Elia Viviani vince anche Grado © Bettiniphoto
Elia Viviani vince anche Grado © Bettiniphoto

Neanche la ghiaia è in Grado di fermare Viviani

Elia vince anche la quarta tappa dell’Adriatica Ionica Race superando due settori di strada sterrata; Nizzolo è secondo, Sosa resta leader

I circa sei chilometri di strada sterrata presenti nel finale di questa quarta tappa dell’Adriatica Ionica Race non potevano spaventare un corridore come Elia Viviani che appena una settimana fa aveva concluso al secondo posto la gara belga Dwars door het Hageland, un prova con quasi 20 chilometri di strada bianca più alcini tratti in pavé: sul traguardo di Grado il veronese della Quick-Step Floors non ha fallito l’appuntamento con la seconda vittoria individuale in questa prima edizione della gara organizzata da Moreno Argentino, il dodicesimo di questo 2018 che adesso lo vede davanti a tutti nella classifica dei plurivittoriosi in corse internazionali del calendario UCI.

Logica in fuga per la maglia dei gpm
I 223 chilometri da percorrere in questa giornata non sono servivi a raffreddare gli animi di chi puntava a portare via una fuga da lontano: nei primi 10 chilometri ci sono stati alcuni attacchi infruttuosi, poi finalmente sono usciti dal plotone Meiyin Wang (Bahrain-Merida), Andrea Toniatti (Italia), Marco Tizza (Nippo-Vini Fantini), Nick Van Der Lijke (Roompot), Stanimir Cholakov (Trevigiani Phonix) ed Enrico Logica (Biesse Carrera) che non sono stati inseguiti immediatamente visto che non rappresentavamo una minaccia diretta al leader della classifica Ivan Sosa.

La fuga, controllata inizialmente dell’Androni-Sidermec che poi ha trovato la collaborazione della “solita” Quick-Step Floors ha raggiunto un vantaggio massimo di sei minuti attorno a metà gara: fino a quel momento l’unico spunto offerto dalla cronaca è stato il passaggio al gran premio della montagna di seconda categoria del Passo Crosetta dove a transitare per primo è stato Enrico Logica che così ha riconquistato la maglia di leader della classifica degli scalatori. Nella seconda parte di gara il gruppo ha iniziato come prevedibile la propria lenta ma inesorabile rimonta: a 30 chilometri dall’arrivo il ritardo nei confronti dei sei uomini al comando era sceso a meno di due minuti.

Ghiaia e polvere fanno selezione
A circa 25 chilometri dal traguardo iniziava il primo dei due tratti non asfaltati di questa tappa: definirlo sterrato potrebbe essere infatti fuorviante, perché i corridori si sono trovati a pedalare su un fondo ghiaioso che rendeva la bicicletta molto difficile da controllare; inoltre il passaggio delle moto della scorta e poi dei corridori facevano alzare un polverone abbastanza fitto che di sicuro non aiutava chi si trovava nelle retrovie. In testa alla corsa si sono staccati Cholakov che già era in sofferenza da un po’ e anche uno sfortunato Logica che è stato vittima di una foratura, dietro invece c’è stato un Terpstra molto attivo che ha tenuto alta l’andatura riducendo ulteriormente il ritardo dai fuggitivi a un minuto e mezzo.

Anche nel secondo settore di strada non asfaltata è stata la Quick-Step Floors a fare la voce grossa ed il gruppo principale si è quindi assottigliato notevolmente. Già a 23 chilometri dall’arrivo ha forato Matteo Trentin, poi si sono trovati attardati anche uomini di classifica come Edward Ravasi, Peter Stetina, Simone Petilli e Gianluca Brambilla che questa mattina occupavano tutti una posizione nella top10. L’ennesima accelerazione di Terpstra sul ghiaino ha fatto sì che il vincitore del Giro delle Fiandre tornasse sull’asfaltato con qualche metro di vantaggio sul resto del gruppo assieme ad Elia Viviani, Giacomo Nizzolo e Mark Renshaw: Niki ha poi allungato tutto solo ai meno 13, ma il lavoro di Dimension Data e Bardiani-CSF ha ricompattato il primo gruppo composto da una quarantina di unità ed in cui figurava anche il leader Ivan Sosa.

Viviani infallibile in volata
Dei quattro superstiti della fuga iniziale, il cinese Wang è stato il primo ad arrendersi ma poi la stessa sorta è toccata anche a Nick Van der Lijke, Andrea Toniatti e Marco Tizza che sono stati raggiunti poco prima di entrare negli ultimi tre chilometri di gara. A quel punto tutti gli occhi si sono rivolti alla volata su un traguardo come quello di Grado abbastanza tortuoso: il gruppo di testa si è allungato e anche leggermente frazionato, la Dimension Data è partita lunga con Renshaw e Janse Van Rensburg, ma alla loro ruota non c’era Mark Cavendish che era rimasto intruppato più indietro.

Il lavoro della squadra africana ha praticamente lanciato la volata ad Elia Viviani che quindi non ha avuto problemi a mettere la propria ruota davanti a quella di tutti gli altri: per la Quick-Step Floors poteva anche essere doppietta se il giovane colombiano Alvaro Hodeg non avesse iniziato ad esultare per la vittoria del compagno qualche metro prima della linea, subendo così il sorpasso al colpo di reni da Giacomo Nizzolo per il secondo posto; il lombardo della Trek-Segafredo continua ad essere bersagliato dai problemi fisici e fa piacere vederlo almeno competitivo al rientro in gruppo dopo due mesi di stop. Quarto è arrivato il giovane Riccardo Minali che è in gara con i colori della Nazionale, poi a seguire troviamo Renshaw quinto, Janse van Rensburg sesto, Consonni settimo, Canola ottavo, Räim nono e Duranti decimo.

Ivan Sosa sempre leader della generale
Come abbiamo detto, il gruppo è arrivato frazionato al traguardo con la seconda parte che ha perso circa un minuto e mezzo. Questo ha avuto effetto anche sulla classifica generale: non per il primo posto che è sempre occupato da Ivan Sosa, ma adesso il colombiano dell’Androni-Sidermec potrà affrontare l’ultima tappa con più tranquilittà perché l’avversario più vicino è diventato Giulio Ciccone che ha 45″ di ritardo; sul podio virtuale c’è anche il russo Ildar Arslanov che ha guadagnato anche lui una posizione e adesso è terzo a 1’44”.

La tappa di oggi ha consentito di guadagnare posizioni anche la Valerio Conti (ora quinto), Pieter Weening (sesto) e Giovanni Carboni (settimo) che superano Peter Stetina, Simone Petilli e Gianluca Brambilla. Dalla classifica generale è scomparso anche il belga Ben Hermans, terzo ieri sul Giau ed in sesta posizione questa mattina: il corridore della Israel Cycling Academy non ha preso il via oggi da San Vito di Cadore per volare a casa in Belgio dove domani disputerà il Campionato Nazionale su strada mentre alla Adriatica Ionica Race si disputerà l’ultima tappa a Trieste.

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