La vittoria di Arnaud Démare a Valencia © Groupama-FDJ
La vittoria di Arnaud Démare a Valencia © Groupama-FDJ

Démare chiude la Volta a la Comunitat Groupama

Dominio del team francese alla Valenciana: oggi di nuovo a segno Arnaud, mentre Stefan Küng conquista la generale. Corsa in tono minore, resta il rammarico dei Movistar con Enric Mas

Con la Paterna-Valencia di 91.2 km, valevole come ultima quinta tappa, si è chiusa la Volta a la Comunitat Valenciana 2021, e a imporsi nella volata finale è stato di nuovo Arnaud Démare, già a segno nella seconda frazione. Alle spalle del capitano Groupama-FDJ si sono piazzati Jon Aberasturi (Caja Rural-Seguros RGA), Timothy Dupont (Bingoal Pauwels Sauces WB), Simone Consonni (Cofidis, Solutions Crédits), Colin Joyce (Rally), Caleb Ewan (Lotto Soudal), Alex Molenaar (Burgos-BH), Bram Welten (Arkéa Samsic), Gerben Thijssen (Lotto) e Francesco Di Felice (Mg.k Vis VPM). La corsa va in archivio con la seguente classifica finale: vince Stefan Küng (Groupama) con 6″ su Nelson Oliveira (Movistar), 36″ su Enric Mas (Movistar), 45″ su Victor Lafay (Cofidis), 1’01” su Élie Gesbert (Arkéa), 1’37” su Luis Ángel Maté (Euskaltel-Euskadi), 1’53” su Rémy Mertz (Bingoal), 2’03” su Rémy Rochas (Cofidis), 2’26” su Miles Scotson (Groupama) e 2’43” su Matis Louvel (Arkéa).

Quella del 2021 non rimarrà tra le edizioni più memorabili e qualitative della Volta a la Comunitat Valenciana, complice lo slittamento di data, causa pandemia, che ha impoverito non poco il campo partenti rispetto a quanto originariamente previsto ad inizio febbraio. Di un simile preambolo non importerà tuttavia un fico secco a chi ha animato, con alterne fortune, questa cinque giorni di gara in terra iberica, meritandosi uno spicchio di ribalta in una fase della stagione densa di appuntamenti di rilievo.

Se è vero che la storia viene scritta dai vincitori i diritti d’autore della Valenciana 2021 ricadono quasi in toto sugli uomini della Groupama-FDJ. Con quattro successi parziali più quello nella generale la formazione transalpina ha fatto sentire tutto il peso dei propri pezzi da novanta, a partire da uno Stefan Küng ancora tirato a lucido dalla campagna del nord. Più che nella crono di Playa Almenara l’elvetico si è tuttavia conquistato il gradino più alto del podio finale nella frazione dell’Alto de la Reina, dove ha ben limitato i danni su un terreno non propriamente amico. Al ruolo di primattore ha aggiunto inoltre quello di regista, propiziando come stopper l’acuta azione solitaria di Miles Scotson nella frazione di apertura ad Ondara e dettando anche alla perfezione i tempi del treno di Arnaud Démare.

Lo sprinter piccardo ha firmato una doppietta magari non così significativa per il suo palmarès, ma che gli permette di archiviare col sorriso un avvio di annata segnato da qualche piccola crepa, sia a livello di condizione che di automatismi coi compagni. Per “Nono” c’è stata poi la soddisfazione di aver battuto un rivale blasonato come Caleb Ewan, presentatosi però al via in una versione annacquata quanto le due giornate inaugurali della corsa.

L’immagine più vivida di questi giorni, non ce ne vogliano i trionfatori, ce l’ha tuttavia regalata Enric Mas al termine della prova contro le lancette di sabato. Dura non essere un minimo partecipi della sua frustrazione, sfogata con calci e pugni al casco e all’ammiraglia, per la sanguinosa foratura che ha viziato il suo tempo proprio nelle ultimissime battute. La speranza è che, a bocce ferme, qualcuno abbia spiegato al buon Enric quanto l’episodio in questione abbia inciso, con buona probabilità, in maniera relativa sulle sorti del testa a testa con Küng per la conquista della generale.

Se si può imputare poco o nulla all’atleta maiorchino, tornato ad alzare le braccia al cielo sull’Alto de la Reina dopo un anno e mezzo di digiuno, qualche perplessità in più sorge in merito alla condotta della Movistar. Legittima quanto però discutibile infatti la scelta di puntare tutto su Mas, a scapito di un Nelson Oliveira, poi secondo in classifica a pochi spicci da Küng, più adatto ad un percorso troppo morbido per gli scalatori puri. Più che la ricerca spasmodica del risultato nel team iberico ha prevalso l’intenzione di gratificare uno dei propri leader, un po’ in deficit in quanto a serenità, come emerso in maniera inequivocabile sabato, dopo un avvio di 2021 non certo roboante.

Senza i 14 km a cronometro avremmo potuto vedere sul podio di Valencia anche uno tra Victor Lafay ed il caracollante Elie Gesbert, entrambi sul pezzo nella frazione più impegnativa di venerdì e degni occupanti della top 5 della classifica. Pur non essendo cavalli di razza questi corridori rappresentano la spina dorsale di un movimento francese che, alle spalle delle proprie vedette, lascia delle tracce marcate in qualsiasi contesto di gara. Nel corso della settimana qualche traccia azzurra si è vista infine grazie a Simone Consonni. Il bergamasco, con due 4° posti e un 5° di tappa, ha siglato in terra valenciana l’uscita ad oggi più convincente di un 2021 fortemente incentrato sulla rassegna olimpica di Tokyo.

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