Yuri Brioni dopo una vittoria © Team Colpack
Yuri Brioni dopo una vittoria © Team Colpack

Prosegue il rinnovamento nel Team Colpack, ingaggiati altri 4 juniores

Salgono a quota 11 gli atleti juniores che il Team Colpack ha ufficialmente messo sotto contratto per la stagione 2020. Dopo i già annunciati Piccolo, Tiberi, Martinelli, Della Lunga, Trainini, Meris e Persico, la squadra bergamasca oggi annuncia l’arrivo di Yuri Brioni, Nicola Plebani, Alessio Riccardi e Gidas Umbri, tutti classe 2001.

Queste le parole del bergamasco Yuri Brioni, vincitore in stagione in due occasioni: «Inizialmente credo sarà un’annata di adattamento alla nuova categoria e spero di imparare molto sia dai miei compagni più vecchi che in gruppo, cercando di portare a casa anche qualche risultato. Per me, da puro bergamasco, correre per il Team Colpack è un vero onore». Orobico è anche Nicola Plebani, capace di esultare in alla Brescia-Montemagno e che a sua dichiara: «Sono felice perché la Colpack è una realtà affermata nel ciclismo, ha fatto crescere molti atleti che ora sono professionisti. Il prossimo anno voglio fare esperienza in questa nuova categoria, aiutando la squadra ad ottenere più successi possibile».

Il pistoiese Alessio Riccardi aggiunge: «Ho scelto la Colpack perché è una delle migliori squadre nel panorama dilettantistico italiano, per me è un sogno che si realizza. La qualità dell’organico è molto alta e servirà molta serietà da parte mia per dimostrare di essere all’altezza. Sono sicuro che di conseguenza con lo staff che è di primissimo livello arriveranno anche i risultati». Il pesarese Gidas Umbri, capace di imporsi per tre volte nel 2019, conclude: «Ho scelto il Team Colpack perché penso che sia la scelta giusta per crescere come corridore, qui sanno come lavorare e far crescere i giovani. Sicuramente l’anno prossimo sarà un’esperienza nuova, so che ci sarà da lavorare anche per i corridori più grandi ed esperti di me, ma sono anche sicuro che facendo le cose nel modo giusto ci sarà spazio anche per togliermi qualche soddisfazione personale».

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile