Il fotofinish premia Ion Izagirre su Pello Bilbao a Hondarribia © Photo Gomez Sport
Il fotofinish premia Ion Izagirre su Pello Bilbao a Hondarribia © Photo Gomez Sport

Itzulia, Brandon McNulty fa il ribaltino

Quarta tappa nei Paesi Baschi, l’americano toglie la maglia di leader a Primoz Roglic con una fuga last minute conclusa dalla vittoria-fotofinish di Ion Izagirre su Pello Bilbao

Il ribaltone che non ti aspetti. Sì, perché alla vigilia della quarta tappa del Giro dei Paesi Baschi, la più lunga con i suoi 189,2 km da Vitoria-Gasteiz a Hondarribia, era difficile prevedere Roglic senza più la maglia di leader a fine giornata. Invece è accaduto: lo sloveno della Jumbo-Visma ha dovuto cedere (temporaneamente?) il simbolo del primato all’americano Brandon McNulty (UAE-Team Emirates), tra i più attivi e bravo a infilarsi nella fuga giusta appena dopo l’ultima salita di Erlaitz, quando all’arrivo mancavano poco più di 20 km. La gloria di giornata è andata al vincitore dell’ultima edizione dell’Itzulia (quella del 2019), lo spagnolo Ion Izagirre (Astana-Premier Tech), che al fotofinish ha beffato il connazionale Pello Bilbao (Bahrain-Victorious) dopo 4 ore 17’07”. Per il team kazako è il secondo successo del 2021, l’altro era arrivato martedì nella seconda tappa della corsa basca con Aranburu; per Izagirre è la quattordicesima vittoria in carriera. Oltre alla generale dell’Itzulia 2019, ha vinto anche la Volta a la Comunitat Valenciana – sempre nel 2019 – e, nel 2015, il Giro di Polonia.

Chissà cosa si diranno stasera, quelli della Jumbo-Visma. Facile leggere le corse una volta terminate (non sempre), più complicato durante lo svolgimento. Certo è che vedere Vingegaard salutare il proprio capitano per entrare nel drappello dei sei che poi sarebbero arrivati al traguardo, qualche perplessità l’ha fatta sorgere. Roglic si è così ritrovato in una situazione complicata: con il solo Tolhoek a proteggerlo, ha visto susseguirsi vari tentativi di allungo dal gruppo in cui si trovava, meno di 30 corridori. Uno scenario che, inevitabilmente, ha favorito i sei davanti, i quali hanno visto aumentare progressivamente il vantaggio fino a comprendere che la vittoria sarebbe stata affare loro. Un’azione propiziata da McNulty appena oltrepassato l’ultimo Gpm, al quale si sono accodati, oltre ai due spagnoli e al danese della Jumbo-Visma, Estebam Chaves (BikeExchange) ed Emanuel Buchmann (Bora-Hansgrohe).

Trovato repentinamente l’accordo, con Vingegaard fuori dai cambi, i battistrada hanno resistito ai ripetuti tentativi da dietro, messi in atto prima da Alejandro Valverde (Movistar), quindi da David Gaudu (Groupama-FDJ) e James Knox (Deceuninck-QuickStep). E Roglic? Ha dovuto fare di necessità virtù, ovvero limitarsi a marcare Tadej Pogacar (UAE), che con McNulty in odore di maglia si è guardato bene dal provare lo scatto. Così i sei hanno potuto ”tranquillamente” giocarsela. Il primo a rompere gli indugi è stato Chaves: allungo deciso, sembra potercela fare, ma negli ultimi 300 m sbatte di fronte al vento e al ritorno orchestrato da Buchmann. Serve il fotonish per attribuire a Izagirre il successo davanti a Bilbao; dietro di loro l’americano della UAE, Vingegaard, il tedesco della Bora e, a 2″, il colombiano della BikeExchange. A chiudere la top ten di giornata, a 49″, Patrick Bevin (Israel Start-Up Nation), Knox, Ben Hermans (Intermarché-Wanty-Gobert Matériaux) e Valverde.

Veniamo alla generale. La comanda appunto McNulty con 23″ di vantaggio su Roglic, quindi Vingegaard a 28″, Bilbao a 36″, Pogacar a 43″, Adam Yates (Ineos Grenadiers) a 1’02”, Buchmann a 1’07”, Valverde a 1’13”, Izagirre a 1’15” e Landa (Bahrain) a 1’23”. Domani, venerdì 9 aprile, la quinta tappa, l’unica che sulla carta si addice a una volata: 160,2 km da Hondarribia a Ondarroa. La quiete prima della tempesta finale: sabato si deciderà l’Itzulia.

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