Egan Bernal © Ineos Grenadiers
Egan Bernal © Ineos Grenadiers

Bernal stuzzica Nibali, la felicità del portabandiera Viviani. Il dopo tappa

In attesa della tappa di domani, venerdì 21 maggio, nella sua Verona, Elia Viviani (Cofids) al Processo alla tappa Rai ha mostrato l’immensa felicità per essere stato scelto come portabandiera, insieme a Jessica Rossi, alle Olimpiadi di Tokyo: sarà il primo ciclista italiano a fare da alfiere.

“Emozionante essere scelto come portabandiera, ne sono onorato e orgoglioso. Da qualche giorno si sapeva che i nomi sarebbero stati annunciati oggi: stamattina ho detto di avvisarmi, quando sarebbero stati ufficializzati i nomi. Sono felicissimo, è incredibile quanto faccia la testa: oggi è stata una giornata dura, ma è stata bella. Nei giorni scorsi dicevo e pensavo che dev’essere una soddisfazione diversa da qualsiasi vittoria e obiettivo: prima me la godrò, poi me la porterò dentro per tutta la vita. Andare a prendere la bandiera, portarla e sfilare a Tokyo sarà incredibile: grazie al Conia a Italia team e al presidente Malagò che ha dato un forte segnale di quanto gli sia piaciuta la mia vittoria a Rio”.

Sulla tappa di domani, il 32enne si è espresso così: il “Mi aspetto anch’io a Verona, voglio i complimenti per le vittorie. Domani sarà una tappa lunga, staremo attanti a vento, il finale è il più veloce di questo Giro. Conosco alla perfezione la tappa, è la chance della mia vita: in undici anni di professionismo al Giro non è mai arrivato uno sprint a Verona, credo sarà l’unico anche per i prossimi anni. Domani sarà importantissimo fare tutto bene, come fosse una gara di un giorno: sono determinato a raggiungere una vittoria di peso. Attilio? Nella scelta di portarlo al Giro ha pesato che sia mio fratello e che possa essere quindi un “pungiball” per la tensione: sono lì, ma non ancora raggiunto risultato. Attilio domani avrà un ruolo fondamentale come Consonni”.

Egan Bernal non ha nascosto perplessità per l’attacco di Vincenzo Nibali. “Sì, la classifica mi piace… Oggi non abbiamo perso tempo, ho la maglia di leader: sono felice. Non ci sono giornate semplici, al Giro d’Italia, anche oggi è stato difficile, abbiamo consumato tante energie. Bisogna cercare di recuperare al massimo per prossimi giorni. Abbiamo una squadra forte, il nostro vantaggio è che abbiamo anche il campione del mondo mondo a cronometro (Filippo Ganna): per noi è importante. I ragazzi stanno bene, la squadra è abbastanza completa. Lo scatto di Nibali? Ognuno prende suoi rischi, io dietro non volevo prendere rischi e andare veloce in discesa per pochi secondi, non aveva senso per me seguirlo”.

Così, invece, il vincitore di giornata Andrea Vendrame Ag2r Citroën, al terzo successo in carriera. “Ho provato diverse cose, ho provato anche a smettere: se non fosse stato per Luciano Rui l’avrei fatto, se sono qui è anche merito suo, e del mio preparatore Gianni Faresin – ha detto il 27enne di Conegliano al Processo alla tappa Rai – Essere qui e vincere al Giro d’Italia è una cosa fantastica”.

“Ho avuto un brutto incidente nel 2016, un’auto in allenamento mi ha investito: ero più di là che di qua, non stavo molto bene… – ha aggiunto Vendrame – Grazie a Rui e alla Zalf, la squadra in cui militavo: mi hanno risollevato e portato al professionismo. Volevo regalare una vittoria alla Ag2r Citroëno e ggi ci siamo riusciti. Arrivavo da un infortunio alla Coppi e Bartali, sapevo che la condizione non era al top. Ho studiato a tavolino la tappa di oggi col mio mental coach al telefono, fino 23 di ieri. Per entrare in fuga io e Geoffrey Bouchard abbiamo faticato moltissimo, l’obiettivo principale era portare a casa più punti possibili per la maglia del Gpm. Festeggerò con un buon prosecco anche se miei compagni vorranno champagne”.

Anche Patrick Lefevere è intervenuto al Processo alla tappa Rai. “Quest’anno Remco Evenepoel non può vincere il Giro. L’ho conosciuto quando era junior, ho parlato col suo babbo, gli ho dato una bici Specialize e abbiamo tenuto i contatti con i genitori e con lui. Cosa gli è successo ieri? Non ha esperienza nel guidare la bicicletta sulle strade bianche, cinque anni fa era ancora un calciatore. Bernal, da questo punto di vista, guida meglio la bici. Rimane al settimo posto, dipende come passerà i prossimi giorni: se mantiene la posizione, può fare molto bene nella cronometro di Milano”.

 

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