La vittoria di Felix Grossschartner a Riva del Garda © Tour of the Alps-Bettiniphoto
La vittoria di Felix Grossschartner a Riva del Garda © Tour of the Alps-Bettiniphoto

Una Grosssa soddisfazione

Il Tour of the Alps si chiude col successo di Felix Grossschartner a Riva del Garda; terzo De Marchi, quarto Moscon. La generale a Simon Yates su Bilbao e Vlasov

18 chilometri e mezzo di azione solitaria, dopo essere stato fin lì in una fuga di gruppo, e così si vincono le corse. Le quinte e ultime tappe del Tour of the Alps 2021, tipo: Valle del Chiese-Riva del Garda, 121 km tutti in saliscendi, e Felix Grossschartner ci ha piazzato la zampata del gatto (il gatto Felix, ovviamente…), centrando il primo successo stagionale e confermando una volta di più di essere corridore in espansione. Ai costanti miglioramenti mostrati negli ultimi anni, l’austriaco della Bora-Hansgrohe ha aggiunto un nono posto all’ultima Vuelta a España, risultato che da lì in poi lo proietta nella fitta schiera dei papabili alla classifica dei GT. Certo al prossimo Giro, che ovviamente correrà, dovrà dividersi i gradi con Emanuel Buchmann quantomeno (se non proprio esserne luogotenente: dipenderà da come si metterà la corsa rosa), magari magari pure con Matteo Fabbro, se l’italianino metterà sul campo un salto di qualità, il tutto in una squadra che avrà anche il compito di supportare Peter Sagan, insomma ci sarà da sgomitare.

Ma il Grossschartner visto oggi in Trentino non teme la concorrenza interna. Già protagonista l’altro giorno (battuto da Gianni Moscon a Naturns), oggi Felix non ha voluto tenersi dubbi fino al traguardo, ragion per cui è scattato ancor prima di metà salita nell’ultima scalata al Lago di Tenno, ha preso subito margine e poi l’ha incrementato fino in cima, per poi difendersi egregiamente nella tecnica picchiata su Riva del Garda. Molto bravo, molto deciso, molto tutto, per quella che è per definizione una delle vittorie più importanti della sua carriera: per definizione in quanto avendo conquistato pochissimi successi (tre prima d’ora, tra Tour of Turkey 2019 e Vuelta a Burgos 2020), fin qui sono tutti importanti… Ma a 27 anni il tempo per fare ancora meglio non gli manca.

Oggi era partito in fuga dopo 24 km, sulle rampe verso Roncone, e con lui c’erano Vadim Pronskiy (Astana-Premier Tech), Tejay Van Garderen (EF Education-Nippo), Daniel Martin (Israel Start-Up Nation), Tony Gallopin (AG2R Citroën), Nicolas Roche e Michael Storer (DSM) e pure un italiano, Alessandro De Marchi (Israel). Subito dopo si sono aggiunti al drappello Thibaut Pinot (Groupama-FDJ), Matteo Fabbro (Bora), Iván Ramiro Sosa (Ineos Grenadiers), Nick Schultz (BikeExchange), Hermann Pernsteiner (Bahrain-Victorious), Julen Amézqueta (Caja Rural-Seguros RGA), François Bidard (AG2R) e il giovanissimo Georg Steinhauser (Tirol KTM).

La BikeExchange del leader Simon Yates ha più o meno lasciato fare, in fondo non c’erano uomini troppo pericolosi per la generale, essendo il più vicino (Schultz a 3’36”) peraltro esponente dello stesso team australiano. Un paio di minuti e mezzo di agio per i 16 coraggiosi, e di fatto il via libera a giocarsi il successo di tappa. De Marchi ha utilizzato le energie odierne per prendersi la maglia di migliore scalatore passando per primo al Gpm di Passo Duron (km 40). Sulla prima discesa dal Lago di Tenno c’è stata una prima selezione tra i battistrada, sulla scorta di un forcing di Steinhauser, e tra gli altri Pinot e Sosa hanno perso contatto, mentre in gruppo si registrava un tentativo di Gianluca Brambilla (Trek-Segafredo), poi ripreso.

Sulla successiva scalata alla salita del lago, come detto, Grossschartner se n’è andato a inseguire la vittoria di giornata. E dietro? La BikeExchange ha controllato bene e senza troppi patemi, qualcuno è caduto (in salita, quindi per fortuna senza conseguenze data la bassa velocità: tra gli altri, Aleksandr Vlasov dell’Astana), nessuno nel gruppo ha esibito attacchi degni di nota per cui intuiamo che, a quel punto e vista la solidità di Yates, il principale pensiero sia stato portare la bici all’arrivo senza graffi (la discesa, molto tecnica, andava presa con le molle).

Il gruppetto dei fuggitivi primigeni, una volta perso contatto da Grosss, si è ulteriormente frantumato, e son rimasti a inseguire l’austriaco i soli De Marchi e Roche, con sempre meno secondi sul gruppo, ma sufficienti per tenere fino alla fine il punto: così, alle spalle del solitario, baffuto vincitore, troviamo a 34″ Roche e De Marchi nell’ordine. I resti del plotone sono arrivati a 40″ dal primo, e a vincere la volata per il quarto posto è stato – vedi un po’ – Gianni Moscon (Ineos): un suggello per una corsa di grande spessore da parte del noneso. Alle cui spalle si sono accomodati, nell’ordine d’arrivo, Alejandro Osorio (Caja Rural), Romain Bardet (DSM), Luis León Sánchez (Astana), Ruben Guerreiro (EF), Mark Padun (Bahrain) e Matteo Fabbro.

La classifica è più o meno confermata rispetto a ieri: Simon Yates si aggiudica la corsa con 58″ su Pello Bilbao (Bahrain), 1’06” su Vlasov, 2’25” su Jefferson Cepeda (Androni-Sidermec), 2’37” su Hugh Carthy (EF) che supera Pavel Sivakov (Ineos), attardato in discesa rispetto ai rivali per la generale e con un passivo finale di 2’44” da Simon. E ancora, settimo posto per Nairo Quintana (Arkéa Samsic) a 2’54”, ottavo per Guerreiro e nono per Bardet a 3’12”, quindi decimo per Nick Schultz a 3’36”. Il primo italiano della classifica è il pluricitato Matteo Fabbro, 12esimo a 3’59”, non diremmo un passo indietro rispetto al quinto della Tirreno, quanto una naturale evoluzione delle cose di corsa, differenti ovviamente tra una gara e l’altra.

L’intermezzo trentin-tirolese si chiude sugli splendidi panorami del Garda, con un po’ di pubblico a scaldare il cuore dei pedalatori, e lasciandoci un paio di certezze (il Moscon ritrovato, la solidità di Bilbao, la crescita di Grosss) e un paio di dubbi (Yates non avrà ancora una volta anticipato troppo il picco di forma in chiave Giro? Sivakov la smetterà di cadere o di cercarsi intoppi vari qua e là? Che fine farà a breve Jai Hindley, anonimo nei giorni scorsi e stamattina nemmeno partito da Valle del Chiese?).

Le risposte le avremo sostanzialmente a breve, perché dopo Liegi (domenica) e Romandia (settimana prossima) saremo già al Giro d’Italia e a quel punto tutti i rodaggi dovranno essere stati terminati per tempo. E sì, la curiosità cresce!

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile