Elia Viviani sul podio alla Adriatica Ionica Race © Photors.it
Elia Viviani sul podio alla Adriatica Ionica Race © Photors.it

Viviani-Mareczko a tutto gas, il fotofinish sorride ad Elia

Adriatica Ionica Race, a Comacchio nuovo successo del veronese, il bresciano battuto di stretta misura. Classifica invariata, la corsa va a Lorenzo Fortunato

La terza e ultima frazione della Adriatica Ionica Race si è dipanata tra le strade dell’Emilia Romagna, regione al debutto nel percorso della prova organizzata da Moreno Argentin. La Ferrara-Comacchio di 157.5 km ha presentato sei tratti di sterrato, seppur distanti dal traguardo e risultati ininfluenti per l’esito finale della graduatoria.

La fuga di giornata tarda a partire: il tentativo buono nasce infatti ben dopo il km 30 e vede la presenza del veneziano Riccardo Bobbo (Work Service Dynatek Vega), del padovano Riccardo Carretta (Cycling Team Friuli), del milanese Giacomo Garavaglia (Work Service Dynatek Vega) e del vicentino Matteo Zurlo (Zalf Euromobil Fior).

Al km 50 il quartetto possiede 2’30” di margine sul gruppo, controllato senza patemi dalla Eolo-Kometa del leader Lorenzo Fortunato. Attorno al km 65 una foratura costringe Carretta a perdere contatto dagli altri tre; il ventenne cerca di farsi sotto, ma dopo diversi km di inseguimento desiste e viene riassorbito dal plotone. La sfortuna colpisce anche Zurlo: il fratello minore di Federico (ex pro’ con Lampre e UnitedHealthcare) fora nel penultimo tratto sterrato, ad una cinquantina di km dal traguardo, ma riesce a tornare di nuovo assieme ai due portacolori della Work Service.

All’uscita dall’ultimo settore di strada bianca si rialza Bobbo, che ha terminato il proprio lavoro: Garavaglia e Zurlo iniziano così gli ultimi 35 km con solo 1’05” sul gruppo, tirato soprattutto dalla Nazionale italiana cui si aggiunge la Vini Zabù. Da segnalare un coraggioso quanto velleitario tentativo di Simone Velasco, ma l’elbano della Gazprom-RusVelo resta con il vento in faccia per una manciata di km. I due giovani al comando ci danno dentro e ai meno 20 km, ossia al primo del tre passaggi sulla linea di arrivo, vantano ancora 45″, che si dimezzano al cartello dei meno 10 km. Il ricongiungimento avviene poco prima dei meno 5 km, con Zurlo che tenta un ultimo ma infruttuoso allungo.

Si arriva così alla volatona generale, alquanto caotica ma che vede i due favoriti della vigilia staccarsi rispetto agli altri. La sfida è così tirata che si rende necessario il fotofinish per stabilire il nome del vincitore tra Jakub Mareczko ed Elia Viviani. Ad avere la meglio per una manciata di centimetri è il veronese, qui in gara con la Nazionale italiana: per il trentaduenne la seconda affermazione in tre giorni dà una nuova spinta al morale in vista dei Giochi Olimpici, dove Viviani, oltre ad essere uno dei due portabandiera nella cerimonia di apertura, cercherà di difendere l’oro nell’omnium. Seconda piazza, come detto, per un Jakub Mareczko che continua ad essere il principale, se non unico, punto di riferimento attuale della Vini Zabù.

Top ten di giornata a forti tinte italiane: terzo Davide Martinelli (Astana-Premier Tech), quarto Enrico Zanoncello (Bardiani CSF Faizanè), quinto Marco Canola (Gazprom-RusVelo), sesto 06 Giulio Masotto (Zalf Euromobil Fior), ottavo Luca Pacioni (Eolo-Kometa), decimo Cristian Rocchetta (General Store). Gli “intrusi” sono lo sloveno Matevz Govekar (Tirol KTM), settimo, e il kazako Vadim Pronskiy (Astana-Premier Tech).

La terza edizione della Adriatica Ionica parla per la prima volta italiano: dopo i successi del colombiano Iván Ramiro Sosa nel 2018 e di Mark Padun nel 2019, la manifestazione viene conquistata da Lorenzo Fortunato. Il bolognese della Eolo-Kometa centra così il terzo successo nell’arco di un mese, dopo quello sorprendente sul Monte Zoncolan al Giro d’Italia e l’altrettanto prestigioso traguardo del Monte Grappa ottenuto ieri e che si è rivelato determinante per portarsi a casa la graduatoria.

Sul podio finale salgono assieme a lui due portacolori dell’Astana-Premier Tech, vale a dire Vadim Pronskiy e Merhawi Kudus. Il kazako è secondo a 2″, l’eritreo è terzo a 6″. Quarta piazza a 17″ per il marchigiano Giovanni Carboni, leader di una Bardiani CSF Faizanè che riesce a piazzare ben cinque uomini nella top ten (il veneto Filippo Zana quinto, il pugliese Alessandro Monaco sesto, l’emiliano Luca Covili settimo e il veneto Andrea Garosio nono). Ottavo l’argentino Eduardo Sepúlveda (Androni Giocattoli-Sidermec), decimo l’eterno Davide Rebellin (Work Service Dynatek Vega).

Va dunque in archivio una versione in tono minore della Adriatica Ionica Race: la pandemia ha costretto gli organizzatori a ridurre a tre le giornate di gara in luogo delle abituali cinque, mentre l’affollamento del calendario ha impoverito il campo partenti (una squadra World Tour contro le otto del 2019 e le cinque del 2018). L’auspicio è che nel 2021 questa corsa dalle ottime potenzialità possa tornare a crescere e diventare un punto di riferimento del calendario estivo europeo.

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