Un pensieroso Vincenzo Nibali © Giro d'Italia
Un pensieroso Vincenzo Nibali © Giro d'Italia

La crono? Tra i big ha inciso solo a livello di morale

Il mattinale di Francesco Dani – Ganna terrà la maglia rosa fino a Sestola, in classifica i distacchi di ieri peseranno poco. E per oggi, curiosità di vedere se il treno di Groenewegen funzionerà

Com’è andata ieri

Il Giro è partito, si gridi evviva! Una cronometro intensa, con tanti protagonisti distribuiti agli orari più disparati, cosa che ha favorito una certa spettacolarità, solitamente poco presente in prove di questo tipo. Una tappa in cui si sono visti tantissimi azzurri nelle prime posizioni, con buona pace delle solite considerazioni trite e ritrite sulla morte del ciclismo italiano, che sicuramente ha dei grossi problemi da risolvere, ma per il quale bisognerebbe nutrire anche un po’ più di ottimismo e magari un pizzico di fatalismo. Da un lato il ritorno in grande stile di Ganna dimostra che allarmarsi precocemente non ha senso e in alcuni casi (sicuramente non per Ganna) può essere addirittura controproducente. Dall’altro Affini trova probabilmente la sua giornata migliore, regalandoci una doppietta azzurra a cronometro di altissimo valore se si guarda chi si trova alle spalle.

Guardando alle prossime tappe, risulta difficile credere che Ganna possa perdere la maglia rosa prima di Sestola: nessun velocista si trova a meno di 10″ (svantaggio che sarebbe recuperabile vincendo la tappa di oggi, grazie agli abbuoni) e gli unici che possono riuscirci sono i cacciatori di tappe arrivati nelle prime posizioni (Evenepoel a 19″, Moscon a 23″, Ulissi a 29″) per i quali è comunque necessario vincere la tappa di Canale e arrivare anche in vantaggio su Ganna, il quale però sui percorsi misti ha dimostrato di difendersi egregiamente.

Fissando il focus a lungo termine non si può certo dire che questa cronometro abbia influenzato più di tanto la classifica generale. Almeida e Vlasov sono stati decisamente i più forti, ma è un risultato che ha un valore quasi esclusivamente morale e psicologico, comunque non meno importante. Il risultato di Ciccone non va interpretato come una cattiva prestazione: l’impressione visiva è stata quasi quella che non abbia nemmeno spinto al massimo. Può darsi che abbia già rinunciato alla classifica generale?

 

Come andrà oggi

Dalla tappa di oggi c’è decisamente poco da aspettarsi. Classica apertura da velocisti in cui verrà lasciato spazio ad una fuga di indomiti che con buona probabilità verrà ripresa in tempo per organizzare la volata. Soltanto a centro tappa si trovano alcune facilissime asperità, una delle quali (in località Montechiaro d’Asti) assegnerà la prima maglia azzurra. Nonostante l’ultima curva si trovi a 1500 metri dal traguardo, il rettilineo di arrivo è movimentato da un sottopasso posto all’ultimo km e da una rotonda da superare ai -700 mt. Questi due ostacoli renderanno sicuramente più difficile rimontare da dietro e potrebbe essere decisivo uscire dall’ultima curva con il proprio treno in testa ed il numero di compagni necessario e sufficiente per farsi lanciare al momento giusto.

Essendo la prima volata è senza dubbio aperta a molti corridori. Potenzialmente Groenewegen ha Dekker in qualità di apripista di eccezione e su un finale di questo tipo potrebbe giovarne. Ma è la prima volta che i due si trovano a gestire questa situazione e non è detto che ci riescano al meglio. E in questo caso ci sarà spazio per la vasta folla di ruote veloci, a partire da Caleb Ewan, probabilmente il più vincente degli ultimi 12 mesi.

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