L'arrivo in parata di Honoré e Cerny a Ondarroa © Deceuninck-Quick Step - Getty Sport
L'arrivo in parata di Honoré e Cerny a Ondarroa © Deceuninck-Quick Step - Getty Sport

Deceuninck in prima fila alla parata del 9 aprile

Uno-due Honoré-Cerny nella quinta tappa del Paesi Baschi, la squadra belga domina la fuga. Classifica invariata con McNulty leader, domani si decide tutto ad Arrate

Il doppio graffio del Wolfpack. Dominio Deceuninck-Quick-Step nella quinta tappa del Giro dei Paesi Baschi, 160.2 km da Hondarribia a Ondarroa. L’unica buona, sulla carta, per un arrivo in volata: è andata diversamente, con Mikkel Honoré e il ceco Josef Cerny arrivati appaiati al traguardo, dopo aver salutato sull’ultimo strappo, ai -5, Julien Bernard (Trek-Segafredo). Il successo è andato al danese, il secondo in carriera dopo quello conquistato all’ultima Settimana internazionale Coppi e Bartali; per il team di Patrick Lefevere è la quindicesima affermazione stagionale: nessuno ha fatto meglio, finora. Nella generale non è cambiato nulla: lo statunitense Brandon McNulty (UAE-Team Emirates) è rimasto al comando con 23″ su Primoz Roglic e 28″ su un altro Jumbo-Visma, Jonas Vingegaard.

Dopo le scintille delle prime quattro tappe, con le salite che le hanno caratterizzate a tratteggiare e poi trasformare la classifica, oggi, venerdì 9 aprile, ci si attendeva un epilogo differente. Una volata, appunto, con le ruote veloci ansiose di giocarsi l’unica chance offerta da questo spettacolare Itzulia. Non avevano fatto i conti col Wolfpack. Il team belga ne sistema due nella fuga di giornata – Honoré e Cerny, per l’appunto – che si completa col francese della Trek-Segafredo, Ide Shelling (Bora-Hansgrohe), Andrey Amador (Ineos Grenadiers) e Andreas Leknessund (Team DSM), il quale si porta nel drappello di testa grazie a un generoso inseguimento. I sei vanno: di comune accordo, con cambi regolari, mettono insieme quasi 3′ di vantaggio.

La sensazione, però, è che il tentativo sia destinato a naufragare, perché dietro tirano in tanti: in testa al gruppo si alternano Israel Start-Up Nation, EF Education-Nippo, Caja Rural-Seguros RGA, Team BikeExchange, Euskaltel-Euskadi e Astana-Premier Tech. Ritmo importante, ma i sei davanti resistono, fino a quando l’azione del plotone perde un po’ di consistenza. Ne perdono anche tre fuggitivi, che uno alla volta si staccano e finiscono con l’essere riassorbiti. In terra basca i baschi vogliono dire la loro: così ai -22 allungano dal gruppo due Astana, Alex Aranburu – vincitore della seconda tappa – e Omar Fraile. Tentativo apprezzabile, per intensità e generosità, ma che si traduce in nulla di fatto.

Saranno i tre davanti a giocarsi la tappa, si pensa, senonché sull’ultimo strappo il Wolfpack piazza la zampata decisiva. Il primo ad andarsene è Honoré, Cerny capisce che Bernard ha finito la benzina e segue il compagno. È una cavalcata trionfale, al traguardo passa per primo il danese, gli applausi sono per entrambi. Bernard transita a 17″ dai primi, poi a chiudere la top ten di giornata, a 28″, Daryl Impey (Israel), Simon Clarke (Qhubeka Assos), Stefano Oldani (Lotto Soudal), Roglic, Julien Simon (Total Direct Énergie), Magnus Cort Nielsen (EF) e Tadej Pogacar (UAE). Nella generale, dietro i tre battistrada troviamo a 36″ Pello Bilbao (Bahrain-Victorious), a 43″ Pogacar, a 1’07” Emanuel Buchmann (Bora), a 1’13” Alejandro Valverde (Movistar), a 1’15” Ion Izagirre (Astana), a 1’23” Mikel Landa (Bahrain) e a 1’32” Mauri Vansevenant (Deceuninck). Domani si decide l’Itzulia 2021: 112 km esplosivi da Ondarroa ad Arrate con arrivo posto subito dopo una rampa di 5 km, il degno finale di un’edizione spettacolare.

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