Aleksandr Vlasov © Astana-Premier Tech
Aleksandr Vlasov © Astana-Premier Tech

Pivello a chi? Il Giro d’Italia lo conferma: il domani è già oggi grazie ai giovani

Due indizi non fanno una prova, ma restituiscono una fotografia che, a dire il vero, non è nuova. Il ciclismo di oggi è sempre di più il ciclismo dei giovani. Il nostro focus è limitato al Giro d’Italia iniziato sabato, non vogliamo quindi elencare i successi under degli ultimi anni. Certo, due tappe non sono niente nell’economia di una gara quale la Corsa rosa, si tratta di una cartolina che non potrà essere spedita alla fine del Giro, ma qualche conferma, qua e là, l’hanno data.

Facciamo un esercizio: confrontiamo le prime cinque posizioni della generale con quelle della classifica della maglia bianca. Sono identiche. Filippo Ganna (Ineos Grenadiers), Edoardo Affini e Tobias Foss (Jumbo Visma), Remco Evenepoel e Joao Almeida (Deceuninck Quick-Step).  Di questi soltanto il portoghese – a meno che il fenomeno belga non voglia e possa recitare da protagonista sino alla fine – può realisticamente ambire alla maglia rosa, ma, unitamente alla conferma di Ganna, nella top 5 troviamo Affini e Foss, che sono lì perché capaci di andare forte nella cronometro d’apertura. L’italiano è cresciuto battagliando con Ganna, il norvegese ha vinto il Tour de l’Avenir 2019; le qualità, insomma, ci sono.

Anche Aleksandr Vlasov (Astana-Premier Tech) è partito con buon piglio (11° nella generale, 6° della maglia bianca) e nella top ten dei giovani troviamo due compagni di squadra del russo: Samuele Battistella e Matteo Sobrero. Ci piace citare anche l’ottava piazza tra i giovani di Mikel Honoré (Deceuninck Quick-Step), il danese che quest’anno ha vinto una tappa al Giro dei Paesi Baschi e una alla Coppi e Bartali, dove ha chiuso al secondo posto nella generale.

Siamo partiti dicendo che questo ciclismo è sempre di più dei giovani. Lo conferma anche la presenza in gruppo dell’ucraino Andrii Ponomar (Androni Giocattoli-Sidermec), il più giovane dal dopoguerra. Accusa un ritardo di 1’05” da Ganna, nella classifica della maglia bianca è 36°.

Se vogliamo nuovamente confrontare la classifica generale con quella della maglia bianca, è corretto evidenziare che sono almeno sei gli under 26 (nati dal primo gennaio 1996) che possono ambire alla leadership: i già citati Almeida, Evanepoel e Vlasov, ovviamente Egal Bernal (Ineos Grenadiers) e anche il compagno di squadra Pavel Sivakov, oltre a Jai Hindley (Team Dsm), secondo nel 2020.

L’ultima citazione è per Daniel Martinez (Ineos Grenadiers): tra i giovani è 12°. Nel 2020 ha vinto una tappa al Tour de France a la generale al Giro del Delfinato. Materiale ce n’è, per il presente e il futuro. Un domani che è già oggi, è il ciclismo dei giovani.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile