Egan Bernal © Ineos Grenadiers
Egan Bernal © Ineos Grenadiers

Le lacrime di Egan: “Quanti sacrifici per arrivare a questo successo”

Il colombiano è un fiume in piena di emozioni dopo la vittoria di Campo Felice: “E non sapevo nemmeno se avevo vinto”. Ciccone è soddisfatto del secondo posto: “Con questo Bernal c’era poco da fare”. In casa Deceuninck c’è fiducia: “Oggi Remco non era sul suo terreno, a Montalcino si troverà più a suo agio”. E alla fine c’è stato anche il pianto di Bouchard

È un Egan Bernal che non riesce a trattenere calde lacrime d’emozione quello che si presenta ai microfoni delle tv dopo la bella vittoria di Campo Felice, per lui indimenticabile: “Non riesco ancora a credere a quello che è successo, è la mia prima tappa vinta in un grande giro… Ed è il risultato del grande lavoro che ho fatto per arrivare fin qui, dopo il Tour dell’anno scorso ho fatto tanti sacrifici per trovarmi ora qui in questa posizione e oggi sono davvero felice; ed è anche un premio per la squadra che ha creduto nelle mie possibilità, lavorando anche oggi con grande efficacia per mettermi nelle condizioni migliori sulla salita finale, incitandomi a dare il massimo e dicendomi che ce la potevo fare: è una vittoria che appartiene più ai miei compagni che a me”.

Oltre al successo parziale, per Bernal arriva anche la maglia rosa: “È un sogno e un onore, anche se dovessi tenerla per un solo giorno ne sarebbe valsa la pena”; il colombiano conferma il rapporto speciale con il nostro Paese: “Volevo venire al Giro già dal 2016, ho vissuto due anni in Italia, qui ho tanti amici che sono come una famiglia”. Tra l’altro Bernal svela anche di non essere stato sicuro della vittoria al momento di varcare la linea d’arrivo: “Non sapevo se avevo superato tutti i fuggitivi, per questo non ho esultato al traguardo”.

Al secondo posto un Giulio Ciccone più che mai determinato a far bene sulle strade di casa: “Sentivo tantissimo questa tappa, ci ho provato e ci sono andato vicino, ma con quest’Egan non era facile confrontarsi. Sono contento lo stesso, soddisfatto di quanto ho fatto oggi, anche considerando che in questa prima settimana non mi sono risparmiato e ho sprecato un po’ di energie”. Ai microfoni della Rai l’abruzzese spiega: “Sono arrivato al Giro non per fare classifica ma con altri obiettivi, poi le cose hanno preso una piega diversa. Mi sono mosso nei giorni scorsi anche per ritrovare morale e condizione dopo tanto che non correvo; ora sento che la forma è buona e ho iniziato a risparmiare qualcosa”. Una dedica ai suoi tifosi: “Sempre bellissimo correre qui, dove la gente mi dà una spinta supplementare. Poi io sento il Giro in maniera particolare, sto cercando di vivere alla giornata senza farmi mettere addosso troppe pressioni; nessuno sa ancora dove potrò arrivare, per ora mi godo il momento”.

Per conto di Aleksandr Vlasov, terzo a Campo Felice, ai microfoni di Eurosport ha parlato il team manager Astana-Premier Tech Alexandre Vinokourov: “Il Giro è ancora molto lungo, ci vuole calma. Bernal e la Ineos si sono dimostrati i più forti oggi, noi lavoreremo per provare a vincere la corsa con Vlasov, di sicuro non si possono trarre già oggi giudizi definitivi”.

Dall’entourage di Evenepoel emerge una moderata soddisfazione, Klaas Lodewyck, uno dei direttori sportivi della Deceuninck-Quick Step, ha riconosciuto a Sporza che “quello di oggi non era il terreno più adatto a Remco, ma nonostante ciò il ragazzo si è difeso bene e ha limitato i danni da Bernal che invece si trovava completamente a proprio agio su quella rampa. Tutto sommato una giornata positiva”. Lodewyck guarda avanti: “Qui ogni giorno è una lotta col coltello tra i denti, ora avremo una tappa più tranquilla e poi il giorno di riposo e dovremo sfruttare il momento per recuperare energie. E mercoledì a Montalcino altri sterrati, ma saranno settori più lunghi e meno d’impatto rispetto a quello di oggi, per cui – almeno sulla carta – più adatti a Evenepoel, che peraltro è abbastanza confidente dopo una ricognizione fatta sul percorso”. Anche dal punto di vista tattico il direttore sportivo belga non si lamenta: “La Ineos ora ha la maglia e dovrà spendere per controllare la corsa, non male come prospettiva per noi”. Infine un invito che è anche un auspicio: “Lasciamo che Remco cresca tranquillo in questo Giro, e alla fine vedremo cosa saprà realizzare”.

Bernal non è stato l’unico corridore a piangere dopo la tappa, anche Geoffrey Bouchard l’ha fatto ma per il motivo opposto; il francese dell’AG2R Citroën non si è dato pace per il successo sfuggito a poche centinaia di metri dall’arrivo. Con una severità financo eccessiva con se stesso, il nuovo leader della classifica Gpm ha quasi quasi sminuito la stessa maglia azzurra conquistata oggi: “No, l’unico obiettivo era il successo di tappa, ma ho fallito. Ho avuto la possibilità di isolarmi nel finale, servivano buone gambe, ma a un certo punto ho esaurito le energie, e poi sono rinvenuti gli uomini di classifica. Ci avevo già provato ieri, di sicuro lo farò ancora nelle prossime due settimane, ma oggi sono solo dispiaciuto, in particolare per non aver saputo regalare una vittoria alla squadra”.

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