Argento per Martina Fidanza, Chiara Consonni, Elisa Balsamo e Martina Alzini a Roubaix © FCI
Argento per Martina Fidanza, Chiara Consonni, Elisa Balsamo e Martina Alzini a Roubaix © FCI

Mondiali, nell’Inseguimento femminile arriva l’argento per l’Italia. Germania sul trono

Sarebbe stato troppo bello festeggiare nello stesso giorno l’oro nell’Inseguimento a squadre sia tra gli uomini che tra le donne, ma al quartetto azzurro femminile manca ancora qualcosina per essere al livello dell’iride. Poco male, arriva comunque un argento che rappresenta il miglior risultato di sempre ai Mondiali, migliorando il terzo posto ottenuto nel 2018 ad Apeldoorn. Soprattutto, c’è la consapevolezza che la crescita potrà continuare in questa disciplina che, a livello femminile, è stata introdotta solo nel 2008 (all’inizio si gareggiava in terzetti, dal 2014 sono stati introdotti i quartetti).

Le nuove campionesse del mondo sono Franziska Brausse, Lisa Brennauer, Mieke Kröger e Laura Süssemilch, che proprio come l’Italia maschile confermano il titolo olimpico di agosto. La Germania non ha fatto sconti e ha chiuso con quasi 5″ di vantaggio sul quartetto schierato da Dino Salvoldi. Martina Alzini, Elisa Balsamo, Chiara Consonni e Martina Fidanza sono partite molto forte, rimaste al comando per tutto il primo chilometro e poi capaci di tenere il testa a testa fino a metà gara, ma dopo il passaggio dei due chilometri le tedesche hanno preso il largo per allungare in maniera sempre più netta da lì al traguardo. 4’08″752 il tempo finale per le neoiridate, 4’13″690 quello fatto segnare dalle ragazze italiane. Bronzo per la Gran Bretagna sul Canada, a Katie Archibald e compagne è bastato un 4’17″359 per battere le nordamericane che hanno chiuso in 4’22″889.

Non è andato oltre il nono posto Elia Viviani nello Scratch, nonostante una prova a lungo promettente da parte sua. Primi 20 giri abbondanti di studio, poi ai -36 son partiti lo statunitense Gavin Hoover e il britannico Rhys Britton, sulle cui piste si sono messi poco dopo l’olandese Roy Eefting e il tedesco Tim Torn Teutenberg che ai -29 hanno chiuso sui primi mentre da dietro emergevano altri atleti tra cui proprio Viviani. Col gruppo praticamente ricompattato, da qui in avanti Elia si è messo in testa di mettere la museruola a tutti quelli che provavano l’evasione, continuando a presidiare le prime posizioni e addirittura suggerendo un attacco in prima persona ai -22.

Al veronese ha risposto il francese Donavan Grondin e l’azione è sfumata, e per vederne un’altra di rilievo abbiamo dovuto aspettare i -15 con la mossa del polacco Bartosz Rudyk, il quale però si è esaurito da sé rialzandosi dopo due tornate in fuga. Altri tentativi son venuti con l’austriaco Maximilian Schmidbauer e il belga Tuur Dens ai -12 e successivamente ancora con Hoover ai -8, e quest’ultimo assalto è sfumato appena a tre giri dalla fine, quando Grondin aveva già preso la testa del plotone. Il francese ha fatto una volata lunghissima, quasi impossibile, ma splendidamente vincente: nessuno è più riuscito a superarlo e così si è portato a casa il titolo (prima iride in carriera) davanti a Dens e a Britton, che per tutto il tempo dell’interminabile sprint avevano provato a uscire dalla ruota del transalpino senza riuscirci. Primo oro per la Francia nei Mondiali di casa.

Il Keirin maschile si è concluso con il prevedibile tripudio olandese, Harrie Lavreysen ha impostato la volata lunga su due giri e mezzo e ha così posto le basi per la conquista del titolo davanti al connazionale Jeffrey Hoogland che pure ha provato a rimontare ma non ha avuto scampo. Per Lavreysen è la conferma della maglia iridata conquistata nel 2020 a Berlino. Il bronzo è andato al russo Mikhail Yakovlev davanti al trinidense Nicholas Paul, al giapponese Kento Yamasaki e al francese Rayan Helal.

Il torneo della Velocità femminile si è allineato ai quarti di finale, qualificate per le semifinali in programma domani due tedesche e due canadesi: si affronteranno in due sfide fratricide Lea Sophie Friedrich ed Emma Hinze da una parte, l’olimpionica Kelsey Mitchell e Lauriane Genest dall’altra. Miriam Vece si è arresa ai quarti alla Friedrich, cedendo abbastanza nettamente per 0-2.

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