Mollema in pieno furore agonistico © ASO
Mollema in pieno furore agonistico © ASO

Pare Molle-ma è ancora un duro

Perla del neerlandese a Quillan: torna a vincere al Tour dopo più di 40 km in solitaria. Tappa tirata in partenza, gran balzo in classifica per Guillaume Martin (ora 2°) e Mattia Cattaneo

Una tappa abbastanza tirata per essere l’anticipo della sezione pirenaica del Tour de France: la frazione ha rispettato il pronostico finale, con una fuga che si è giocata il successo ed ha premiato la freschezza e l’intelligenza tattica di Bauke Mollema, autore di una grande azione solitaria che gli permette di tornare ad alzare le braccia al Tour de France a 4 anni dal successo di Le-Puy-en-Velay, non lontano da Quillan, comune pirenaico dove si concludeva la tappa partita 183 km prima da Carcassonne attraversando l’Aude. Mollema si riscatta dopo miriadi di tentativi falliti tra Giro d’Italia e Tour de France, ultima la beffa per mano di Wout Van Aert nella tappa del doppio Mont Ventoux.
La tappa ha avuto però due peculiarità che potranno pesare sulle prossime frazioni: l’estrema fatica con la quale è partita l’azione decisiva, per la quale ci sono voluti quasi 80 km, ed il balzo in avanti in classifica di Guillaume Martin, entrato nell’azione decisiva e adesso secondo nella generale. Sebbene lo scalatore francese non abbia particolarmente impressionato finora sulle salite del Tour, il minuto e passa di vantaggio ottenuto su Rigoberto Urán costringerà i vari contendenti al podio a saggiare subito la sua gamba, già nella tappa andorrana, per non prendere sottogamba la posizione di vantaggio conseguita dall’uomo della Cofidis. E sorride anche Mattia Cattaneo, che coi minuti guadagnati oggi aumenta le sue possibilità di concludere il Tour de France con un’inaspettata top ten.

80 km di battaglia per la fuga, soffrono i caduti di ieri
La maxi-caduta di ieri lascia ancora parecchi strascichi: non possono ripartire Warren Barguil (dolori a schiena e sedere) e Søren Kragh Andersen (commozione cerebrale). Altri atleti coinvolti nella caduta ( Tim Declercq, Nacer Bouhanni, Christopher Juul-Jensen, Cees Bol, Joris Nieuwenhuis), soffriranno le pene dell’inferno in una tappa dallo svolgimento particolarmente complesso, staccandosi definitivamente già sul primo GPM, il Col du Bac. Per loro fortuna, il tempo massimo oggi era sufficientemente alto.
Tappa complessa, si diceva: tutti, ma davvero tutti, vogliono andare in fuga, compresi i principali protagonisti visti finora nelle singole tappe (Alaphilippe, Van Aert, Mohoric), chiaramente nessuno ci riesce. In un momento di calma, dopo quasi 30 km, ne approfitta Kristian Sbaragli (Alpecin-Fenix), raggiunto poi dal compagno Jonas Rickaert e da Anthony Turgis (Team TotalEnergies), Maxime Chevalier (B&B Hotels p/b KTM) e Toms Skujins (Trek-Segafredo), ma non è chiaramente il tentativo che può soddisfare tutte le voglie in gruppo. Il quintetto galleggia per una cinquantina di km, fino a essere ripreso sul traguardo volante di Lavelanet con Dries Devenyns che amministra in favore della difesa della maglia verde Mark Cavendish.

Vere salite uguale vera fuga: tra tanti scalatori c’è anche Cattaneo
Serve una salita vera per porre le basi alla vera fuga di giornata, ed il Col de Montségur, coi suoi 4,2 km quasi al 9%, è il più duro dei 5 GPM di giornata. Dopo ulteriori scatti (Nibali e ancora Van Aert) in fase preliminare, con l’inizio della salita vera è Mattia Cattaneo (Deceuninck-Quick Step) ad andare via con Wout Poels (Bahrain – Victorious), raggiunti da Michael Woods (Israel Start-Up Nation), come Poels in lizza per la maglia a pois. Un ulteriore gruppo di uomini forti in salita  si forma nel corso della scalata, con Esteban Chaves (Team BikeExchange), Louis Meintjes (Intermarché – Wanty – Gobert Matériaux), Omar Fraile (Astana – PremierTech), Patrick Konrad (Bora-Hansgrohe), Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Sergio Higuita (EF – Nippo) e per ultimo Guillaume Martin (Cofidis), il meglio messo in classifica con meno di 10′ di ritardo da Pogacar. Il quale puntualmente mette i suoi in testa a tirare moderatamente, segno che ormai la bagarre è finita.
In realtà la situazione fatica a stabilizzarsi, con Poels e Woods che prendono molto sul serio la lotta per i punti al GPM rallentando il rientro del secondo gruppo (anche a causa di scarsa collaborazione interna), che riesce a chiudere solo dopo la seconda salita di 2° categoria, il Col de La Croix des Morts, a 70 km dall’arrivo. Sulla stessa salita parte un tardivo contropiede tutto francese, con Pierre Rolland e Quentin Pacher (B&B Hotels), Valentin Madouas (Groupama – FDJ) ed Èlie Gesbert (Arkéa – Samsic), i quali riescono comunque a rientrare ai piedi della ripida ma breve Côte de Gallinagues, 60 km all’arrivo.

Mollema gioca d’anticipo in discesa
Il decisore della tappa dovrebbe essere dunque l’ultima ascesa, il Col de Saint-Louis, con scollinamento a 17 km del traguardo. E invece no: è la lunga discesa che porta ad Axat a risultare la chiave tecnica della tappa, dove Michael Woods tra l’altro scivola senza farsi troppo male. Qui Bauke Mollema allunga sornione, con 43 km ancora da fare, gli avversari lo prendono sottogamba e finisce rapidamente per guadagnare un minutino, arrivando con tale vantaggio ai piedi dell’ultima salita. Ormai è troppo tardi per riprendere il neerlandese, che ha innestato il pilota automatico ed è in giornata di grazia: vane le accelerazioni di Cattaneo e Higuita, che riescono solo a selezionare gli inseguitori. Mollema festeggia in solitario con 1’04” di vantaggio: Patrick Konrad si aggiudica al fotofinish la piazza d’onore su Sergio Higuita, Cattaneo (1’06”) e Michael Woods (1’10”), che festeggia comunque avendo conquistato i punti necessari per scalzare Nairo Quintana nella classifica scalatori ed indossare la maglia a pois. Il grosso degli altri fuggitivi ad 1’25” regolato da Omar Fraile, Guillaume Martin a 1’28”, più staccati Poels e Madouas a 3’32” e Rolland a 6’22”.

Gruppo maglia gialla a quasi 7′.
Nessuno stress per il gruppo dopo le grandi fatiche iniziali, nonostante Martin: solo la EF in qualche frangente spalleggia la UAE per limitare il vantaggio di Martin, neanche troppo convinta. Succede dunque che il francese della Cofidis fa un bel balzo in avanti in classifica, emulando O’Connor: il gruppo maglia gialla accusa difatti 6’53” dal vincitore, permettendo a Guillaume Martin di fare un bel salto al 2° posto nella generale, con 4’04” di ritardo da Tadej Pogacar. Con Rigoberto Urán a 5’18”, il francese avrà dunque un minuto e passa di vantaggio da difendere a partire da domani, col tappone pirenaico da Céret ad Andorra La Vella, la frazione altimetricamente più impegnativa della sequenza pirenaica, con Montée de Saint-Louis, souvenir Henri Desgrande a Port d’Envalira e ultima ascesa al Col de Beixalis. Per Mattia Cattaneo invece, una sola la posizione guadagnata, sufficiente ad entrare in top ten a 9’48” ai danni di Pello Bilbao: domani capiremo se sarà in grado di combattere per mantenere la posizione.

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