Letizia Paternoster ed Elisa Balsamo (ammaccata) nella Madison di Tokyo © FCI-Bettiniphoto
Letizia Paternoster ed Elisa Balsamo (ammaccata) nella Madison di Tokyo © FCI-Bettiniphoto

Stavolta l’Italia non vuo’ fa’ l’Americana

Tokyo, deludente esito per Balsamo-Paternoster, solo ottave nella Madison stradominata dalle britanniche, ma una caduta di Elisa all’inizio ha inciso. Nella Velocità maschile Lavreysen su Hoogland in una sfida tutta olandese

Dopo un paio di giorni di esaltazione ritorniamo sulla Terra dal Pianeta Pista a Tokyo: la Madison femminile (o Americana se preferite), uno dei piatti forti della terz’ultima giornata di gara ai Giochi 2020, ha regalato solo delusione all’Italia, scesa in gara con la coppia Balsamo-Paternoster, minata da una caduta nei primi giri (Elisa) e mai realmente in lizza, al di là di un paio di piazzamenti da punti che hanno condotto a un insipido ottavo posto.

Mentre le azzurre annaspavano, il pubblico si godeva lo splendore di una coppia che ha eclissato chiunque, Katie Archibald e Laura Trott, per quest’ultima quinto oro in tre Olimpiadi, regina di Omnium e Inseguimento a squadre sia a Londra che a Rio, la moglie di Jason Kenny non voleva restare al palo e non ha mancato di cogliere l’unica opportunità che le restava (l’Omnium dovrebbe correrlo la Archibald) dopo la sconfitta del quartetto UK con la Germania qualche giorno fa. Se Trott è divina, Archibald è stata inesorabile e ha martellato uno sprint dopo l’altro, andando a segno con spaventosa regolarità: una coppia imbattibile.

C’era la possibilità (o la necessità) di inserirsi in qualche caccia buona per accedere al podio, e stavolta ci sono riuscite la Danimarca di Amalie Dideriksen e Julie Leth e la Russia di Gulnaz Khatuntseva e Mariia Novolodskaia. Non l’Olanda, che pure era stata ottima negli sprint nella prima metà di gara, ma poi il rendimento di Kirsten Wild ed Amy Pieters è stato decurtato da una caduta della veterana, né la Francia, che pure era stata l’iniziatrice dell’azione che ha portato GBR, Danimarca e Russia a guadagnare il giro. Ai piedi del podio sia le oranjes che le transalpine.

Vediamo il dettaglio dei 120 giri di una gara che è partita con una pronta caccia  della Francia che ha chiamato la reazione di Olanda, Italia e Gran Bretagna ma poi il gruppo si è rifatto sotto anche se non ha completamente inglobato le ragazze avvantaggiate le quali hanno monopolizzato il primo sprint, vinto dalle britanniche su Olanda, Francia e Italia. Ai -103 l’intoppo che proprio non ci voleva, su un cambio Elisa Balsamo è stata travolta da un’irlandese ed è andata giù, lasciando Letizia Paternoster sola per diversi giri, nel corso dei quali la Gran Bretagna ha vinto il secondo sprint ancora davanti all’Olanda, con Australia e Polonia piazzate.

La Balsamo è rientrata in gara ai -99, qualche giro per riassestarsi e niente punti al terzo sprint, vinto dalle solite britanniche sulle solite olandesi (stavolta Danimarca e Usa al terzo e quarto posto). A questo punto la GBR aveva già 15 punti contro i 9 dell’Olanda, Italia sempre a quota 1. Un altro punticino le azzurre l’hanno preso al quarto sprint, vinto dalle australiane su olandesi, britanniche e italiane appunto. Ai -72 un’altra caduta ha visto coinvolte le coppie belga, olandese e polacca, un capitombolo innescato da un errato movimento di Kirsten Wild; di lì a poco la Gran Bretagna ha vinto il quarto sprint su 5 su francesi e danesi.

In una gara a senso unico, Katie Archibald e Laura Trott hanno vinto pure il sesto sprint, mentre le italiane continuavano a stazionare un po’ troppo nella pancia del gruppo, non riuscendo ad andare a punti se non sporadicamente. Anche al settimo sprint il leitmotiv è stato il solito: Archibald su Wild, Gran Bretagna su Olanda, con Belgio e Polonia a completare il quartetto a punti. L’Italia era sempre a uno sprint (vinto) di distanza dalla zona medaglia, dato che Francia e Australia erano sempre a 7 punti e le azzurre a 2. Ma la corsa si è animata con l’attacco francese ai -47, un’azione a cui si sono subito accodate le britanniche che hanno dato grande impulso alla manovra, andando ovviamente a vincere la volata numero 8, in compenso le transalpine guadagnavano punti sul momento e in prospettiva. Italiane anche qui fuori dalla zona punti, quinte alle spalle anche di Australia e Danimarca.

Il contrattacco di Belgio e Russia è andato in scena ai -37, e ai -35 le due nuove coppie hanno raggiunto le due che già erano in caccia. Ai -33 sono rientrate pure le danesi, mentre dall’Italia ancora nessun segnale di reale ripresa. Solita vittoria british al nono sprint su danesi, francesi e russe, un’altra caduta (Australia e Belgio) ai -27, poi pure le francesi si sono staccate dal trenino di testa che era sempre trainato dalle formidabili Trott-Archibald. Ai -19, dopo aver vinto un’altra volata, finalmente le britanniche hanno guadagnato il giro insieme a danesi e russe, e queste ultime due coppie si sono così proiettate sul podio. 67-32-26, questi i punteggi a due volate dal termine per le prime tre, con l’Olanda – che dopo la caduta ha perso tanto smalto – a 16 e la Francia a 12.

La penultima volata è stata vinta dalla Francia su Danimarca, Olanda e Gran Bretagna, una bella reazione per la quarta e la quinta coppia della classifica provvisoria, ma le russe restavano lontane. Lo sprint conclusivo, con punteggi doppi, è stato conquistato da chi se non dalle britanniche? 10 volate vinte su 12 (ma punti pure nelle altre due) più un giro conquistato, diciamo che il concetto di “ingiocabilità” si arricchisce di un ulteriore step… Polonia, Olanda e Francia a completare l’ordine d’arrivo dell’ultimo sprint, risultato che non ha cambiato una classifica già cristallizzata e che va in archivio nel modo seguente: Gran Bretagna 78, Danimarca 35, Russia 26, Olanda 22, Francia 19, Polonia e Australia 9, Italia ottava a 2 punti, e poi 1 per gli Stati Uniti e punteggi negativi (dettati dai giri persi) per Belgio, Nuova Zelanda, Germania, Irlanda, Giappone e Hong Kong.

L’altra gara centrale del programma odierno era la Velocità maschile che è andata a completamento dopo i turni dei giorni scorsi. In semifinale Jeffrey Hoogland e Harrie Lavreysen si sono sbarazzati per 2-0 di Denis Dmitriev (Russia) e Jack Carlin (Gran Bretagna) rispettivamente, quindi sono andati allo scontro fratricida tutto arancione in finale. Qui Hoogland ha vinto la prima manche e Lavreysen, in rimonta, si è aggiudicato la seconda (spettacolarissima questa); alla bella è poi emersa la superiorità di Lavreysen che ha così conquistato un oro sudato quanto meritato; il bronzo è andato a Carlin che ha battuto per 2-0 Dmitriev. È partito anche il torneo della Velocità femminile, primi turni senza eccessive sorprese (a parte l’eliminazione della russa Daria Shmeleva ai 32esimi).

Domani la penultima giornata vedrà procedere il torneo della Velocità femminile e inizierà quello del Keirin maschile, ma entrambi andranno a conclusione domenica; le uniche medaglie assegnate saranno quelle della Madison maschile, gara in cui Elia Viviani proverà con Simone Consonni a rimpinguare il bottino di podi, e le chance non mancano. Certo servirà la perfezione o giù di lì vista la concorrenza, sono da podio senz’altro le coppie di Gran Bretagna, Danimarca, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Nuova Zelanda e ne lasciamo fuori senza dubbio qualcuna. Un livello stratosferico, ma il Viviani della seconda parte di Omnium e il Consonni visto nel quartetto temono pochi rivali. 200 giri per 50 km totali da coprire, appuntamento alle 9.55 ora italiana.

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