David Gaudu vince al Tour de Romandie © EF Education First
David Gaudu vince al Tour de Romandie © EF Education First

Gaudu non si fa più aspettare

Tour de Romandie, sullo strappo finale di Romont il francese supera Costa e Roglic. Un contatto nel finale taglia fuori Brambilla e Colbrelli

Nessuna vittoria nel World Tour dal Tour Down Under fino al primo maggio. Negli ultimi due giorni, però, la Groupama-FDJ ha fatto man bassa, andando a conquistare due tappe di fila al Tour de Romandie. La prima con un habitué della prova romancia, la seconda con un giovane talento al primo centro della carriera nel massimo circuito. Era questione di tempo prima che arrivasse e sicuramente non sarà l’ultima.

Tappa nervosa a Romont, non parte Williams
Frazione mossa la terza in linea del Tour de Romandie, con partenza e arrivo a Romont per complessivi 160 km. Quattro i gpm, a cui sommare una rampetta finale con punte al 15% che mette ulteriore pepe ad una tappa già di per sé esigente. Una la non partenza, quella del giovane britannico della Bahrain Merida Stephen Williams, alle prese con una fastidiosa tendinite.

Partenza alle 13.25 veloce e ricca di attacchi, ma nessuno prende il largo; ci prova anche Simon Pellaud, ma il portacolori della Svizzera, dopo essere transitato al comando sul primo gpm di Sorens (km 11.2), viene subito riassorbito, felice comunque per aver incrementato la leadership nella speciale graduatoria. In discesa, attorno al km 15, si muove un nome che non ti aspetti, quello di Sam Bennett: l’irlandese della Bora Hansgrohe rimane in avanscoperta giusto per una decina di km. La fuga buona si forma subito dopo, in prossimità del km 28.

Otto in fuga, caduta e ritiro per Mori
Vanno all’attacco il padrone di casa Michael Albasini (Mitchelton-Scott), il francese Kenny Elissonde (Team Ineos), il tedesco Lennard Kämna (Team Sunweb), l’australiano Michael Storer (Team Sunweb) e lo sloveno Jan Tratnik (Bahrain Merida), su cui poco dopo rientrano il costaricano Andrey Amador (Movistar Team) e lo svizzero Roland Thalmann, reduce da un eccellente Tour of the Alps in maglia Vorarlberg e qui in gara con la nazionale rossocrociata.

E non è finita qui, perché dopo quasi 20 km di inseguimento solitario, riesce a ricongiungersi con l’avanguardia della corsa anche il tedesco Nico Denz (AG2R La Mondiale). Nel mentre il passaggio sul gpm di Vuisternens en Ogoz (km 40.1) vede Thalmann prendersi i punti in palio; nel gruppo, controllato senza problemi dal Team Jumbo-Visma, si verifica una caduta che coinvolge Manuele Mori. Il toscano della UAE Team Emirates è costretto al ritiro con botte e sbucciature sul volto e sulla coscia.

Rimescolamento tra gli attaccanti, restano in sei
Il plotone non concede un margine consistente, tenendo i fuggitivi sempre attorno ai 2′. La situazione muta tra i battistrada attorno al km 70, quando Denz e gli esperti Albasini e Amador non riescono più a tenere l’andatura dei colleghi; quasi in contemporanea c’è un cambiamento anche alle loro spalle, con il kazako Nikita Stalnov (Astana Pro Team) che si lancia al contrattacco. E il ventisettenne asiatico, pronto a effettuare tra una settimana il debutto al Giro d’Italia, ultima il proprio inseguimento, andando così a formare un sestetto di testa.

Anche il terzo gpm, quello di Vauderens (km 96.8 km), vede la nazionale svizzera diretta da Danilo Hondo primeggiare con Thalmann; il gruppo passa con 1’50” di distacco, gap che scende attorno a 1’30” a 49 km dalla fine, quando la corsa transita per la prima volta sotto il traguardo. Dopo aver varcato la linea bianca decide di mettere la parola fine sulla propria avventura romancia Sam Bennett, che si reca comodamente in direzione del pullman

Netta accelerazione della EF Education First, fuggitivi ripresi
È il solo Jos van Emden a tirare per i gialloneri, in un’immagine che si preannuncia familiare nelle prossime settimane durante il Giro d’Italia. Il forte cronoman lavora di fatto fino ai meno 33 km quando la EF Education First mette a lavorare in testa al gruppo Hugh Carthy e Joe Dombrowski; l’andatura dei gregari di Woods è ben più decisa, con il gruppo che si allunga e che si porta sotto al minuto di ritardo all’altezza dei 30 km dall’arrivo.

I rosa-blu del sodalizio statunitense aumentano ulteriormente il ritmo tirando con ben quattro elementi: ai due già citati si sommano lo statunitense Nathan Brown e l’ecuadoriano Jonathan Caicedo, con il quartetto che pesta sui pedali riducendo il distacco a 30″ ai meno 25 km. La fuga viene definitivamente ripresa quando per giungere al traguardo rimangono ancora 17.4 km da percorrere.

Pellaud al gpm, De Gendt prova vanamente il colpaccio
Proprio pochi metri prima di approcciare il quarto e ultimo gpm di giornata, quello di Villars Bramard, ascesa di 4.3 km al 5.2% di pendenza media; prima Carthy e poi Dombroswki proseguono con un passo esigente che allunga e seleziona il gruppo riducendolo ad una sessantina di unità. In vetta (km 147.5) Pellaud anticipa di qualche metro la concorrenza andando così a ulteriormente cucirsi addosso la maglia multicolore di miglior scalatore.

Agli EF si aggiunge nel lavoro nel falsopiano seguente Thomas De Gendt, oggi in versione gregario per il norvegese Hagen. Ma solo per un momento perché, a 6.8 km dalla conclusione, il belga della Lotto Soudal si muove in uno dei pochi tratti pianeggianti dell’intera tappa; per il fuggitivo per antonomasia una pedalata potente, che pare assai promettente in vista del Giro. Ma l’ex Vacansoleil viene ripreso a 4.3 km dall’arrivo sotto la sprinta del CCC Team con Lukasz Owsian e Joey Rosskopf. Si fa vedere nell’avanguardia del gruppo anche un Sonny Colbrelli in grandissima forma.

Un contatto taglia fuori Brambilla e Colbrelli, Villella ci prova ma non fa strada. Vittoria per Gaudu
La veloce discesa proietta i corridori all’ultimo km dove inizia l’ultima rampa; a tirare il gruppo è Dylan van Baarle con alla ruota Gaudu, Roglic, Costa e Gianluca Brambilla. Ma proprio il vicentino, in una curva a sinistra a circa 400 metri dal termine, entra in contatto con Sonny Colbrelli; entrambi vengono danneggiati dal contatto e non possono andare a giocarsi il successo.

Un altro italiano si mette in mostra: è Davide Villella che ci prova, ma il lombardo dell’Astana Pro Team non fa strada, rimanendo in testa al gruppo sino a 200 metri dal termine, proprio quando inizia il rettilineo conclusivo con tanto di ulteriore dentello. Ci prova Geraint Thomas, ma il gallese ha un salto di catena che lo toglie dalla lotta.

Parte in maniera decisa David Gaudu; il francese della Groupama-FDJ guadagna metro dopo metro e va a vincere per la prima volta nella sua carriera nel World Tour. Alle spalle del bretone il portoghese Alberto Rui Costa (UAE Team Emirates), uno che su questi arrivi sa sempre il fatto suo, e Primoz Roglic (Team Jumbo-Visma).

Top ten per Villella, Roglic resta in giallo. Domani le salite a Torgon
Seguono con lo stesso distacco un Michael Woods (EF Education First) un po’ deludente date le premesse e Felix Grossschartner (Bora Hansgrohe). Ritardo di 3″, invece, per gli altri componenti della top ten, vale a dire Guillaume Martin (Wanty-Gobert), Emanuel Buchmann (Bora Hansgrohe), Davide Villella (Astana Pro Team), Carl Fredrik Hagen (Lotto Soudal) e Damien Howson (Mitchelton-Scott).

In classifica Primoz Roglic (Team Jumbo-Visma) conserva la maglia gialla di leader ma il vantaggio su David Gaudu è ora sceso a soli 6″, con Alberto Rui Costa terzo a 8″. Domani l’ultima tappa in linea prima della cronometro conclusiva, la più attesa dell’intera settimana romancia. I corridori, infatti, devono affrontare cinque gpm nella Lucens-Torgon di 176 km, con l’erta finale di 13 km al 6% di pendenza media.

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