Mikel Landa © Team Bahrain
Mikel Landa © Team Bahrain

Pellizotti guarda avanti: “Peccato per Landa, ma il Giro continua”. Il dopo tappa

Sconsolato, a fine tappa, Franco Pellizotti per la caduta che ha estromesso Mikel Landa dal Giro d’Italia. “Quando sono passato era dolorante, non sappiamo se sia la clavicola o il polso – ha detto il ds della Bahrain-Victorius al Processo alla tappa Rai – Ci dispiace un sacco, ma il nostro Giro va avanti. I nostri erano tutti insieme nelle fasi concitate del finale, da quello che ho capito Landa ha preso un cartello ed è caduto. Mikel era il nostro capitano, era venuto qui per vincere il Giro d’Italia. Da domani continua la corsa rosa per noi, abbiamo Bilbao e Caruso. Andiamo avanti, dispiace per il nostro capitano: peccato, stava bene, la squadra è forte, ma queste cose fanno parte del gioco. La tappa era facile sulla carta, sapevamo che era insidiosa: si entrava in paesi e città, sappiamo tutti come sono strade del genere. Fa parte gioco, oggi è capitato a noi”.

Matteo Tosatto, ds Ineos Grenadiers: “Pavel (Sivakov) ha finito la tappa e questo è positivo, adesso farà degli accertamenti. Speriamo non si sia rotto nulla”.

“E’ un sollievo perché il mio obiettivo quest’anno è vincere almeno una tappa in tutti e tre i Grandi giri – ha detto Caleb Ewan (Lotto Soudal) ai canali del Giro d’Italia – C’era pressione su di me e sul team per fare un buon lavoro oggi. Ora che ho vinto una tappa penso che avrò ancora più fame”.

La maglia rosa Alessandro De Marchi (Israel Start-Up Nation) ha sottolineato i rischi affrontati oggi dai corridori. “La giornata era iniziata nel modo migliore: sembrava l’ultima tappa di un Grande giro, è stato emozionante – ha detto il friulano alla Rai – Poi è diventata l’opposto, stressante e anche pericoloso: se vogliamo percorrere queste strade, bisogna fare un pò meglio per la sicurezza. Era pericoloso”.

“Siamo tutti agonisti, la corsa è una componente di cui non posso fare a meno, si può declinare in tanti modi: da solo o con altri 180 scalmanati”, ha aggiunto De Marchi.

“Brucia, credo sia l’undicesimo secondo posto. Faccio sempre il massimo, ma neanche oggi è stata la volta buona, ma la condizione c’è. Dopo le classiche del Nord mi sono concentrato più sulle volate che sulle salite, spero che la vittoria arrivi presto”, ha detto Giacomo Nizzolo (Qhubeka Assos) alla Rai.

Anche Alberto Bettiol (EF Education Nippo) ha posto l’accento sulla sicurezza. “Capisco gli spettatori, gli è mancato la strada, ma serve maggiore attenzione: occupiamo tutta la sede stradale. Rispetto alla conformazione del finale di oggi, capisco gli organizzatori, perché passare in strade simili aumenta lo spettacolo, ma va pensato di più alla nostra incolumità”.

Così Stefano Oldani, compagno di squadra del vincitore di giornata. “Abbiamo raggiunto un obiettivo importante, avevamo mancato la prima volata: oggi è arrivata una vittoria importante per l’obiettivo di Caleb, che quest’anno vuole vincere una tappa nei tre Grandi giri. Nel finale c’erano molti spartitraffico, restringimenti: tutti lottavano per stare davanti, ho trovato un piccolo spazio sulla destra. La caduta è stata forte. Sapevamo che il finale era tortuoso, c’era nervosismo ed era importante stare davanti”.

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