Miguel Ángel López vince la quarta tappa del Tour of the Alps 2022 @ Astana Qazaqstan-GettySport
Miguel Ángel López vince la quarta tappa del Tour of the Alps 2022 @ Astana Qazaqstan-GettySport

Pinot ci crede e poi cede, López vede e provvede

Al Tour of the Alps Miguel Ángel riprende e supera all’ultimo chilometro Thibaut, in lacrime dopo la tappa. Romain Bardet rosicchia 4″ in classifica, domani grande sfida col leader Pello Bilbao nell’ultima frazione

C’è sempre un grande equilibrio nel Tour of the Alps, domani ci saranno tutte le possibilità per dirimere le questioni di classifica dopo che oggi Romain Bardet ha rosicchiato qualcosina (4″) a Pello Bilbao. Nel frattempo e nell’attesa, c’è da celebrare la giornata di riscatto di un paio dei principali affiliati al club “Ho un gran futuro alle spalle”, non gli unici presenti in gara, per dirla tutta, ma sicuramente due esponenti di spicco della categoria. Miguel Ángel López ha vinto e festeggiato, Thibaut Pinot ha perso e gli è scappata qualche lacrima per la delusione, entrambi hanno fatto vedere di esserci ancora, l’uno nell’imminenza dell’appuntamento più importante per lui in stagione (il Giro), l’altro confermando il percorso di crescita che lo porterà al Tour dopo un transito nelle corse elvetiche (Romandia e Svizzera).

López si era già fatto intravedere nelle prime corse stagionali, in particolare alla Ruta del Sol (non vincente ma buon piazzato), poi passaggio anonimo alla Tirreno, e infine crisi nera sulla Mendola nella seconda tappa del presente Tour of the Alps. L’ultima volta che l’avevamo visto vincere era stata alla quart’ultima tappa della Vuelta 2021, un attimo prima di sclerare di brutto con la Movistar e ritirarsi a un giorno dalla fine e con un podio ancora da difendere. Teoricamente, da difendere (per quello s’incazzò: perché la squadra lo mise al servizio di Enric Mas, che era secondo in classifica). Il licenziamento in tronco da Unzué, il ritorno quest’anno a casa Astana, un minimo di riambientamento, e oggi ritroviamo il Superman che ricordavamo nei giorni migliori, puntuale, chirurgico, letale. Il suo problema, come tutti sanno, è la continuità (di testa oltre che di gambe…), chissà che nella corsa rosa non riesca a fare tre settimane senza guai: a quel punto sarà interessante vedere la sua classifica. (Ovviamente il ragionamento poggia sull’ipotesi che la bambola dell’altro giorno sia stata un episodio fisiologico nella ricerca della miglior condizione).

Quanto a Pinot, non vince dal Tourmalet al Tour del 2019 e quindi è normale che un po’ l’ansia gli cresca dentro, lui che poi a volte si abbatte (come è successo appunto oggi nelle interviste post-gara, attimo di cedimento alle lacrime al pensiero di quanto gli manchi un sano riscatto), salvo andare a cercare in papà Madiot nuovi stimoli per rimettersi a lottare. Ormai lo consideriamo perso (a differenza di López, che è quattro anni più giovane) per la causa della classifica in un grande giro, figurarsi poi il Tour che ha sempre dimostrato di pagare mentalmente/somatizzare oltre ogni misura. Però il bel Thibaut visto oggi, voglioso di andare in fuga, tempista nel rilanciare l’azione quando era il caso di farlo, tenace nella difesa del vantaggio che gli restava sul gruppo, merita senza dubbio una soddisfazione importante, e ottenere una vittoria di tappa alla Grande Boucle rientra senz’altro nel novero delle cose che può essere in grado di fare, lacrime o non lacrime.

La quarta tappa del Tour of the Alps 2022 portava il gruppo da Villabassa/Niederdorf a Kals am Grossglockner, per 142.4 km con arrivo all’insù. Dopo meno di dieci chilometri è partita la fuga del giorno con David De La Cruz (Astana Qazaqstan), Geoffrey Bouchard (AG2R Citroën), Patrick Gamper (Bora-Hansgrohe), Vinicius Rangel (Movistar), Omar El Gouzi e Luca Rastelli (Bardiani-CSF), Simone Ravanelli (Drone Hopper-Androni), Erik Fetter (Eolo-Kometa), Igor Arrieta (Kern Pharma), Iker Ballarin (Euskaltel-Eusjadi) e Felix Engelhardt (Tirol KTM), 11 uomini tra i quali l’accordo è saltato più o meno subito, non appena De La Cruz ha iniziato a scattare sulla salita di Kartitscher Sattel prima che Bouchard andasse a prendersi il traguardo Gpm ai -112. Di lì a poco gli attaccanti sono stati ripresi e la situazione si è riazzerata. Ai -101 una caduta di gruppo ha coinvolto anche il leader della generale Pello Bilbao (Bahrain-Victorious), per fortuna senza conseguenze.

Ai -80 è partita la seconda fuga della giornata, stavolta a mettersi in marcia erano 15: Sebastián Henao e Fabio Felline (Astana), Andrey Amador e Ben Swift (INEOS Grenadiers), Nicolas Prodhomme (AG2R), Matteo Fabbro e Anton Palzer (Bora), Jonathan Caicedo e Merhawi Kudus (EF Education-EasyPost), Thibaut Pinot (Groupama-FDJ), Omer Goldstein (Israel-Premier Tech), Abner González (Movistar), Natnael Tesfatsion (Drone Hopper), Unai Iribar (Euskaltel) e di nuovo Igor Arrieta. Il più vicino in classifica Tesfatsion, 23esimo a 3’49” da Bilbao, il vantaggio massimo non ha mai superato i 2’20” toccati ai -45, la Bahrain dietro faceva buona guardia affinché il gap dai primi non si facesse esagerato.

Ai -28 Pinot, Goldstein, Swift e Henao hanno accennato un allungo (che ha fatto saltare Felline), al contempo una frustata dei DSM di Bardet ha prodotto un temporaneo frazionamento nel gruppo, si andava forte sia davanti che dietro. Ai -15 il margine per i battistrada era ancora superiore al minuto e mezzo, una nuova accelerazione di Swift, Caicedo, Goldstein e Iribar ha anticipato l’approccio alla salita finale; ai -12 l’israeliano ha ulteriormente allungato sui contrattaccanti chiamando la reazione di Caicedo; i due son rimasti soli al comando per un paio di chilometri, poi hanno subito il ritorno di Tesfatsion, Pinot, Henao, Arrieta e Fabbro, ma subito Pinot è ripartito a propria volta a 10 dalla vetta. Goldstein gli ha resistito per un po’, ma all’ennesima sferzata il francese se n’è andato da solo, con 50″ di vantaggio sul gruppo.

Il plotone – nel mentre che Mikel Bizkarra (Eusktaltel) tentava una sortita – è andato a riprendere tutti gli intercalati, ma 35″ di margine ai -5 rappresentavano ancora un margine in cui credere per Thibaut. Ma tra il capitano Groupama e il sogno di tornare al successo si è messo l’attacco di Miguel Ángel López (Astana) a 4.5 km dal traguardo. Il colombiano ha fatto il vuoto, alle sue spalle gli uomini di classifica hanno tentato di reagire ma si sono più ingolfati sul trovare un accordo che altro; ai -3 a Pinot restavano 20″ su MAL, ai -2 eravamo scesi a 10″, ormai la lepre era nel mirino López si è gestito sentendosi superiore, ha tardato a rientrare e allora all’ultimo chilometro è stato il transalpino ad attendere l’avversario, pensando forse conveniente provare a giocarsela in una sorta di volata finale. Solo che Superman non gliene ha dato la possibilità, dato che appena rientrato s’è involato e tanti saluti.

Al traguardo Miguel Ángel ha preceduto Thibaut di 6″, a 15″ è arrivato il drappello dei big con Bardet che ha preceduto Bilbao, Felix Gall (AG2R), Sean Quinn (EF), Santiago Buitrago e Mikel Landa (Bahrain), Thymen Arensman (DSM), Attila Valter (Groupama), Einer Rubio (Movistar), Niklas Eg (Uno-X), Pavel Sivakov (INEOS), Michael Storer (Groupama), Joe Dombrowski (Astana) e Richie Porte (INEOS); Hugh Carthy (EF) ha perso 31″, Lenny Martinez (Groupama), Cian Uijtdebroeks (Bora), Hermann Pernsteiner (Bahrain) e Bizkarra hanno pagato 39″.

La nuova generale vede Bardet avvicinare Bilbao grazie all’abbuono di 4″ preso all’arrivo: sono solo due i secondi che separano ora Pello e Romain. Seguono a 12″ Valter, a 16″ Gall, Sivakov, Rubio, Arensman, Buitrago, Porte e Storer, Landa è 11esimo a 20″, Pernsteiner e Martinez pagano 44″, Quinn ed Eddie Dunbar (INEOS) 55″, Carthy 1’11”. Domani grande resa di conti nella Lienz-Lienz, quinta e ultima tappa del TotA 2022, 115.9 km con il muro di Stronach a vestire i panni di giudice finale (svetta a 9 km dal traguardo), sempre se le salite precedenti (doppio Bannberg da due versanti distinti e Oberassling) non avranno già indirizzato in qualche modo la corsa. Anche l’arrivo è posto su una rampetta, hai visto mai che – dati i distacchi risicati in classifica – si debba sprintare fino all’ultimo metro per vincere la corsa.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile