Remi Cavagna in azione © Getty Sport
Remi Cavagna in azione © Getty Sport

Vecchi sì, ma non in pensione

Geraint Thomas e Richie Porte fanno doppietta nella classifica finale del Romandia grazie all’ultima crono vinta da Cavagna. Un encomiabile Masnada conquista il 3° gradino del podio

Pronostici rispettati e qualche sorpresa nell’ultima tappa del Giro di Romandia, una cronometro attorno a Freiburg di 16 km, resa piuttosto impegnativa dal muro in porfido di Chemin de Lorette nella parte iniziale e in generale dall’altimetria mossa. La parte rispettata è quella che vedeva Geraint Thomas e Richie Porte occupare le prime due posizioni della classifica finale: anche alla vigilia era una corsa che con così tanti chilometri a cronometro in proporzione al resto non poteva che sorridere a due delle colonne più esperte della Ineos, 71 anni in due ma ancora restii a lasciare il passo ai più giovani. Risultato che fa il paio con il podio conseguito al Catalunya, a parti invertite e con Yates davanti.

Nella crono odierna, dominata da Remi Cavagna della Deceuninck – Quick Step (al primo successo stagionale e anche alla prima vittoria internazionale a cronometro),  Thomas aveva solo 11″ da recuperare da Michael Woods (Israel Start-Up Nation), leader a seguito della tappa di ieri. È bastato forzare nella prima parte più dura, dove Thomas è giunto all’intermedio con 3 centesimi di vantaggio su Cavagna, per mettere al sicuro il successo finale; la controprestazione di Woods, non uno specialista ma già staccato di mezzo minuto a metà prova, ha anche aperto la lotta per le restanti posizioni sul podio.

Relativamente facile, a questo punto, per Richie Porte inserirsi in seconda posizione: l’australiano ha corso una crono similare a quella di Thomas, e dopo un grande primo intermedio entrambi hanno evitato di correre rischi inutili nei tratti in discesa della seconda parte, finendo la prova rispettivamente terzo ( a 17″) e quinto (a 20″).  Oltre a Cavagna, meglio di loro lo svizzero Stefan Bissegger (Ef Education First), unico ad avvicinare Cavagna con 6″ di ritardo alla fine, che conferma il potenziale come futuro protagonista della disciplina ( ennesimo inseguitore di spicco a ritagliarsi questo spazio dopo Ganna, Dennis, Küng). Al quarto posto invece il tra poco 21enne Ilan Van Wilder (DSM) a 18″, il quale non fa che confermare l’enorme potenziale, nonostante la perdonabilissima controprestazione della tappa di ieri dove ha preso 6′, e si conferma il belga più talentuoso di classe 2000 dopo Remco Evenepoel.

Per il terzo gradino del podio, con Michael Woods che ha chiuso a 1’11”, la lotta si è fatta apertissima. Un buon Marc Soler (Movistar) ha venduto cara la pelle, chiudendo con un 8° posto di tappa una delle sue recenti prestazioni più convincenti in una corsa a tappe, il miglior risultato in una corsa a tappe da quando vinse la Parigi-Nizza nel 2018. Che sarebbe stato podio, se sulla sua strada non avesse trovato un Fausto Masnada sempre più sorprendente, autore di una prova che gli è valso il sesto posto di tappa a 21″ da Cavagna, ma sopratutto un millimetrico podio finale a 38″ da Thomas, e per solo 1″ di vantaggio su Soler. Risultato che rincuora il ciclismo italiano, dato che negli ultimi 3 anni, dopo il podio al Giro 2019 di Vincenzo Nibali non si erano visti ulteriori risultati di livello World Tour nelle corse a tappe per gli italiani, se non in corse più marginali (i podi di Ulissi al Tour Down Under e al Giro di Polonia, e di Rosa al Tour of Guangxi). Appena dietro Masnada, il settimo posto di Mattia Cattaneo a 29″ testimonia come l’ambiente Deceuninck possa essere un toccasana per taluni corridori.

Giornata deludente per i due principali protagonisti della disciplina negli ultimi anni, relegati rispettivamente al nono e al decimo posto: su Rohan Dennis Filippo Ganna senza dubbio pesano le fatiche spettanti dalla leadership e/o dal lavoro di gregariato, anche se per Filippo si tratta della terza crono di fila che non vince e col ruolino di marcia uscente, fa un po’ strano. Tutte debacle comunque abbastanza spiegabili e nell’ordine delle cose: Ganna non smette di essere il favorito per l’ouverture del Giro a Torino, anche se per l’appunto dovrà dare massima considerazione a Cavagna tra gli altri. Si sorride invece per Antonio Tiberi, classe 2001 capace oggi di arrivare al 12esimo posto a 49″.

Ed ecco dunque la classifica finale: Geraint Thomas aggiunge il Giro di Romandia nel suo albo d’oro con 28″ di vantaggio su Porte, 38″ su Masnada e 39″ su Soler. Alla fine Michael Woods si accontenta del quinto posto finale a 43″, ed anche Ben O’Connor (Ag2r La Mondiale), nonostante una buona prova, deve scivolare al sesto posto a 45″. Ion Izagirre (Astana) non incide oggi e resta settimo ad 1’08”, così mantiene l’ottavo Lucas Hamilton (Bike Exchange) ad 1’22” ed il nono Damiano Caruso (Bahrain Victorius) ad 1’30”, in ottima condizione in vista del Giro. Chiude la top ten uno scontento Wilco Kelderman (Bora Hansgrohe) a 2’20”.

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