Il podio dell'Omnium mondiale 2021 con Ethan Hayter, Aaron Gate e un infinito Elia Viviani © FCI
Il podio dell'Omnium mondiale 2021 con Ethan Hayter, Aaron Gate e un infinito Elia Viviani © FCI

Il Mahatma della nostra pista non tradisce: Elia Viviani bronzo mondiale nell’Omnium

Come a Tokyo, così a Roubaix: Elia Viviani dimostra quanto può contare il fondo alla fine di una massacrante giornata di gare e conquista la medaglia di bronzo all’ultimo respiro di un Omnium vissuto a lungo tra le linee ma coronato da un finale davvero spettacolare. Dopo il mezzo passo falso dell’Eliminazione, conclusa appena al nono posto, il veronese ha gestito con immensa sapienza la Corsa a punti conclusiva, piazzando le sue due zampate tra i -37 alla fine, quando è uscito in caccia per andare a prendersi 20 preziosissimi punti di un giro guadagnato, e le ultime tre volate, un crescendo di risultati (quarto-secondo-primo) accompagnato da una lettura perfetta del finale con la messa nel sacco del povero Iuri Leitao che si è visto beffare proprio allo sprint conclusivo, quello dei punteggi doppi, quello delle medaglie 2021 per Viviani.

I Mondiali su pista di Roubaix hanno vissuto una quarta giornata per gran parte amara per l’Italia, che è partita dalla scoperta del furto di 20 bici dall’hotel, ha poi mancato di poco le medaglie femminili nella Madison, nell’Inseguimento e nei 500 metri, ma poi ha trovato il riscatto col bellissimo finale di Elia.

Vediamo un po’ come si è concluso l’Omnium, e nello specifico la Corsa a punti. La situazione di partenza dell’ultima prova vedeva il britannico Ethan Hayter al comando con 114 punti seguito dal neozelandese Aaron Gate a 108, il portoghese Iuri Leitao a 98, il danese Matias Malmberg a 94, il francese Donavan Grondin a 90, Elia Viviani e lo spagnolo Erik Martorell a 86, il giapponese Eiya Hashomoto a 78, il canadese Derek Gee a 66 e il bielorusso Yauheni Karaliok a 60.

100 giri da coprire, inizio più o meno soft con nessun vero attacco nella prima metà di gara e cn una sequela di bordate di Hayter che ha vinto gli sprint dal secondo al quinto (il primo se l’era aggiudicato Leitao, notizia non buonissima per Viviani che proprio sul portoghese faceva la corsa al podio). Gate rispondeva come poteva alle volate di Hayter, Elia è riuscito a prendere giusto un punticino al secondo sprint, e la situazione a metà prova vedeva il britannico in(dia)volato a 135, Gate a 119, Leitao a 108 e poi Malmberg a 96, Grondin a 93, Viviani a 87 e Martorell a 86.

Ai -57 Elia aveva già accennato un allungo ma non aveva trovato spazio; ai -47 si sono mossi il belga Fabio Van den Bossche e Martorell, con tutta l’aria di andare a prendersi il giro (e infatti l’hanno guadagnato ai -34; ma poco dopo, ai -37, anche Elia è partito, col polacco Alan Banaszek: per l’azzurro è stato un vero e proprio blitz, ai -33 il giro era conquistato e con esso i 20 punti disponibili. Di colpo il bronzo non pareva più così lontano. Tanto per non farsi mancar nulla, anche Hayter, scattato poco dopo Elia, ha preso il giro ai -32. Leitao ha risposto come ha potuto, vincendo il settimo sprint, sicché la situazione diventava la seguente: Hayter 155, Gate 122, Leitao 115, Martorell 109, Viviani 107. 8 punti da recuperare per Elia nelle ultime tre volate.

All’ottava il veronese ha conquistato un punto, ma Martorell ne ha presi 3, allungando sull’olimpionico di Rio; ma non era lui, non era lo spagnolo l’obiettivo di Viviani. Ai -14 Hayter, insostenibile nella sua superiorità, è partito per un’altra caccia destinata a essere vincente (coronata ai -7), e nel frattempo si è pappato i 5 punti del nono sprint, che sarebbero stati preziosi per Elia, il quale comunque ha preceduto il resto del gruppo, ma con Leitao sempre alle calcagna (terzo della volata), per cui ci si è presentati al gran finale con Hayter ormai in viaggio iridato (180), Gate arrivato a 124, Laitao solido a 117, Martorell a 112 e Viviani a 111. Per l’azzurro si trattava di vincere l’ultima volata sperando che il portoghese non facesse secondo; o almeno di arrivare secondo contando sul mancato piazzamento di Iuri.

E qui Elia è salito in cattedra. Ai -6 gli son partiti il tignoso Martorell e pure Malmberg (che sarebbe diventato pericoloso in caso di giro preso); Gate e Grondin hanno risposto per primi alla provocazione ispano-danese, ma in seconda battuta si è mosso proprio Viviani, con Van den Bossche e lo statunitense Gavin Hoover. Leitao, ahilui, non c’era.

Ai -3 il terzetto di Viviani ha chiuso sugli altri, si poteva organizzare la gran volata finale, e tra i presenti in quel drappello Elia era di gran lunga il più veloce. L’italiano ha aspettato l’ultimo giro per muoversi, precisamente è partito – spalla a spalla con Grondin – sul controrettilineo, e non si è certo fatto intimidire dal francese ma ha messo le cose in chiaro già sull’ultima parabola, per andare a vincere a mani basse la volata che lo proiettava sul podio. Grondin alle sue spalle, poi Malmberg, poi Van den Bossche, lontanissimo Leitao.

E allora la classifica si è sistemata come meglio non avrebbe – a quel punto – potuto: Hayter d’oro con 180 punti, Gate sicuro dell’argento a 124, e Viviani salito a 121, giusto giusto per prendersi il bronzo. Leitao ha masticato amarissimo a 117, Martorell è rimasto a 112, Malmberg si è portato a 102 e Grondin, settimo, è salito a 101. Un epilogo tutto azzurro per l’ennesima piccola impresa del Mahatma della nostra pista. Ancora una volta, chapeau Elia!

In precedenza, nell’Inseguimento femminile era arrivata l’attesa tripletta tedesca, e poco aveva potuto Martina Alzini, unica “intrusa” nelle due finali: l’azzurra era stata raggiunta da Mieke Kröger dopo due chilometri e mezzo della sfida per il bronzo, ma già i tempi delle qualifiche lasciavano intendere un esito del genere. La finalissima è stata conquistata da Lisa Brennauer che col tempo (ottimo) di 3’18″258 ha battuto Franziska Brausse (3’22″980 per lei), ma la festa è stata la stessa per tutte e tre le rappresentanti della Germania andate a monopolizzare il podio.

Il torneo della Velocità maschile è arrivato ai quarti con l’olandese Harrie Lavreysen e il francese Sébastien Vigier che si sono sbarazzati per 2-0 rispettivamente dell’altro francese Rayan Helal e del polacco Mateusz Rudyk; le altre due sfide sono arrivate alla bella, il tedesco Stefan Bötticher ha battuto il trinidense Nicholas Paul, e l’altro olandese Jeffrey Hoogland si è imposto sul russo Mikhail Iakovlev. Gli accoppiamenti per le semifinali saranno Lavreysen-Vigier e Bötticher-Hoogland.

Aggiornamento del medagliere: l’Italia perde il primo posto ma non è ovviamente un dramma e il bilancio azzurro di questa rassegna resta più che lusinghiero. A un giorno di gare dalla fine troviamo al comando la Germania con 5 ori, 2 argenti e 3 bronzi, seguita dall’Olanda (4-2-1) e dall’Italia coi suoi 3 ori, 2 argenti e 3 bronzi. Seguono Francia (2-3-0), Gran Bretagna (2-0-5), Stati Uniti (1-0-2), Belgio (0-4-0), Russia (0-2-2), Nuova Zelanda e Trinidad&Tobago (0-1-0) e Canada (0-0-1).

Domani si chiude con una sessione unica dalle 13 alle 17. In programma semifinali e finali (queste dalle 14.30) della Velocità maschile, l’intero torneo del Keirin femminile (finali alle 16.15), la Corsa a punti femminile (alle 13.50, con un nome nuovo per l’Italia: Silvia Zanardi), la Madison maschile alle 14.50 (qui Marco Villa schiera Simone Consonni e Michele Scartezzini) e infine l’Eliminazione con Elia Viviani ultimo alfiere azzurro a cercare una medaglia alle 16.30.

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