Demi Vollering regina della Freccia del Brabante © SD Worx-GettySport
Demi Vollering regina della Freccia del Brabante © SD Worx-GettySport

E al match point si va di… demi-volée

Demi Vollering vince la Freccia del Brabante dopo una prestazione da protagonista assoluta. Podio per Kasia Niewiadoma e Liane Lippert, Silvia Persico e Sofia Bertizzolo nelle dieci

Demi Vollering è un’atleta strepitosa, forte in salita, nata per le classiche come ha dimostrato sin dalla sua stagione d’esordio nelle élite, allorquando (era appena il 2019) conquistò il Giro dell’Emilia dopo aver fatto podio alla Liegi e top ten a Freccia Vallone e Amstel. Poi negli anni successivi è tornata sui luoghi del delitto, tanto che la Doyenne se l’è portata a casa nel 2021 dopo aver fatto podio alla Flèche 2020, quanto all’Amstel ha infilato due piazze d’onore (l’ultima appena domenica), mentre la Freccia del Brabante l’ha sfiorata dodici mesi fa e oggi, stufa di tanti bei piazzamenti, ha deciso che non doveva più lasciare nulla al caso. E l’ha vinta.

Ma proprio nettamente, stroncando nel finale la volenterosa Pauliena Rooijakkers (destinata a rotolare addirittura fuori dal podio di giornata), dopo aver messo a ferro e fuoco l’intera corsa negli ultimi 60 km. Ci ha provato e riprovato, una, due, tre volte, ha promosso la selezione su un percorso che non sempre la favorisce (ma oggi c’era il maltempo a rendere tutto più duro), e alla fine ha raccolto i frutti di una condizione eccellente e di un’attitudine a prova di bomba. Ha 25 anni e – nonostante il suono del suo nome&cognome faccia più pensare al tennis – rappresenta in tutto e per tutto presente e futuro di un ciclismo, quello olandese, che si appropinqua alla fine dell’era delle divine: già ex Anna Van der Breggen e Kirsten Wild, in volo planare verso i 40 Annemiek Van Vleuten, sicuramente col meglio alle spalle la più grande di tutte, Marianne Vos, prossime al ritiro pure outsider di lusso tipo Chantal Blaak, il movimento oranje rischia di restare senza stelle polari. O meglio rischiava, perché Demi è proprio l’astro destinato a eclissare l’oscurità successiva a tanta luce.

Alla bella vittoria di Vollering fa da contraltare oggi una partecipazione sottotono delle italiane. Per carità, “sottotono” non l’avremmo mai detto tempo fa di una classica del nord in cui ne piazziamo due in top ten (Silvia Persico – peraltro attivissima nel corso della prova – settima, Sofia Bertizzolo nona), ma sapete com’è, quando si fa la bocca a cento affermazioni, l’ultima appena tre giorni fa con Marta Cavalli all’Amstel Gold Race, quasi quasi fa strano commentare una gara in cui chiudiamo senza aver preso quantomeno un podio, o senza aver lottato fino all’ultimo per la vittoria… (ma sì, ma sì, non prendeteci troppo sul serio!).

141.2 km da Sint-Kwintens-Lennik a Overijse per la settima Freccia del Brabante femminile, una corsa che oggi si è scontrata in primo luogo con una persistente pioggia per tutto il dì. Il piatto forte del tracciato era rappresentato dal circuito finale di 22 km ripetuto tre volte (ma in realtà quasi quattro), su cui la battaglia è infuriata, dapprima con alcuni tentativi velleitari di atlete di secondo piano, poi con l’ingresso nella contesa di un peso massimo come Demi Vollering (SD Worx), una delle favorite della vigilia, che sin dal secondo dei quattro passaggi dal muro di Hertstraat ai -60 si è incaricata di ispirare attacchi e selezione.

Dapprima portando via un gruppetto con Alexandra Manly (BikeExchange-Jayco), Katarzyna Niewiadoma (Canyon//SRAM Racing), Martina Alzini (Cofidis), Vittoria Guazzini (FDJ Nouvelle-Aquitaine), Juliette Labous (DSM), Loes Adegeest (IBCT), Silvia Persico (Valcar-Travel & Service), Marta Jaskulska (Liv Racing Xstra) e soprattutto le due compagne Niamh Fisher-Black e Marlen Reusser. Nonostante questo schieramento della SD Worx, l’attacco – dopo aver avuto anche 40″ di margine – è stato annullato intorno ai -40.

Vollering non si è rassegnata e ci ha riprovato sul terzo Moskestraat ai -32, dando una prima sgrossata al gruppo ma non riuscendo a involarsi nuovamente. Obiettivo rimandato di appena 3 km, allorché dopo il muro Demi è stata attentissima e reattiva ad accodarsi a Pauliena Rooijakkers (Canyon). È stata questa l’azione decisiva, con le due che si sono presto portate a +40″ sulle prime inseguitrici. Da dietro sono uscite prima Juliette Labous, rimasta per chilometri a metà strada, poi ai -15 anche Coryn Rivera (Jumbo-Visma), ma la coppia di testa – sebbene riavvicinata anche dal plotone che si era rimpolpato all’ultimo passaggio da Overijse ai -21, con anche Elisa Balsamo (Trek-Segafredo) a spingere molto – restava irraggiungibile.

E sul quarto e ultimo Moskestraat ai -10 Vollering ha forzato definitivamente e si è sbarazzata della compagnia della Rooijakkers. Mentre Demi volava verso la vittoria, Pauliena, nonostante provasse con tutta se stessa a salvare la piazza d’onore, veniva ripresa da un gruppetto formatosi dopo il Moskesstraat, con la compagna Niewiadoma, l’immancabile Reusser e Labous surrogata dall’arrivo dell’altra DSM Liane Lippert (mentre Rivera era rimbalzata indietro).

All’ultimo km Kasia ha tentato la carta della sortita solitaria verso la piazza d’onore, ha dissipato il drappello inseguitore ma non è riuscita a sbarazzarsi della Lippert; poco male, nella volata sulla rampetta d’arrivo ha comunque piegato la tedesca, mentre Vollering stava già festeggiando da diversi secondi. 22″ per la precisione quelli cronometrati tra la prima e le altre due “podiste”; a 27″ a chiuso Reusser, a 44″ Labous, a 58″ Rooijakkers, quindi a 1’02” è arrivato il primo gruppetto inseguitore con Silvia Persico a precedere per il settimo posto Ashleigh Moolman (SD Worx), Sofia Bertizzolo (UAE ADQ) e Alexandra Manly.

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