Anche a Wevelgem vige la legge di Elisa Balsamo © Trek-Segafredo
Anche a Wevelgem vige la legge di Elisa Balsamo © Trek-Segafredo

Incontenibile Balsamo, il Belgio ai suoi piedi

Elisa non si ferma più: dopo il Trofeo Binda e la Brugge-De Panne infila il terzo successo in una settimana dominando la volata della Gand-Wevelgem davanti a Marianne Vos e Maria Giulia Confalonieri. Piazzate Marta Bastianelli e Silvia Persico

Ha vinto a Cittiglio, e va bene; prima italiana a riuscirci in maglia iridata, tra l’altro, ma questo è un dettaglio. Era domenica scorsa, il tempo di preparare l’ennesimo trolley e prendere l’ennesimo aereo, ed ecco che mercoledì Elisa Balsamo ha vinto pure a De Panne, battendo quella che si profila all’orizzonte come un’acerrima rivale per i prossimi anni, ovvero Lorena Wiebes, e la sempre puntuale Marta Bastianelli. Due su due in metà settimana, volevate che non facesse il tre su tre allo scoccare degli otto giorni?

Detto fatto, la Campionessa del Mondo è riuscita anche oggi a far sembrare facili le cose difficili, tipo battere una donnina che si chiama Marianne Vos in una corsetta che si chiama Gand-Wevelgem: “La mia corsa preferita!”, ci ha tenuto a specificare la magnifica Elisa, prossima a essere investita del titolo di Regina delle Classiche (e beh, se continua a questo ritmo… ricordiamo che prima dell’ultimo filotto aveva già portato a casa un quarto posto alla Omloop het Nieuwsblad e un secondo alla Ronde van Drenthe, battuta – lì sì – da Wiebes).

La Gand-Wevelgem femminile, 159 km e 7 muri da affrontare, si è svolta in una splendida giornata primaverile, sole sì vento no, e ha visto partire la fuga del giorno dopo 11 km, sulle ruote di Gulnaz Khatuntseva (Roland Cogeas) e Anne Van Rooijen (Parkhotel Valkenburg); il gruppo ha lasciato fare il giusto, concedendo un vantaggio massimo di 3’20” (km 30), riavvicinandosi in seguito alla fisiologica accelerazione lungo il passaggio di De Moeren, rialzando nuovamente il piede dall’acceleratore e consentendo alle due coraggiose di tirare avanti fino ai -68, quando sono state riprese ed è contestualmente partita un’altra corsa.

Una corsa vissuta sull’affondo di Lotte Kopecky (SD Worx) ai -58 sul Baneberg, con lei Anna Henderson (Jumbo-Visma), Liane Lippert (DSM) e Katarzyna Niewiadoma (Canyon//SRAM Racing); il quartetto è stato per un attimo raggiunto anche da Marta Lach (Ceratizit-WNT) e Alice Maria Arzuffi (Valcar-Travel & Service), le quali però sono presto rimbalzate; intanto in gruppo problemi meccanici per Elisa Balsamo (Trek-Segafredo) e gravitazionali (nel senso che è caduta) per Lorena Wiebes (DSM), andata giù con Lourdes Oyarbide (Movistar) ai -48.

Un attimo prima del ruzzolone di Lorena era partito dal gruppo un contrattacco formato da Marta Cavalli (FDJ Nouvelle-Aquitaine), Marlen Reusser (SD Worx) e Coryn Labecki (Jumbo) e destinato a rientrare sulle prime ai -45. Ma i margini erano risicati, nell’ordine dei 20″, sicché chi era interessato grossomodo a una volata ha avuto buon gioco a chiudere. E chi era interessato alla volata? La Trek, che per opera ricucitrice di Ellen Van Dijk poneva le premesse per lo sprint della cuneese dall’aspetto arcobaleno, annullando per intanto ai -44 la pericolosa azione di Kopecky e socie.

Le SD Worx però non si sono rassegnate, ci hanno provato Chantal Blaak sul Baneberg ai -40, poi ancora la Reusser, ma niente. Sul Kemmelberg, ultimo muro ai -34, è stata Grace Brown (FDJ) a proporre un cambio di spartito con un personale assolo, ma Christine Majerus (SD Worx) ed Elisa Longo Borghini (Trek) hanno annullato l’azione. I nomi delle attaccanti iniziavano a farsi ridondanti, un altro tentativo della Blaak, poi ancora la Reusser (e non una volta sola), quindi di nuovo Majerus, ma la Trek aveva sempre l’ultima parola andando a chiudere ogni spiraglio.

Tra le altre, in un finale scoppiettante, abbiamo visto provarci Sofia Bertizzolo (UAE ADQ), Elena Cecchini a ripetizione (SD Worx), ancora la Niewiadoma, infine di nuovo la Brown, a tentare la stoccata da finisseur ai tre chilometri, ma dietro la Van Dijk era uno stantuffo inesorabile, sicché ha riportato tutto in ordine facendosi da parte quando ormai non restava altro che fare la volata.

Ci sono arrivate in 40, ragazza più ragazza meno, allo sprint decisivo, eppure non è mai parso che il risultato potesse essere in discussione: la (pre)potente e ormai sempre più familiare uscita in testa al gruppo in vista del traguardo – oggi ai 150 metri, con un 50 metri finale roboante – la sensazione di totale controllo della situazione, la svettante figura pronta a sollevarsi esultante, insomma una scena a cui stiamo facendo una piacevole abitudine, e di cui Elisa Balsamo è ovviamente la protagonista assoluta.

Oggi ci ha pure provato, Marianne Vos (Jumbo), a riprendere la coda della scia iridata, ma non c’è stato verso, laddove la divinità fatta ciclismo pensava di avvicinarsi, la piemontese aggiungeva un watt, o dieci, ma comunque la ricacciava indietro. Seconda Marianne, terza Maria Giulia Confalonieri. La brianzola della Ceratizit si toglie lo sfizio di centrare un podio di un certo splendore, con la Campionessa del Mondo e quel po po della Vos, in una corsa così prestigiosa. Bella foto.

Fuori dalla zona medaglie Kopecky ha preceduto nell’ordine Emma Norsgaard (Movistar), Marta Bastianelli (UAE), Susanne Andersen (Uno-X), Tamara Balabolina (Roland), Silvia Persico (Valcar) e Clara Copponi (FDJ). All’undicesimo posto ha fatto capolino nientemeno che Sanne Cant (Plantur-Pura), discreto piazzamento per la celebre crossista di casa. Prossimo crocevia di sfide e di rivincite, la Dwars door Vlaanderen di mercoledì 30.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile