Simon Yates vince la 2a tappa del Tour of the Alps 2021 © Getty Images
Simon Yates vince la 2a tappa del Tour of the Alps 2021 © Getty Images

Simon Yates domina, ma non sarà presto?

Il britannico del Team BikeExchange impressiona nella 2a tappa del Tour of the Alps: tappa e maglia in solitaria, ma mancano ancora 18 giorni al Giro

La seconda tappa del Tour of the Alps 2021, la prima di montagna di questa edizione della corsa italo-austriaca, ci ha offerto un primo confronto diretto tra alcuni dei possibili protagonisti del prossimo Giro d’Italia ed il risultato di giornata fa sì che la testa vada subito al 2018. Sul traguardo di Feichten im Kaunertal, infatti, il più forte di tutte è il britannico Simon Yates, capace di arrivare da solo dopo una cavalcata di circa 23 chilometri: il corridore del Team BikeExchange è apparso oggi in uno stato di forma fantastico che deve far pensare a lui come uno dei massimi favoriti per la corsa rosa, ma appunto non ci si può dimenticare di quanto successo al Giro di tre anni quando Yates sembrava assolutamente inattaccabile e poi affondò nelle ultime due tappe di montagna. La domanda è quindi inevitabile: non sarà mica entrato in condizione troppo presto?

Il percorso della frazione di oggi del Tour of the Alps prevedeva partenza da Innsbruck e arrivo nel piccolo paesino di Feichten im Kaunertal dopo 121.5 chilometri e due passaggi sul gran premio della montagna di Piller Satter, il più da un versante abbastanza facile, il secondo da quello molto impegnativo Kaunergrat caratterizzato da 7.5 chilometri al 9.3% di pendenza media. Dopo appena 7 chilometri in testa alla corsa s’era già formata la fuga di sei corridori che resisterà fino proprio ai piedi della salita più dura di giornata: gli attaccanti erano Reuben Thompson (Groupama-FDJ), Reinardt Janse van Rensburg (Qhubeka-Assos), Mathias Vacek (Gazprom-Rusvelo), Davide Bais (Eolo-Kometa), Morten Hulgaard (Uno-X) e Felix Engelhardt (Tirol KTM) ma il Team Ineos non ha mai lasciato loro più di 2’45” di vantaggio. Il primo a mollare la presa è stato il sudafricano Janse van Rensburg, mentre sul primo gpm sono rimasti da soli al comando Bais e Thompson che però sono stati raggiunti dal gruppo a 26.6 chilometri dalla conclusione, sulle prime rampe della salita più dura.

Se per circa 90 chilometri sono stati sempre i corridori del Team Ineos ad occupare le prime posizioni del plotone, appena la strada ha iniziato a salire con pendenze attorno al 10% è stata la Arkéa-Samsic a portarsi davanti in blocco per preparare il terreno ad un attacco di Nairo Quintana. Il team francese ha fatto un gran forcing ed i fuochi d’artificio sono partiti ai meno 26 chilometri con il primo attacco di Quintana, subito stoppato da ben tre corridori della Ineos: nei due chilometri successivi è stato tutto un susseguirsi di attacchi, contropiedi, rilanci e allunghi che alla fine hanno lanciato Simon Yates e Pavel Sivakov. Ad un chilometro dal gpm di Kaunergrat l’andatura a strappi di Simon Yates ha fatto male a Pavel Sivakov che ha iniziato a perdere la scia del rivale: lo show del britannico è iniziato quindi a poco meno di 23 chilometri dal traguardo, appena si è accorto che il russo era in difficoltà Yates ha dato un’altra potente accelerazione e ha scollinato con 31″ di margine su Sivakov, Quintana e Carthy.

Simon Yates ha guadagnato anche in discesa arrivando a toccare i 48″, ma i giochi non erano ancora finiti: gli ultimi 10 chilometri per arrivare a Feichten im Kaunertal erano tutti in salita, molto leggera per la maggior parte del tempo, ma con alcune sezioni più impegnative e selettive. Mentre Yates davanti ha impostato il pilota automatico potendosi gestire a piacimento, dietro il gruppetto inseguitore si è ricompattato senza però trovare un accordo di collaborazione e l’andatura a scatti non ha certo favorito un riavvicinamento al battistrada solitario. Nel finale è stato di nuovo Pavel Sivakov a rimanere da solo dietro a Simon Yates, ma quel punto era ormai troppo tardi per provare a raggiungere il britannico che comunque fino al traguardo non ha accusato il minimo segno di cedimento.

Al traguardo la differenza tra Simon Yates e Pavel Sivakov è stata di 41″, che con l’aggiunta degli abbuoni diventano 45″ in classifica generale. A 58″ è arrivato un terzetto con Daniel Martin, Aleksandr Vlasov ed il bravo Alexander Cepeda dell’Androni, poi a 1’17” troviamo Jai Hindley e High Carthy, quindi a 1’42” ha chiuso un drappello di sei corridori con nell’ordine Nick Schultz, Romain Bardet, Ruben Guerreiro, Pello Bilbao, Ivan Sosa ed a chiudere Nairo Quintana. Gianni Moscon ha chiuso staccato di 3’11” dopo essersi staccato sulla salita più dura.

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