Giro d’Italia 2021 – Analisi del percorso

Continuano le sperimentazioni di Vegni, con alcuni grandi ritorni e tantissime novità. Un Giro d’Italia con tappe molto difficili distribuite su tutte e tre le settimane, ma quasi mai consecutive. L’Appennino sarà protagonista per oltre metà Giro e potrebbe già scavare dei distacchi. Entrano quindi in scena le Alpi, con tre arrivi in salita molto impegnativi ed altre due tappe in alte quota. Insomma, ce n’è per tutti i gusti; tutti tranne uno: c’è forse un po’ poca cronometro. (A cura di Francesco Dani)

Le tappe

Sabato 08/05 - 1a tappa: Torino (Cronometro-8.6 km)

Partenza: Torino ore 14 (Partenza primo corridore)
Arrivo: Torino ore 17.15 circa (Arrivo ultimo corridore)

Analisi del percorso: Il Giro si apre con una breve cronometro, poco più di un prologo. Il percorso è sostanzialmente pianeggiante e presenta lunghi rettilinei. Il tratto più tecnico è quello centrale che dal Parco del Valentino porta sulla sponda opposta del Po prima degli ultimi 3 km scarsi completamente rettilinei. Una cronometro breve, in cui potrebbero cimentarsi al massimo anche alcuni velocisti nella speranza di prendere la maglia rosa il giorno dopo.

Domenica 09/05 - 2a tappa: Stupinigi (Nichelino) - Novara (179 km)

Partenza: Stupinigi ore 12.40
Arrivo: Novara ore 16.45-17.15

Sprint: Tricerro km 139.6, Vercelli km 152.8
Gpm: Montechiaro d’Asti (292 m-4a cat.) km 95.2

Analisi del percorso: Frazione di media lunghezza sicuramente per velocisti. Qualche leggera ondulazione a centro tappa permette di assegnare il primo GPM in località Montechiaro d’Asti e la prima maglia azzurra. Il finale è piuttosto lineare: ultima curva a 1500 metri dal traguardo, leggermente movimentati da un sottopasso all’ultimo km e da una rotonda da superare ai -700 mt. Il gruppo potrebbe arrivare allungato e sarà importante farsi trovare pronti prima dell’ultima curva per gestire con il proprio treno un finale che non permette di rimontare da dietro.

Lunedì 10/05 - 3a tappa: Biella - Canale (190 km)

Partenza: Biella ore 12.20
Arrivo: Canale ore 17-17.35

Sprint: Canelli km 114, Guarene km 175.1
Gpm: Piancanelli (522 m-3a cat.) km 122.2, Castino (540 m-4a cat.) km 144.5, Manera (625 m-4a cat.) km 153.8

Analisi del percorso: Il Giro inizia a trovare i primi ostacoli, in una tappa insidiosa con possibili trabocchetti. Siamo soltanto alle prime giornate e il plotone dispone di energie fresche, motivo per cui è assai probabile che arrivi comunque un gruppo corposo a giocarsi il finale. Per oltre 110 km la strada sarà spesso pianeggiante, ma poi cambierà musica: si entra in una serie di 3 salite di media lunghezza, senza pendenze proibitive (eccetto qualche brevissimo tratto in doppia cifra). In sé non sono salite impegnative, ma il fatto che siano in successione e a ridosso del finale di tappa le rende meritevoli di attenzione, anche (se non soprattutto) per le discese. La discesa dopo il terzo GPM porta agli ultimi 30 km; con una decina di questi (pianeggianti) si attraversa Alba, un tratto in cui il gruppo può riorganizzarsi in vista dell’ultima fase. Quasi sicuramente si assisterà ad una volata per imboccare l’ascesa decisiva verso il traguardo volante di Guarene (2.6 km al 7.1%) che termina con un breve muro al 15%, occasione ghiotta per rilanciare l’azione e spezzare il gruppo. In fondo alla discesa mancheranno poco più di 10 km, a lungo su strade strette e tortuose. Un paio di strappi in località Occhetti (max 12%) potrebbero essere l’occasione di lanciare la sparata decisiva ed anticipare la volata. Una tappa in cui molto dipenderà dall’interpretazione dei corridori… e dal meteo.

Martedì 11/05 - 4a tappa: Piacenza - Sestola (187 km)

Partenza: Piacenza ore 12.05
Arrivo: Sestola ore 16.55-17.35

Sprint: Rossena km 86.8, Fanano km 180.2
Gpm: Castello di Carpineti (780 m-3a cat.) km 111.8, Montemolino (933 m-3a cat.) km 143.4, Colle Passerino (1052 m-2a cat.) km 184.5

Analisi del percorso: Siamo al quarto giorno di corsa ma è già momento di grandi sfide. L’Appennino si affaccia di prepotenza sul percorso di questo Giro, con una tappa insidiosissima. La dura ascesa finale preclude la possibilità di grandi movimenti, ma ciò non inganni: negli ultimi 105 km si accumulano circa 3000 metri di dislivello con salite spesso in doppia cifra. Anche in questo caso, in aggiunta alle salite già di per sé impegnative, bisogna considerare come queste siano in rapida successione, collegate da saliscendi “ignoranti” e discese tecniche. Le ascese principali portano a Canossa (traguardo volante), Castello di Carpineti (GPM), Montemolino (GPM; rampa finale di 2 km al 12% e massima del 18%), Montecreto. Infine una discesa insidiosa (seppur su strada ampia) porta a Fanano dove la strada si impenna un’ultima volta verso Colle Passerino, primo vero test per i contendenti alla vittoria finale. Già i numeri da soli fanno paura (4.3 km; 9.9%; max 16%), ma sono ancora più pericolosi se affrontati al termine di una tappa così stressante, sia fisicamente che mentalmente. Se allo scollinamento (posto a 2.5 km dal traguardo) dovesse ancora esserci un gruppo ristretto, i successivi km ondulati e tortuosi sono il terreno perfetto per piazzare una stoccata e cogliere di sorpresa gli avversari. Altrimenti sarà volata tra i superstiti.

Mercoledì 12/05 - 5a tappa: Modena - Cattolica (177 km)

Partenza: Modena ore 13.10
Arrivo: Cattolica ore 17.05-17.30

Sprint: Imola km 70, Savignano sul Rubicone km 136.4

Analisi del percorso: Tappa “biliardo”, che si svolge quasi interamente sulla Via Emilia. Occasione ghiottissima per i velocisti che dovranno farsi trovare pronti prima degli ultimi 3 km, in cui una serie di curve attraverso Cattolica allungherà il gruppo. Si entra, così, a velocità ridotta sul lungo rettilineo finale di 900 mt. Farsi scappare questa volata sarebbe un delitto.

Giovedì 13/05 - 6a tappa: Grotte di Frassassi - Ascoli Piceno (San Giacomo) (160 km)

Partenza: Grotte di Frasassi ore 12.35
Arrivo: Ascoli Piceno (San Giacomo) ore 16.55-17.30

Sprint: Pieve Torina km 54.7, Ascoli Piceno km 144.3
Gpm: Forca di Gualdo (1496 m-2a cat.) km 88.1, Forca di Presta (1536 m-3a cat.) km 100.4, San Giacomo (Arrivo-1090 m-2a cat.) km 160

Analisi del percorso: Cambia completamente la tipologia di tappa, ma ritorna in scena l’Appennino. Stavolta non sono brevi salite in successione, ma due salite di alta montagna relativamente distanti tra loro. Il percorso sarà comunque nervoso fin da subito, con la ripida ascesa di Collegiglioni posta in partenza; fanno seguito altre salite piuttosto semplici (le principali verso Camerino e Fornaci). Dopo 80 km si entra nel vivo, con l’ascesa più impegnativa del giorno, verso la Forca di Gualdo: sono 10.4 km al 7.4% con un tratto di circa 3 km quasi interamente in doppia cifra. Prima di scendere si attraversa la splendida Piana di Castelluccio con le brevi salite verso Castelluccio e Forca di Presta. A questo punto mancano 60 km al traguardo. Una discesa piuttosto tecnica e il successivo fondovalle portano ad Ascoli Piceno dove inizia l’ascesa conclusiva verso San Giacomo. Sono 15.5 km al 6.1%, numeri che evidenziano una salita relativamente semplice. Se i primi 10 km sono costantemente al 5/6%, tutto cambia negli ultimi 5 km con una media del 7.6% e un breve tratto al 10%. Scavare distacchi sarà difficile, ma è salita vera ed è quantomeno possibile che qualche favorito, beccando una giornata storta, debba abbandonare i sogni di gloria.

Venerdì 14/05 - 7a tappa: Notaresco - Termoli (181 km)

Partenza: Notaresco ore 12.50
Arrivo: Termoli ore 17-17.25

Sprint: Crecchio km 93.1, Fossacesia Marina km 125.5
Gpm: Chieti (330 m-4a cat.) km 62.3

Analisi del percorso: Rispettando l’ordine di alternanza tra tappe semplici ed impegnative, tocca di nuovo ad una frazione per velocisti. Il percorso è però sicuramente più nervoso delle due precedenti occasioni, sia per il tratto centrale nell’entroterra abruzzese (con il GPM verso Chieti) sia per l’insidioso finale. Un breve (circa 200 metri) strappo in doppia cifra che termina a soli 1500 metri dal traguardo scombussolerà non poco l’organizzazione della volata. Come se non bastasse in vetta si affronteranno numerose curve in rapida successione prima del rettilineo finale, nuovamente in lieve ascesa. Un finale di difficile interpretazione che favorisce gli sprinter meno puri e non esclude un colpo di mano.

Sabato 15/05 - 8a tappa: Foggia - Guardia Sanframondi (170 km)

Partenza: Foggia ore 12.40
Arrivo: Guardia Sanframondi ore 16.55-17.30

Sprint: Campobasso km 84, Castelvenere km 162.7
Gpm: Bocca della Selva (1392 m-2a cat.) km 120.2, Guardia Sanframondi (Arrivo-455 m-4a cat.) km 170

Analisi del percorso: Ricompare l’Appennino per una tappa che sembra disegnata appositamente per una fuga a lunga gittata. I primi 100 km si svolgono su strade a scorrimento veloce ricche si ascese pedalabili. A questo punto si imbocca la salita chiave di questa tappa, su cui il gruppo può facilmente avvicinarsi ai fuggitivi, oppure desistere e concedere il successo di giornata. La salita non è proibitiva (18.9 km al 4.6%), ma sicuramente lunga e seguita da una discesa molto insidiosa, al termine della quale mancano soltanto 30 km dal traguardo. Soprattutto in caso di meteo avverso, il gruppo può facilmente spezzarsi; il successivo fondovalle a scendere consente di fare alte velocità e renderebbe molto difficile inseguire. Gli ultimi 11 km sono nuovamente in salita, prima in modo lieve e irregolare, poi in modo più deciso: gli ultimi 3 km presentano una media del 7% e punte in doppia cifra. Una tappa insidiosa, in cui i big possono optare per un no-contest, ma che offre la possibilità di inventarsi qualcosa.

Domenica 16/05 - 9a tappa: Castel di Sangro - Campo Felice (Rocca di Cambio) (158 km)

Partenza: Castel di Sangro ore 12.15
Arrivo: Campo Felice ore 16.35-17.15

Sprint: Celano km 121.9, Rocca di Cambio km 150.1
Gpm: Passo Godi (1556 m-2a cat.) km 35.6, Forca Caruso (1107 m-3a cat.) km 102.1, Ovindoli (1457 m-2a cat.) km 135, Campo Felice (Arrivo-1655 m-1a cat.) km 158

Analisi del percorso: Per la prima volta due tappe impegnative sono consecutive. L’assenza di salite impegnative è un’incognita pesante, controbilanciata dall’assenza quasi totale di tratti pianeggianti. Colle della Croce, Passo Godi, Fonte Ciarlotto, Forca Caruso, Ovindoli: 5 salite e 4 discese. Infatti da Ovindoli si resta in altopiano per raggiungere lo strappo di Rocca di Cambio (traguardo volante) e la salita finale di Campo Felice. Se il gruppo dovesse arrivare ancora corposo ai piedi di quest’ultima, ci penseranno questi 6 km al 6% e soprattutto gli ultimi 1600 metri sterrati (8.2% di media e 14% di massima), dove si potrà scavare qualche piccolo distacco. Non è da escludere anche in questo caso che la fuga del mattino possa giungere al traguardo. È una tappa nel complesso impegnativa (3500 metri di dislivello) che forse non sarà decisiva per la classifica generale, ma si farà sentire pesantemente nel conto complessivo delle 3 settimane.

Lunedì 17/05 - 10a tappa: L'Aquila - Foligno (139 km)

Partenza: L’Aquila ore 13.40
Arrivo: Foligno ore 17-17.25

Sprint: Santa Rufina km 46.9, Campello sul Clitunno km 121.2
Gpm: Valico della Somma (655 m-4a cat.) km 100.3

Analisi del percorso: Tappa per velocisti o ancora una volta fuga da lontano? Il giorno di riposo posto al martedì (l’indomani) significa che il gruppo sarà stanco e una tappa del genere può avere sviluppi molto variegati. D’altronde il percorso non è propriamente pianeggiante, ma al contrario prevede alcune semplici salite appenniniche (Sella di Corno, Forca di Arrone, Cantoniera e Valico della Somma) che potrebbero scoraggiare il gruppo da inseguire la fuga, oppure incoraggiare le squadre dei velocisti più resistenti ad alzare il ritmo e staccare gli sprinter più puri. Insomma, non è detto che sia una tappa di semplice trasferimento.

Mercoledì 19/05 - 11a tappa: Perugia - Montalcino (162 km)

Partenza: Perugia ore 12.55
Arrivo: Montalcino ore 17-17.30

Sprint: Castiglion del Bosco km 114.9, Castelnuovo dell’Abate km 136.1
Gpm: Passo del Lume Spento (600 m-3a cat.) km 124.6 e km 158.2
Sterrati: 1.Torrenieri (9.1 km), km 92.8-km 102, 2.Castiglion del Bosco (13.5 km) km 109.8-km 123.7, 3.Castelnuovo dell’Abate (7.6 km) km 136.1-km 143.7, 4.Tavernelle (5 km) km 148.4-km 153.3

Analisi del percorso: Dopo l’agognato giorno di riposo, il gruppo arriva con rinnovata freschezza all’atto finale della prima parte di Giro, la coppia toscana di tappe che potrebbe iniziare a scavare distacchi più consistenti. In questo caso non sarà soltanto l’altimetria (oltre 2000 metri di dislivello) a creare scompiglio, ma anche i 35 km di strade bianche, la grandissime novità assoluta di questo Giro. Mai sono stati percorsi così tanti km non-asfaltati in una tappa di un grande giro. Inoltre sono distribuiti in appena 4 settori, concentrati in meno di 70 km. Si arriva a Torrenieri dopo aver già percorso alcune semplici salite, per entrare in un finale di corsa che, quindi, sarà al 50% su strade sterrate. Si parte con il tratto lievemente ondulato di Valdicava, quello più tecnico, occasione per allungare il gruppo e costringere qualcuno ad inseguire prima del dovuto. Un breve tratto di respiro porta ai piedi della ripida rampa verso Bibbiano, in vetta la quale comincia lo sterrato più impegnativo, uno spartiacque fondamentale: Castiglion del Bosco. Si sale una prima volta al Passo del Lume Spento dal versante del 2010, attraverso un tratto di 3 km al 9% che può creare grande selezione, anche perché seguito da 7 km sterrati ondulati e tortuosi in cui rilanciare l’azione e spezzare il gruppo. In vetta si entra in una sorta di circuito con gli ultimi due settori, entrambi in salita: più pedalabile il primo, che collega Sant’Antimo a Sant’Angelo in Colle, più ripido (tratto di 1.3 km all’8.1%) quello di Argiano. Quest’ultimo fa da preludio all’ascesa finale asfaltata che riporta il gruppo al Passo del Lume Spento dopo 4.3 km di salita al 7%. In vetta mancano meno di 4 km, mentre la discesa termina a 800 metri dal traguardo. Una tappa molto intensa da cui ci si aspetta molto. Speriamo (e pensiamo) di non restare delusi.

Giovedì 20/05 - 12a tappa: Siena - Bagno di Romagna (212 km)

Partenza: Siena ore 11.20
Arrivo: Bagno di Romagna ore 16.50-17.40

Sprint: Sesto Fiorentino km 76.5, Santa Sofia km 190.9
Gpm: Monte Morello (598 m-3a cat.) km 85, Passo della Consuma (1060 m-2a cat.) km 132.6, Passo della Calla (1295 m-2a cat.) km 163.9, Passo del Carnaio (807 m-3a cat.) km 202.6

Analisi del percorso: Vogliamo sbilanciarci? Tappone appenninico di rara intensità. Una tappa in cui può succedere tutto e niente. Già la distanza da coprire e il dislivello (oltre 4000 metri) basterebbero numericamente ad equipararla ad una tappa di montagna in piena regola. Ciò che la rende interessante sono le salite di varia difficoltà sparse su tutto il percorso, lasciando trabocchetti continui. La partenza attraverso il Chianti è subito esigente, con le ascese di Castellina, Panzano e Spedaluzzo che favoriscono la fuoriuscita di una fuga corposa e di qualità. Ma il percorso costantemente tortuoso e ondulato rende difficile l’inseguimento e l’inserimento di un uomo di classifica potrebbe sconvolgere i piani di tutti. Senza scandagliare tutte le possibili interpretazioni tattiche, limitiamoci a ricordare i possibili punti di svolta, a partire dall’insolito attraversamento di Firenze, attraverso l’ascesa di San Domenico (primo troncone di quella iridata di Fiesole) e quella – sempre iridata – di Via Salviati (max 18%), intervallate da saliscendi e strade strettissime. E’ un punto in cui al gruppo basterebbe un niente per allungarsi e spezzarsi in vista della prima vera salita verso Monte Morello: sono formalmente 7.6 km al 6.6%, ma con un tratto di 2.5 km all’11.2% di media e pendenza massima oltre il 20%. La strada anziché scendere, resta ondulata per risalire a Pratolino e Vetta le Croci. Sono pochissimi i km pianeggianti che conducono alle due salite propriamente appenniniche del Passo della Consuma (17.1 km al 5.7%; a lungo tra il 7% e il 9%) e del Passo della Calla (15.3 km al 5.3%). Una discesa estremamente tecnica e un breve fondovalle portano all’ultima salita verso il Passo del Carnaio: sono formalmente 10.8 km al 5.1%, ma la pendenza è spesso in doppia cifra, soprattutto nel troncone centrale di 3 km al 9.5%. In vetta mancano meno di 10 km. Un’ulteriore discesa, ancora una volta tecnica, porta agli ultimi 4 km pianeggianti. Sarà gregge o sarà spettacolo? Ai posteri l’ardua sentenza.

Venerdì 21/05 - 13a tappa: Ravenna - Verona (198 km)

Partenza: Ravenna ore 12.25
Arrivo: Verona ore 16.55-17.25

Sprint: Ferrara km 67.5, Bagnolo San Vito km 144.6

Analisi del percorso: Si riparte dalla Romagna nel modo in cui il gruppo l’aveva lasciata una settimana prima, con un’altra tappa “biliardo”. In questo caso anche il finale è di facilissima interpretazione con un rettilineo conclusivo di oltre 3 km, intervallato solo da un paio di ampie rotonde. Da notare che dopo le precedenti due giornate particolarmente impegnative, si percorrono altri 200 km, a cui faranno seguito quelli del giorno dopo. Insomma, come nel 2020, si avvicina la fine, le distanze si allungano e la fatica si fa sentire.

Sabato 22/05 - 14a tappa: Cittadella - Monte Zoncolan (205 km)

Partenza: Cittadella ore 11.30
Arrivo: Monte Zoncolan ore 16.50-17.35

Sprint: Meduno km 120.6, Arta Terme km 186.3
Gpm: Castello di Caneva (179 m-4a cat.) km 76.9, Forcella Monte Rest (1060 m-2a cat.) km 146.9, Monte Zoncolan (Arrivo-1730 m-1a cat.) km 205

Analisi del percorso: Arrivano le Alpi. La classifica potrebbe già essere in parte delineata e lo Zoncolan è la prima occasione di ribaltare l’ordine costituito. Ma attenzione: si sale da Sutrio. Questo comporta che la battaglia a viso aperto si limiti agli ultimi tremendi 3 km. Tuttavia se qualcuno dovesse avere una giornata storta rischia molto più seriamente di andare alla deriva se si dovesse staccare nei primi 9 km, impegnativi, ma adatti a piazzare la squadra in testa al gruppo e fare ritmo. Tornando a vedere il percorso della tappa nel suo complesso, i primi 130 sono relativamente pianeggianti; a questo punto il gruppo sale alla Forcella di Monte Rest (10.5 km; 5.9%; tratto di 7 km al 7%). Segue una discesa insidiosa con la breve risalita alla Forcella di Priuso. Una trentina di km di fondovalle portano alla salita finale di 14.1 km all’8.5% con pendenza massima del 27%. Non si dovrebbe uscire dal canovaccio di una lunga processione verso l’ascesa finale, ma ciò non significa che non ci possa essere qualche scossone in classifica.

Domenica 23/05 - 15a tappa: Grado - Gorizia (147 km)

Partenza: Grado ore 13.15
Arrivo: Gorizia ore 16.45-17.10

Sprint: Mariano del Friuli km 53.7, Nova Gorica km 142.4
Gpm: Gornje Cerovo (224 m-4a cat.) km 67.6, km 99.1 e km 130.5

Analisi del percorso: Giornata molto probabilmente da fuga, considerando la collocazione fra due tappe di montagna. Una tappa in cui il gruppo può decidere di riprendere fiato, ma che nasconde ugualmente qualche insidia. Il percorso è scandito da alcune brevi salite tra loro relativamente distanti: dopo circa 30 km si sale a Monte San Michele, mentre poco dopo il km 60 si entra nel circuito caratterizzante di questa tappa al confine con la Slovenia. Per due volte si affronta il giro completo che prevede una quindicina di km molto intensi, con l’ascesa di Gornje Cerovo (1.7 km; 8.5%; max 15%) seguita da una serie di strappi più o meno brevi; poi si sale una terza volta a Gornje Cerovo, stavolta per dirottare su Gorizia. Il rientro in Slovenia per il passaggio da Nova Gorica sono l’occasione per movimentare il finale: a soli 4.4 km dal traguardo si transita dal secondo traguardo volante per imboccare subito l’ultima asperità verso località Saver (1 km al 6%, max 14%), trampolino di lancio perfetto, dopo il quale mancheranno meno di 3 km. Gli ultimi 2 km pianeggianti sono tortuosi, attraversano il centro storico con un breve tratto in pavé, non consentono di recuperare terreno. Se qualcuno ha in canna il colpo del finisseur, questo è il finale perfetto.

Lunedì 24/05 - 16a tappa: Sacile - Cortina d'Ampezzo (212 km)

Partenza: Sacile ore 10.50
Arrivo: Cortina d’Ampezzo ore 16.50-17.45

Sprint: Agordo km 90.9, Sottoguda km 119
Gpm: La Crosetta (1118 m-1a cat.) km 25.3, Passo Fedaia (2057 m-1a cat.) km 128.1, Passo Pordoi (2239 m-Cima Coppi), Passo Giau (2233 m-1a cat.) km 194.5

Analisi del percorso: Tocca inchinarsi di fronte a cotanta bellezza. In ben oltre 200 km, si accumulano oltre 5000 metri di dislivello e si supera per 3 volte quota 2000 mt. Ma soprattutto ricompare una vecchia gloria: il Passo Fedaia con il suo mitico “drittone” di Malga Ciapela. Sarà la tappa nettamente più dura del Giro e gli scenari tattici possono essere di infinite sfumature. Sicuramente chi andrà in crisi impiegherà poco a prendere minuti, in una tappa a cui non manca niente. In partenza si sale la Crosetta (11.6 km; 7.1%; max 11%), lunga ed impegnativa, perfetta per rendere subito difficile l’organizzazione la squadra e la distribuzione delle energie. Potrebbe sganciarsi una fuga corposa con gente forte e l’inserimento di qualche uomo pericolo per la classifica generale (soprattutto da parte di squadre che possono contare su più punte) potrebbe creare caos fin da subito. A complicare le cose ci pensano le semplici salite di Vich e di Belluno, che precedono un lungo fondovalle a salire, dove lo svolgimento tattico decreterà l’arrivo della fuga del mattino o la sua fine. Al km 114 inizia il gran finale (si fa per dire visto che mancano 98 km). Il Fedaia (14 km; 7.6%; max 18%) apre le danze con le sue terribili pendenze: è una salita in cui stare a ruota dà scarsissimo guadagno (ultimi 6 km con pendenza media dell’11%) e tentare un colpo da lontano non sarebbe poi così folle. D’altronde la discesa porta direttamente ai piedi del Pordoi (Cima Coppi; 11.8 km; 6.8%; max 10%) salita sicuramente più pedalabile dove però i gregari potrebbero essere già in numero molto ridotto; per questo motivo potrebbe risultare decisivo avere dei compagni nella fuga del mattino. Lo stesso vale per il tratto successivo alla discesa con le brevi ascese di Cernadoi e Colle Santa Lucia che complicano un eventuale inseguimento. A questo punto tocca al Giau, giudice incontrovertibile di questa tappa tremenda con i suo 10 km al 9.3% e massima del 14%. In vetta mancano meno di 20 km, quasi tutti di discesa (molto tecnici i primi 8 km); la strada, se dovesse esserci ancora un gruppetto, torna a salire negli ultimi 700 mt per complicare la volata. Il Giro negli ultimi anni ci sta abituando a grandi ribaltamenti in questo tipo di tappe e se qualcuno avesse la necessità c’è tutto il terreno per inventarsi qualcosa.

Mercoledì 26/05 - 17a tappa: Canazei - Sega di Ala (193 km)

Partenza: Canazei ore 12
Arrivo: Sega di Ala ore 16.55-17.35

Sprint: Trento km 91.3, Mori km 121.6
Gpm: Sveseri (1096 m-3a cat.) km 57.9, Passo di San Valentino (1315 m-1a cat.) km 155.2, Sega di Ala (Arrivo-1246 m-1a cat.) km 193

Analisi del percorso: Dopo il giorno di riposo (che permette ancora una volta di rispettare l’alternanza delle tappe impegnative) lo scontro tra gli uomini di classifica riprende da dove era cominciato. Importante far notare che per la quinta volta in 6 tappe si percorrono più di 190 km. Al contrario della tappa di Cortina sarà molto difficile inventarsi qualcosa e tutto dovrebbe svolgersi all’insegna di un grande crescendo verso la salita conclusiva. La lunga discesa su Trento è intervallata da alcuni tratti in salita, tra cui in particolare il GPM di Sveseri (2.9 km; 9.7%; max 14%). Torna la pianura fino al km 140, quando si imbocca l’impegnativa salita verso il Passo di San Valentino (14.8 km; 7.8%, max 14%), unica occasione di anticipare il finale. Una lunga discesa, a tratti piuttosto tecnica, termina ad appena 9 km dalla salita conclusiva, grande spauracchio per tutti: sono 11.2 km con una media del 9.8% e pendenza massima del 17%. Una salita tremenda, ma allo stesso tempo irregolare al punto giusto per offrire occasioni di rilancio in cui ampliare i distacchi. Attenzione soprattutto al tratto più impegnativo di 2 km scarsi con una media tra il 14% e il 15%, dopo il quale mancheranno soltanto 2.7 km al traguardo, molto irregolari. Queste due salite, affrontate con la fatica ancora in corpo dai giorni precedenti, potrebbe essere assai determinanti.

Giovedì 27/05 - 18a tappa: Rovereto - Stradella (231 km)

Partenza: Rovereto ore 11.35
Arrivo: Stradella ore 16.55-17.35

Sprint: Cremona km 134.2, Broni km 222
Gpm: Castana (328 m-4a cat.) km 208.6

Analisi del percorso: Se da un lato la tappa è ufficialmente per velocisti, inizia a scricchiolare l’alternanza rispettata fin qui. Infatti siamo già entrati nell’ultima settimana e collocare una tappa così lunga (e pure altimetricamente nervosa) a ridosso del gran finale avrà gigantesche ripercussioni sulla capacità di recupero, favorendo grandi distacchi nelle due tappe di montagna seguenti. La tappa rimane in gran parte pianeggiante fino agli ultimi 25 km. Qui inizia una serie di 4 brevi salite (alcune pedalabili, altre più impegnative) tra cui il GPM di Castana. L’ultimo di questi termina a soli 6 km dal traguardo ed è un ottimo trampolino di lancio per un finisseur. Vista la collocazione di questa tappa è assai probabile che arrivi una fuga, tuttavia è l’ultima occasione per i velocisti ed è possibile che qualcuno voglia tenere la corsa chiusa. In tal caso il finale potrebbe essere un’insidia che nemmeno i big dovranno sottovalutare.

Venerdì 28/05 - 19a tappa: Abbiategrasso - Alpe di Mera (Valsesia) (176 km)

Partenza: Abbiategrasso ore 12.10
Arrivo: Alpe di Mera ore 16.55-17.35

Sprint: Baveno km 107.6, Scopetta km 161.6
Gpm: Mottarone (1341 m-1a cat.) km 85.1, Passo della Colma (928 m-3a cat.) km 137.4, Alpe di Mera (Arrivo-1531 m-1a cat.) km 176

Analisi del percorso: Tappa dura, ma in cui la sfida per la classifica potrebbe limitarsi alla salita finale. In ogni caso bisognerà stare attenti già prima, sulle salite del Mottarone (15.4 km; 6.7%; max 14%) e del Passo della Colma (7.5 km; 6.4%; max 11%) e le rispettive discese, anch’esse piuttosto insidiose. Impossibile pensare ad un attacco da lontano, tuttavia si può provare qualche azione di squadra per stanare qualcuno. Giunti a questo punto del Giro, la crisi può essere dietro l’angolo ed ogni occasione è buona per mettere in difficoltà gli avversari. La salita finale comunque basta da sola a garantire una discreta battaglia: sono 9.7 km con una pendenza media del 9% e massima del 14%. Questa tappa probabilmente non ribalterà la classifica, ma potrebbe essere un test per vedere se qualcuno scricchiola in vista del giorno dopo.

Sabato 29/05 - 20a tappa: Verbania - Valle Spluga-Alpe Motta (164 km)

Partenza: Verbania ore 12.20
Arrivo: Alpe Motta ore 16.55-17.35

Sprint: Cannobio km 16.9, Madesimo km 161.7
Gpm: Passo San Bernardino (2065 m-1a cat.) km 106.2, SplügenPass-Passo dello Spluga (2115 m-1a cat.) km 134.9, Alpe Motta (Arrivo-1727 m-1a cat.) km 164

Analisi del percorso: Una tappa degna di chiudere un Giro così duro. La classica tappa in cui tentare il tutto per tutto e mettere in campo le doti di fondo e recupero. Dopo i primi 80 km sostanzialmente pianeggiante, si imbocca il trittico finale di salite: in 85 km sono condensati più di 3000 metri di dislivello. Si comincia con una salita infinita, il Passo San Bernardino, lungo ben 23.7 km. Non inganni la pendenza media del 6.2%, falsata da alcuni tratti di respiro (uno addirittura in discesa). Per 14 km la pendenza è quasi sempre tra il 7% e il 10%, pendenze sicuramente non eccessive, ma perfette per fare ritmo e grandi distacchi, soprattutto quando si è giunti alla 20a tappa. Con una discesa abbastanza complicata si imbocca il breve (circa 11 km) fondovalle verso Splugen, per salire al Passo dello Spluga: si ritorna oltre i 2000 mt con un’altra salita dalle pendenze medio-alte (7.3%; max 12%) ma sicuramente più breve (8.9 km). Un’altra discesa insidiosa porta direttamente a Campodolcino, dove dopo un brevissimo tratto pianeggiante comincia la salita finale, sulla falsariga delle precedenti: sono 7.3 km al 7.6% e pendenza massima del 13%.

Domenica 30/05 - 21a tappa: Senago - Milano (Cronometro-30.3 km)

Partenza: Senago ore 13.35 circa (Partenza primo corridore)
Arrivo: Milano ore 17.15 circa (Arrivo ultimo corridore)

Analisi del percorso: Se il Giro fosse ancora incerto, ci pensa quest’ultima cronometro, di lunghezza rilevante. Come ormai è noto, in questo tipo di prove poste a fine Giro conteranno soprattutto le energie rimaste, ma in ogni caso 30 km contro il tempo sono sicuramente sufficienti per un buon cronoman a recuperare distacchi nemmeno troppo ridotti. Insomma, anche quest’anno potremmo essere col fiato sospeso fino all’ultimo giorno.

A questo link l’analisi dei favoriti del Giro d’Italia 2021

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