Omar Fraile vince davanti a Sonny Colbrelli © Bettiniphoto
Omar Fraile vince davanti a Sonny Colbrelli © Bettiniphoto

Omar Fraile, non più solo fughe

Lo spagnolo dell’Astana batte Sonny Colbrelli nella prima tappa del Tour de Romandie, Primoz Roglic nuovo leader della corsa

Sorpresa nella seconda giornata del Tour de Romandie con il basco Omar Fraile che esce come vincitore di tappa mentre in classifica generale la maglia gialla è passata sulle spalle di Primoz Roglic. Il corridore dell’Astana lo conoscevamo come un generoso attaccante, spesso protagonista con fughe da lontano ed un possesso di un discreto spunto veloce, almeno in relazione agli uomini più forti in salita: oggi però Fraile si è davvero superato ed è riuscito addirittura a lasciarsi alle spalle un uomo come Sonny Colbrelli, comunque bravo ad resistere dove altri corridori con le sue caratteristiche, uno su tutti Michael Matthews, avevano ceduto. Per Fraile quella di oggi è la seconda vittoria in stagione mentre l’Astana porta il totale a 14: l’anno scorso, di questi tempi, il team kazako era fermo a due.

Nella fuga di giornata anche il settimo della generale
Dopo il prologo a cronometro di ieri, il Tour de Romandie proponeva oggi una frazione di 166.6 chilometri con partenza da Friburgo e arrivo a Delémont: una frazione interessante soprattutto per la presenza di un circuito finale di 29.5 chilometri da ripetere due volte con una salita di seconda categoria lunga 6.2 km con pendenza media del 6.4% ma con i tratti più duri tutti concentrati negli ultimi 4000 metri di ascesa e con l’ultimo passaggio a 18 chilometri dall’arrivo. Proprio in previsione di questo finale abbastanza scoppiettante, il gruppo non si è danno l’anima nei chilometri iniziali: la fuga del giorno non ci ha messo molto ad ottenere il via libera e al chilometro 14 di gara il suo vantaggio era già di quattro minuti e mezzo.

I protagonisti di questo attacco dalla lunghissima distanza sono stati Alexis Gougeard (AG2R La Mondiale), Antoine Duchesne (Groupama-FDJ), Remy Mertz (Lotto Soudal), Marco Minnaard (Wanty-Groupe Gobert) e l’australiano William Clarke (Team EF Education First), settimo in classifica generale a soli 6″ da Michael Matthews grazie alla bella prestazione di ieri. I cinque battistrada hanno guadagnato fino a 5’10” ma sulla prima salita di giornata, quella di seconda categoria a Lignières, il plotone ha dato un primo cenno di vita recuperando circa un minuto salvo poi rallentare nuovamente: la fuga ha infatti toccato un vantaggio massimo di sei minuti quando mancavano al traguardo circa 70 chilometri.

La Sunweb tiene i battistrada sotto controllo
All’inizio del primo dei due giri del circuito finale il Team Sunweb ha alzato notevolmente l’andatura, anche perché Gougeard è uno che fa sempre drizzare le antenne agli inseguitori quando si trova in queste fughe da lontano: al primo passaggio sotto lo striscione d’arrivo, a 59 chilometri dall’arrivo, il gruppo era cronometrato a 5’30” dai cinque uomini di testa, al gran premio della montagna di Le Sommet ai meno 45 il gap era già crollato a 3’30”. Un’accelerazione forse fin troppo brusca e che ha avuto anche l’effetto di assottigliare il gruppo principale: tra coloro che hanno perso contatto in questa fase c’era anche il veronese Elia Viviani che sta ultimando la preparazione in vista del Giro d’Italia.

A quel punto Clarke, Duchesne, Gougeard, Mertz e Minnaard hanno iniziare a dare fondo a tutte le energie anche perché ormai a quel punto di calcoli da fare non ce n’erano più, bisognava solo tirare a tutta fino al traguardo: per alcuni chilometri la fuga è riuscita a tenere bloccato il proprio vantaggio di 3’30” e a quel punto il Team Sunweb è stato affiancato nel suo lavoro di inseguimento anche dalla UAE Team Emirates prima e del Team LottoNL-Jumbo poi, due squadre non certo intenzionate a portare al traguardo un gruppo molto numeroso ed un corridore come Michael Matthews.

Selezione sull’ultima salita di giornata
Sul secondo ed ultimo passaggio sulla salita di Le Sommet la corsa è esplosa. In gruppo ci ha provato subito Thomas De Gendt (Lotto Soudal) seguito da Pavel Sivakov (Sky) e Lucas Hamilton (Mitchelton), poi si è messo davanti l’olandese Steven Kruijswijk e lì sono stati dolori per molti: il corridore del Team LottoNL-Jumbo, che ricordiamo ancora come sfortunato protagonista al Giro 2016, ha imposto un ritmo regolare ma molto alto che ha fatto selezione nel gruppo. Assieme a molti gregari, si sono staccati prima lo svizzero Michael Albasini, poi anche il leader della corsa Michael Matthews da cui ci aspettava che potesse reggere molto meglio dopo la vittoria di ieri ed il quinto posto sul Muro di Huy, di certo non che perdesse terreno da una sessantina di uomini.

Nel frattempo davanti erano rimasti solo l’olandese Marco Minnaard (Wanty) ed il francese Alexis Gougeard (AG2R) che hanno superato il gran premio della montagna con appena 1’05” di vantaggio, ma per loro sfortuna dopo un primo tratto di discesa la strada presentava un altro strappo in salita abbastanza impegnativo che favoriva chi stava dietro in quel momento. Vedendo che Sonny Colbrelli era ancora in gruppo, la Bahrain-Merida ha iniziato a collaborare per ridurre lo svantaggio, ma su quella breve contropendenza si sono scatenati gli attacchi: prima ci ha provato l’Astana con Cataldo e Fraile, il primo a rispondere è stato Rui Costa con la UAE che infine ha rilanciato con Daniel Martin che è stato il primo a riportarsi sui due fuggitivi superstiti a circa 10 chilometri dall’arrivo.

Gougeard si arrende ai meno 2, poi ci prova Gaudu
Come abbiamo detto all’inizio però, Alexis Gougeard è un corridore che, seppur un po’ discontinuo, quando parte in fuga spesso e volentieri riesce a far penare parecchio il gruppo per andare a riprenderlo: e infatti quando ormai si poteva quasi parlare di gruppo compatto, il francese ha rilanciato l’andatura in discesa e si è ripreso di forza una decina di secondi di vantaggio che ha provato a difendere con le unghie e con i denti una volta tornato in pianura a circa 3.5 chilometri dall’arrivo. Questa volta la grinta di Gougeard non è bastata, infatti pur non avendo dietro di sé un gruppo molto organizzato, gli scatti ed i controscatti continui hanno tenuto molto alta l’andatura.

Alexis Gougeard è stato ripreso quando mancano due chilometri all’arrivo, ma i tentativi si allungo non sono cessati: il più convinto è stato quello del francese David Gaudu della Groupama-FDJ, un ragazzo di appena 21 anni alla sua stagione da professionista ed a cui non manca certo la personalità. Gaudu è stato ripreso proprio mentre i migliori del gruppo lanciavano la volata, ma l’impressione è che nei prossimi giorni potrebbe ancora dover parlare di lui.

Colbrelli parte lungo, Fraile lo beffa
L’allungo di Gaudu, alcune curve ed una leggera pendenza hanno reso complicato il finale ed in casa Bahrain-Merida è forse mancata un po’ di intesa tra Sonny Colbrelli e Gorka Izagirre nelle ultime centinaia di metri: i due entrambi lì davanti, ma è stato il bresciano a muoversi per primo per chiudere il buco nei confronti del francese rilanciando poi subito dopo essersi messo in scia. In pratica quella di Colbrelli è stata una volata lunghissima ed infatti gli sono mancati proprio gli ultimi 100 metri: lo sprint di Omar Fraile comunque è stato molto convincente perché ai 200 metri ha subito affiancato l’italiano, i due rimasti quasi spalla a spalla per un po’ prima che lo spagnolo allungasse proprio in vista dell’arrivo.

Il terzo posto di tappa è stato conquistato da Rui Costa, poi si sono piazzati nell’ordine Rudy Molard, Gorka Izagirre, Egan Bernal, Pierre Latour, Xandro Meurisse, Merhawi Kudus e decimo Eros Capecchi. Gli abbuoni al traguardo non hanno avuto un peso in classifica generale, ma con Matthews e Bohli attardati la maglia di leader è passata sulle spalle dello sloveno Primoz Roglic che con i compagni ha lavorato proprio per questo: il capitano del Team LottoNL-Jumbo è comunque a pari tempo con Rohan Dennis, poi adesso ci sono Geraint Thomas a 4″, Diego Rosa e Pierre Latour a 5″ e Gorka Izagirre a 8″.

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