Van Der Poel bici in spalla esce dalla battigia © Twitter
Van Der Poel bici in spalla esce dalla battigia © Twitter

Another Van bites the Dust

Dopo reciproci infortuni, Van Der Poel riesce a fare la differenza su Van Aert e si conferma campione del mondo a Oostende per il terzo anno di fila

A Oostende si scrive un altro capitolo di uno dei duelli più intensi del ciclismo moderno: il verdetto del Campionato del Mondo di Ciclocross è a favore di Mathieu Van Der Poel, che conquista l’iride per il terzo anno di fila e per la quarta volta in assoluto nella massima categoria. Un testa a testa atteso e immediato, come nelle previsioni, che ha visto come spesso capita per poco tempo i due correre appaiati, rallentati dalle reciproche sfortune: una caduta per Van Der Poel, una foratura per Van Aert. Ma al netto di ciò, Van Der Poel è riuscito a fare la differenza nel punto chiave del tracciato, la prima parte sabbiosa, dove nel secondo tratto è riuscito a mandare in acido Van Aert per due volte di fila a metà gara, costringendolo ad un deciso distanziamento. Sicuramente una delle migliori gare stagionali, e di sempre, per il campione olandese, che stavolta ha dato il massimo e più, spingendo dall’inizio alla fine; Wout Van Aert non è stato da meno, ma come spesso capita quando il suo rivale è in grazia di Dio e il percorso gli si addice non c’è niente da fare, neanche con la miglior gamba.

La gran partenza di Wout e la caduta di Mathieu
La prima parte di gara è sembrata volgere a favore di Van Aert, il quale ha dimostrato un’enorme determinazione sin dalla partenza, chiudendo a spallate Tom Pidcock (poi subito rimbalzato nelle retrovie) mentre cercava di mettersi tra i due sfidanti. Nel primo tratto di sabbia, è sempre Van Aert a guidare, approfittando le incertezze di Van Der Poel, che però recupera nella seconda parte del tratto, dimostrando sin dal principio una grande tenuta sulla principale difficoltà della prova. Nel primo giro hanno già fatto la differenza: passano appaiati, con Sweeck, Quinten Hermans, Vanthourenhout e Aerts a 14″.
Nel secondo giro ancora sofferenze sulla sabbia per Van Der Poel: perde qualche secondo da Van Aert, che non riesce a chiudere nel secondo tratto perché finisce in una buca, cadendo abbastanza vistosamente e con la sella spostata. Tra incidente e bici danneggiata, Van Der Poel passa al secondo passaggio con 15″.

Fora Van Aert e si ribalta tutto
Van Der Poel
non si perde d’animo e cerca di recuperare, pian piano, secondi, nel corso del terzo giro che tra l’altro, risulterà il più veloce della gara. Ed al termine del giro si riporta addosso velocemente, anche troppo velocemente: questo perché Van Aert nel frattempo ha forato all’anteriore. E così, all’inizio del quarto giro, la situazione si è completamente ribaltata, ed è adesso Van Aert a dover recuperare una decina di secondi. Parte un duello a distanza, che vede Van Aert tenere testa, finendo però per soffrire nel finale della zona sabbiosa. La svolta il quinto giro, quando Van Der Poel respinge il rientro del rivale e lo manda in acido lattico, dandogli secondi anche sul ponticello seguente. Situazione simile si ripeterà nel sesto giro, mettendo definitivamente a nudo la difficoltà di Van Aert che non potrà far altro che tirare dritto fino al traguardo e accontentarsi di un argento a 37″.

La corsa per il bronzo: Aerts respinge Pidcock
A contorno, la corsa per il bronzo non ha lesinato qualche emozione. Sin dal secondo giro, Toon Aerts è apparso in giornata di grazia, andando a staccare gli altri inseguitori per portarsi tutto solo all’inseguimento della testa. Come prevedibile, però, Tom Pidcock nella seconda parte di gara ha cominciato a recuperare: per quanto svantaggiato dal peso sulla sabbia, il britannico recuperava sul resto del circuito, andando ad agganciare Aerts nel corso del quinto giro. Qui però il belga ha fatto valere le sue qualità tecniche e l’orgoglio, staccando di nuovo Pidcock sulla sabbia. Il britannico ha vissuto un momento di appannamento, rischiando anche di essere ripreso da Laurens Sweeck, per poi tornare sotto nel finale, ma non abbastanza: Aerts arriva ad 1’24” ed ottenendo il bronzo, il terzo di fila ai mondiali, riabilita una stagione finora non soddisfacente quanto la precedente. Pidcock giunge ad 1’37”, Laurens Sweeck a 2’05”, seguono Michael Vanthourenhout a 2’14” ed Eli Iserbyt a 2’18”, mai veramente della partita. Quinten Hermans ottavo a poca distanza, Poi Lars Van Der Haar a 2’41” e Joris Neuwenhuis a 3’15” a chiudere la top ten.
La partecipazione di Zdenek Stybar (unica gara in assoluto per lui quest’anno) si è conclusa con un 18esimo posto a  5’42”. Tutti doppiati gli azzurri, con Gioele Bertolini e Jakob Dorigoni arrivati ancora una volta appaiati, rispettivamente 23esimo e 24esimo. Cristian Cominelli 28esimo, Nicolas Samparisi 38esimo e Antonio Folcarelli 39esimo.

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