco Haller (il quale gli tira un paio di moccoli).

E dire che anche in precedenza la maglia verde aveva dovuto lottare. Con il suo arcinemico Nacer Bouhanni, accusato (come spesso capita) di essere decisamente sopra le righe nell’avvicinamento agli ultimi metri. Dopo il traguardo l’atteggiamento del boxeur è stato stigmatizzato da Jacopo Guarnieri che, ai microfoni Rai, non si è tirato indietro nel definire in maniera amichevole l’avversario. Possiamo dire sin da ora che il piacentino non si ritroverà a lavorare con il nativo di Épinal.

Altra volata di potenza per Kittel, ora a quota 11
Ai meno 140 metri la situazione vede: Démare e Greipel sulla stessa linea, quindi Boasson Hagen alla loro ruota e poco più lontani Kristoff, Bouhanni e Groenewegen. A mezza bicicletta di ritardo da loro pedala Marcel Kittel. Sulla linea bianca lo scenario cambia: davanti, e con margine netto, vi è colui peggio posizionato. Lo sprint del biondissimo è regale e dimostra che, al momento, il velocista principe sia lui.

Nella sua volata a centrostrada il tedesco, che con 11 successi alla Grande Boucle eguaglia Greipel e insidia le 12 affermazioni di Erik Zabel (primatista nazionale di affermazioni), tocca i 70 km/h. 11 sono anche le gioie del 2017, che gli permettono di appaiare Alejandro Valverde come corridore plurivittorioso della stagione; e, stiamone certi, non si fermerà qui.

Come a Liegi, sul podio Démare e Greipel. Classifica invariata, domani nuovo sprint
Secondo posto per Arnaud Démare (FDJ), che ha portato a 33 i punti di vantaggio su Kittel nella lotta per la maglia verde (tutti gli altri al momento ben distanti). Terzo è André Greipel (Lotto Soudal), andando così a ripetere pari pari il podio della volata domenicale di Liegi. Completano la top ten Alexander Kristoff (Team Katusha-Alpecin), Nacer Bouhanni (Cofidis, Solutions Crédits), Dylan Groenewegen (Team Lotto NL-Jumbo), Michael Matthews (Team Sunweb), Daniel McLay (Fortuneo-Oscaro), Rüdiger Selig (Bora Hansgrohe) e John Degenkolb (Trek-Segafredo).

Nulla da segnalare in chiave classifica, con Chris Froome, che ha parlato di quella odierna come una delle giornate più tranquille della sua esperienza al Tour, che guida con 12″ sul compagno di squadra al Team Sky Geraint Thomas e 14″ sul campione d’Italia, nonché maglia a pois, Fabio Aru (Astana Pro Team). Domani medesimo menu in programma: da Troyes a Nuits Saint Georges altra giornata ghiotta per i velocisti, prima di un weekend con cambio di scenario.

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La vignetta di Pellegrini

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