Vincenzo Nibali farà il possibile per partecipare al Giro d'Italia © Trek-Segafredo
Vincenzo Nibali farà il possibile per partecipare al Giro d'Italia © Trek-Segafredo

La missione di Nibali: “Farò il possibile per correre il Giro d’Italia”

Un uomo in missione. Vincenzo Nibali ha un unico pensiero: essere al via del Giro d’Italia che inizia l’8 maggio. Assieme alle Olimpiadi di Tokyo, è il grande obiettivo della sua stagione, una corsa che ha vinto due volte (nel 2013 e 2016) e nella quale sogna di recitare ancora da protagonista. Lo ”squalo” sta recuperando dopo la frattura al polso causata da una caduta in allenamento: non vuole rinunciare alla Corsa rosa, a decidere saranno i medici.

Nibali ha parlato con Stefano Rizzato per la trasmissione Rai Radio Corsa. “Una caduta banale per colpa di un avvallamento che non ho visto – ha detto – ero leggero con le mani sul manubrio e la caduta mi ha causato un problema al radio. La prima reazione è stata di non voler buttare via il lavoro fatto, sono momenti in cui ti si gela il sangue: in clinica è arrivata la batosta. Non mi sento in credito con la fortuna o sfortuna, sono condizioni del caso, a volte ci sono giornate strane in cui può accadere qualcosa di non piacevole e a volte possono succedere cose piacevoli. Bisogna accettare e andare avanti, rialzarsi con determinazione dopo ogni caduta; vale sia per la bici che nella vita”.

Queste le parole del siciliano della Trek-Segafredo sul recupero. “La prima fase di riabilitazione non è stata semplice. Ho tralasciato la bicicletta quasi subito e ho pensato a muovere la mano, quindi a far ripartire i movimenti del braccio e a cercare di far passare anche l’ematoma che si era accumulato: è stata questa la parte più importante – ha spiegato – Prima si liberano i muscoli e le articolazioni, prima riesci a ripartire. La frattura c’è, è stata fissata con una placca e con undici viti: non si muove, però il dolore si sente”.

“Il pensiero per il Giro d’Italia è stato più forte di ogni altra cosa. Ho detto di voler fare l’impossibile, però l’impossibile non è mai semplice, la determinazione c’è e se andrò alla Corsa rosa lo saprò quando finirò il piccolo training camp che sto facendo da solo. Farò una visita di controllo e mi diranno i medici se andare al Giro o rimandare l’appuntamento. Spero di non doverlo rimandare: incrociamo le dita, ce la mettiamo tutta e speriamo”.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile