Alessandro De Marchi in maglia rosa © Giro d'Italia
Alessandro De Marchi in maglia rosa © Giro d'Italia

De Marchi, la fuga che vale una carriera: “Forse stasera piangerò”. Il dopo tappa

Confuso e felice. A fine tappa Alessandro De Marchi (Israel Start-Up Nation) fa parlare gli occhi, che accarezzano la maglia rosa appena conquistata. “Anche se era diventata l’obiettivo, oggi – ha detto il Rosso di Buja a Eurosport – sono comunque senza parole. E’ il sogno di ogni corridore, figuriamoci per un italiano: la volevo più di ogni altra cosa, ho temuto di non farcela, ma il duro lavoro ripaga”.

“Sul palco me la sono goduta, ho iniziato a pedalare a 7 anni, ne ho 35: potete immaginare quello che c’è in mezzo – ha aggiunto De Marchi al Processo alla tappa Rai – Ci sono anche 11 anni di carriera, caratterizzati da tantissimi attacchi, la maggior parte dei quali andati male. Quello di oggi è un premio per quello che ho fatto negli anni”. “Adesso sono ancora troppo frastornato – ha detto ancora – ho iniziato a pensare a questa maglia stamattina, quando si è capito che un gruppo grosso avrebbe potuto avvantaggiarsi. Solitamente non vado in fuga da uomo di classifica, mi sono detto: perché no? Proviamoci. Ho iniziato a cullare il sogno, ora mi sento un pò fuori posto. Negli anni ho lottato tanto, non sempre ho raccolto il massimo. Vivrò questo stato fino a stasera, quando sarò nel mio letto: magari piangerò un pò, poi passerà”.

“Non ho pensato a Ganna, perché dovevo rimanere concentrato su come prendere la maglia, non tanto a chi me l’avrebbe passata – ha proseguito la nuova maglia rosa – Gli dico, però, di non mollare mai: ha una classe tale che gli farà superare ogni momento difficile. Il mondo del ciclismo gli sta chiedendo l’impossibile: farebbe bene a fregarsene, perché con la classe che ha continuerà a vincere. Il braccialetto per Giulio Regeni? Sono padre e marito, penso ai suoi genitori alla ricerca della verità. Non mi sembra ci sia qualcosa di politico”.

Così, invece, il vincitore della tappa, l’americano Joe Dombrowski (UAE Team Emirates). “Una bella giornata, forse potevo prendere la maglia rosa, ma ho cercato di risparmiare energie in vista della salita finale. Sono felice”.

“L’ultima salita è stata dura e il meteo non ha aiutato – ha detto Remco Evenepoel ai canali della Deceuninck Quick-Step – Lo sforzo che ho dovuto fare è stato breve e intenso, qualcosa che non facevo da tempo, e penso di esserci riuscito bene. Quando gli altri hanno attaccato, non volevo esplodere e ho corso al mio ritmo. Penso di esserci riuscito bene, perdendo solo pochi secondi. Il mio corpo ha bisogno di riabituarsi a questo tipo di gare, ma nel complesso sono soddisfatto di questa tappa. Un grande grazie ai ragazzi per avermi protetto oggi”, ha concluso Evenepoel, sedicesimo al traguardo.

“E ‘stata una tappa piuttosto dura con la pioggia battente tutto il giorno e alcune salite difficili, ma penso che sia andata abbastanza bene per noi – ha detto Romain Bardet ai canali del Team Dsm- Non ero troppo lontano dai primi nell’ultima salita quando sono arrivati ​​gli attacchi quindi penso che alla fine sia stata una buona tappa. I ragazzi hanno protetto me e Jai molto bene per tutto il giorno. Penso che possiamo lavorare su questo, le gambe sono buone e miglioreremo giorno dopo giorno. È stata una bella giornata”.

“Oggi è stato uno sforzo di squadra fortissimo da parte dei ragazzi ha spiegato Jai Hindley, compagno di squadra del francese – Avevamo Nico in fuga, il che era positivo, quindi potevamo semplicemente stare tranquilli e il resto dei ragazzi ci ha protetto bene per tutta la giornata. Era un percorso probante; sempre salita o discesa, a sinistra o a destra, reso ancora più difficile dalle condizioni di bagnato. I ragazzi ci hanno protetto bene per la salita finale ed è stata una buona corsa”.

Filippo Fiorelli ai canali della Bardiani CSF Faizanè: “Un terzo posto al Giro d’Italia è una grande emozione. In tanti si sono stupiti di questa mia tappa, ma io non sono mai stato un velocista, semmai un atleta veloce adatto a tappe mosse come questa. Sono professionista da poco più di un anno quindi anche io devo ancora capire fino in fondo che tipo di corridore sono e credo che questa tappa mi abbia fatto capire come il lavoro che sto facendo con la mia squadra stia andando proprio nella direzione giusta. Voglio ringraziare la Bardiani CSF Faizanè per la fiducia e le opportunità di crescere che mi sta dando, così come i miei compagni che mi sostengono e consigliano sempre per il meglio. In particolare essere in camera con Giovanni Visconti in un Giro d’Italia mi sta aiutando tantissimo”.

Roberto Reverberi team manger della Bardiani CSF Faizanè, trae un primo bilancio dopo un buon avvio di Giro d’Italia: “Oggi ci tenevamo particolarmente a fare bene. Il primo obiettivo era essere presenti in fuga, in una tappa in cui l’azione poteva arrivare, ma soprattutto in cui oltre alle nostre strade di casa del reggiano siamo transitati su quelle di Parma dei nostri sponsor. Fino ad ora siamo soddisfatti del nostro avvio di Giro d’Italia, oltre a questo terzo posto siamo stati presenti in tutte le fughe, ma soprattutto in tutti i finali di tappa con un terzo e settimo di Fiorelli e un sedicesimo di Battaglin ieri, per giocarci le nostre chance di vittoria ad ogni occasione”.

“E’ stata una giornata dura – ha detto Emanuel Buchmann ai canali della Bora-Hansgrohe – ancora di più con la pioggia dall’inizio alla fine. La squadra ha fatto un ottimo lavoro sostenendomi per tutta la tappa e Felix era con me nel finale. Non sono riuscito a seguire il primo gruppo. Sapevamo in anticipo che questa tappa non era perfetta per me ma il Giro è ancora lungo”.

“Il nostro piano era quello di dare a Peter la possibilità di entrare in fuga, per raccogliere punti. Purtroppo non ha funzionato, poiché esattamente nel momento critico ha accusato un problema meccanico. Successivamente, un gruppo corposo è partito, e da allora in poi ci siamo concentrati sul supporto di Emanuel. Poi è stato supportato da Felix sull’ultima salita, ha fatto un ottimo lavoro, ed è arrivato al traguardo senza perdere troppo tempo dai favoriti”, ha aggiunto Jens Zemke, ds della Bora-Hansgrohe.

“E’ stata una giornata dura; non nascondo di aver sofferto – ha detto Vincenzo Nibali ai canali della Trek-Segafredo – Mi sono dovuto difendere e guardando come è andata sono abbastanza soddisfatto. Penso che oggi per me sarebbe potuta finire peggio. E’ stata la prima tappa difficile del Giro, ma il distacco è limitato. Andiamo avanti”.

Così Giulio Ciccone ai canali della Trek-Segafredo. “”Come ho detto ieri, non ho nulla da perdere e volevo seguire il mio istinto. Ho bisogno di avere feedback dopo più di un mese lontano dalle gare. Come ieri, volevo attaccare e oggi sono andato, come mi sentivo di fare”.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile