Aloïs Charrin ha vinto la settima tappa del Giro d'Italia Under 23 © Giro d'Italia Under 23
Aloïs Charrin ha vinto la settima tappa del Giro d'Italia Under 23 © Giro d'Italia Under 23

Mon Charrin: colpo del francese al Giro d’Italia Under 23. Ayuso resta leader

Mon Charrin. Magistrale colpo da finisseur del francese Aloïs Charrin  (Swiss Racing Academy), che dopo una tappa condotta a velocità elevatissime ha trovato la forza di anticipare la volata partendo ai mille metri e beffare Tobias Halland Johannessen (Uno-X DARE DT) e Filippo Baroncini (Colpack-Ballan), vincitore della cronometro di domenica. Nessuno scossone alla generale dalla sesta tappa: a comandare il Giro d’Italia Under 23 è ancora lo spagnolo Juan Ayuso (Colpack-Ballan).

176 km da Bonferraro di Sorgià a San Pellegrino Terme, la frazione più lunga di questa corsa rosa, ma i 167 partiti non si sono certo risparmiati: 53,5 km/h la media dopo la prima ora, 48,8 km/h dopo tre ore di corsa. A una simile andatura, naturale che faticasse a prendere forma la fuga di giornata: in tredici, dopo 115 km, riescono finalmente ad andarsene. Si tratta di Ben Turner (Trinity Racing), Aaron Van der Beken (Lotto Soudal), Alessandro Verre (Colpack-Ballan), Gabriele Petrelli (CT Friuli), Marijn Van den Berg (Groupama-FDJ), Emanuele Ansaloni e Andrea Cantoni (#inEmiliaRomagna), Jesus Peña (Colombia Tierra de Atletas), Marco Frigo (SEG Racing Academy), Jarrad Drizners (Hagens Berman Axeon), Eric Paties (Work Service Dynatek Vega), Manuel Belloni (Gallina Colosio Ecotek) e Anthon Charmig (Uno-X).

Il britannico Turner è quello messo meglio in classifica: viene marcato a vista da Verre, compagno di squadra di Ayuso a sua volta ben posizionato nella generale. Ai -45 il drappello matura il vantaggio massimo, 1’25”, poi dietro decidono di andare a riprendere i fuggitivi. Spinge forte il VC Mendrisio, che lavora per Asbjorn Hellemose, e ai piedi dell’unica salita di giornata, il Selvino (seconda categoria), il gap è praticamente ricucito.

Ansaloni non vuole saperne di arrendersi, si mette in proprio e guadagna 15” sui primi inseguitori e 35” sul resto del gruppo, dal quale esce Bean Healy (Trinity Racing): l’irlandese, uomo di classifica, viene immediatamente raggiunto da Ayuso. Ai -25 il gruppo torna compatto, quindi Hellemose dà un senso al lavoro della sua squadra provando ad allungare. Scollina per primo, con 18” sul gruppo guidato da Baroncini.

In discesa nuovamente tutti assieme. Una discesa resa insidiosa dalla pioggia, che i corridori affrontano con la giusta cautela pilotati dal Development Team DSM. La maglia rosa si fa comunque apprezzare per capacità di disegnare le traiettorie, elemento che certifica una volta di più il suo eterogeneo talento.

Si entra negli ultimi 4 km, pianeggianti. Un tentativo ricucito dal gruppo anticipa il numero di Charrin, che sceglie alla perfezione il tempo, spinge e va a cogliere un successo di spessore, il secondo di quest’anno dopo il Grand Prix de Branoux.

A chiudere la top ten, a 1” come il norvegese Johannessen e Baroncini, il belga Henri Vandenabeele (Development Team DSM), Nicolò Buratti (CT Friuli), Edoardo Zambanini (Zalf Euromobil Fior), Gianmarco Garofoli (Development Team DSM); a 3” Ayuso, il belga Lennert Van Eetvelt (Lotto-Soudal U23) e lo spagnolo Unai Iribar (Laboral Kutxa-Fundacion Euskadi).

Ayuso guida la generale con con 1’27” sul norvegese Tobias Hallan Johannessen, 2’20” su Vandenabeele, 2’23” sul britannico Thomas Gloag (Trinity Racing), 2’31” su Verre, 2’42” su Baroncini, 2’43” su Van Eetvelt, 2’44” su Healy, 2’47” sul danese Hellemose e 2’52” sul norvegese Anders Halland Johannessen (Uno-X DARE DT).

Domani la settima frazione, 119,4 km da Sondrio-Lanzada al lago di Campo Moro: frazione di montagna con arrivo in salita e oltre 3 mila metri di dislivello. Chi ancora coltiva il sogno rosa dovrà provare ad attaccare il fenomeno spagnolo.

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