Giro d’Italia 2022 – Analisi del percorso

Prende il via la Corsa Rosa, con partenza dall’Ungheria e arrivo a Verona dopo tante (forse troppe) salite, ma poche tappe da capogiro. Scopriamolo anche con l’ausilio di alcuni filmati prodotti dalla nostra redazione

Il Giro assume quest’anno un disegno insolito, che si nasconde eccessivamente dietro proclami di durezza mai vista, insomma il classico dito a cui mirano gli stolti. Risulta effettivamente il Giro con il maggior numero di metri di dislivello mai visto ultimamente (sicuramente dal 2000 in poi), ma il problema è il modo in cui questo dislivello viene accumulato e soprattutto l’assenza di un bilanciamento a cronometro come fu nel 2020 (poco dislivello in meno ma 65 km a cronometro). Contro le lancette si percorreranno a malapena 26.6 km, divisi in due prove peraltro molto tecniche e anche altimetricamente impegnative. Se già questo fattore di squilibrio rischia di assopire il gruppo e favorire il greggismo, la situazione è peggiorata da tappe di montagna in cui la salita più impegnativa è quasi sempre quella finale. Vale comunque la pena di sottolineare come resti di gran lunga il GT più impegnativo ed integrante dell’anno e che vista la nuova tendenza garibaldina del gruppo può comunque animarsi più di quanto ci si possa aspettare. Insomma, il Giro è sempre il Giro. (A cura di Francesco Dani)

Le tappe

Venerdì 06/05 - 1a tappa: Budapest - Visegrád (195 km)

Partenza: Budapest ore 12.40
Arrivo: Visegrád ore 17.00-17.30

Sprint: Székesfehérvár km 75.3, Esztergom km 167.5
Gpm: Visegrád (Arrivo-338 m-4a cat.) km 195.0

Analisi del percorso: Il Giro si apre con un arrivo in salita, evento raro che non si verificava dal 1965, quando il traguardo fu posto nel centro di Perugia. Ovviamente è un’etichetta poco più che formale, in cui per arrivo in salita si intende una volata anomala che si svolge su un’asperità di circa 5 km al 5%. Rimane apprezzabilissimo il tentativo di rompere lo schema classico scegliendo un genere di avvio che abbiamo visto più volte al Tour de France agli ultimi anni. Da sottolineare come la tappa sia molto lunga (se sommiamo anche il trasferimento sono quasi 210 km) e comunque lievemente ondulata per tutta la sua durata.

Sabato 07/05 - 2a tappa: Budapest - Budapest (Cronometro-8.6 km)

Partenza: Budapest ore 14.00 (Partenza primo corridore)
Arrivo: Budapest ore 17.10 circa (Arrivo ultimo corridore)

Gpm: Budapest (Arrivo-172 m-4a cat.) km 9.2

Analisi del percorso: La maglia rosa potrebbe cambiare subito (ma anche rimanere la stessa) grazie alla cronometro, esattamente identica a quella prevista per il 2020, quando però doveva aprire il Giro come prima tappa. La struttura è abbastanza simile alla Bologna – San Luca del 2019, con una prima parte pianeggiante e una breve salita impegnativa in chiusura: l’ascesa al Castello di Buda è senza dubbio più semplice del San Luca, però per controparte i km pianeggianti sono molto più tecnici da un punto di vista planimetrica. Per questi motivi non è una cronometro destinata agli specialisti, che potrebbe favorire alcuni dei corridori esplosivi giunti nelle prime posizioni a Visegrad.

Domenica 08/05 - 3a tappa: Kaposvár - Balatonfüred (201 km)

Partenza: Kaposvár ore 12.40
Arrivo: Balatonfüred ore 17.00-17.00

Sprint: Nagykanizsa km 114, Badacsony km 175.1
Gpm: Tihany (174 m-4a cat.) km 188.4

Analisi del percorso: Si tratta di una lunga tappa di trasferimento che chiude la trasferta ungherese. Punte focale visivo, ma non tecnico, di questa giornata sarà il gigantesco Lago Balaton, sulle cui rive si svolgerà tutto il finale di tappa. Punto chiave sarà il passaggio sul promontorio di Tihany: la salita verso il GPM posto di fronte all’abbazia non è assolutamente impegnativo, ma il rientro sul lungo lago è piuttosto tortuoso, motivo per cui questo tratto rappresenta nel suo complesso una fase decisiva per l’organizzazione dello sprint in vista dei lunghi viali privi di curve degli ultimissimi km.

Martedì 10/05 - 4a tappa: Avola - Etna-Nicolosi (172 km)

Partenza: Avola ore 12.35
Arrivo: Etna (Rif. Sapienza) ore 16.55-17.35

Sprint: Paternò km 136.5, Biancavilla km 148.1
Gpm: Etna (Arrivo-1892 m-1a cat.) km 172.0

Analisi del percorso: Siamo al quarto giorno di corsa ma è già momento di grandi sfide. Appena sbarcati in Italia approfittando del giorno di riposo, bisognerà già essere predisposti allo schiaffone portato in corsa dall’Etna, ormai un appuntamento classico soprattutto dopo le partenze dall’estero.La tappa prevede salite pedalabili nella prima parte, tra cui spicca il non segnalato Monte Lauro intorno al km 55, la vetta più alta dei Monti Iblei. In ogni caso tutto è destinato a decidersi sulla lunga ascesa finale, affrontata da un versante irregolare, che combacia in parte con quello del 2018 (quando però l’arrivo era posto più in basso, presso l’Osservatorio astronomico). L’Etna non ha mai fatto grandi differenze negli ultimi anni, nemmeno su versanti più impegnativi di questo. Tutto dipende da quanto gli scalatori abbiano voglia di stuzzicarsi e un po’ anche dal vento che spesso picchia forte sulle pendici del vulcano.

Mercoledì 11/05 - 5a tappa: Catania - Messina (174 km)

Partenza: Catania ore 11.45
Arrivo: Messina ore 15.45-16.15

Sprint: Francavilla di Sicilia km 55.7, Villafranca Tirrena km 136.7
Gpm: Portella Mandrazzi (1125 m-2a cat.) km 75.3

Analisi del percorso: Tappa molto simile a quella di Villafranca Tirrena del 2020, in cui la Portella Mandrazzi allungò il gruppo ma non mise in difficoltà quasi nessuno dei possibili favoriti per il successo di tappa. Con l’arrivo spostato a Messina ci sarà ancora più pianura dopo il termine della discesa, ma non per questo la salita, che comunque è classificata di 2a categoria, deve per forza essere superata senza produrre alcun effetto, così come la successiva discesa, veloce ma insidiosa. Il finale è lievemente ondulato, ma si svolge su lunghi viali che rendono facile il lavoro delle squadre dei velocisti. Il rettilineo finale di 800 metri è in leggera discesa, motivo per cui sarà una volata velocissima dove si può anche rischiare di anticipare un po’.

Giovedì 12/05 - 6a tappa: Palmi - Scalea (Riviera dei Cedri) (192 km)

Partenza: Palmi ore 12.50
Arrivo: Scalea ore 17.00-17.30

Sprint: Vibo Valentia km 40.6, Guardia Piemontese Marina km 147.7
Gpm: Aeroporto L.Razza (515 m-4a cat.) km34.5

Analisi del percorso: Altra lunga tappa di trasferimento lungo la costa tirrenica della Calabria. In avvio di tappa è posta la lunga facile salita verso Vibo Valentia che non dovrebbe spaventare i velocisti, così come le lievi ondulazioni poste più avanti. Gli sprinter non possono farsi sfuggire questa occasione, visti anche gli ultimi km completamente rettilinei che non lasciano spazio a nessuna variante: chi ha il treno più forte sta davanti; chi è più veloce vince.

Venerdì 13/05 - 7a tappa: Diamante - Potenza (196 km)

Partenza: Diamante ore 11.55
Arrivo: Potenza ore 16.55-17.35

Sprint: Viggiano km 126.0, Potenza Centro km 189.0
Gpm: Passo Colla (594 m-3a cat.) km 45.6, Monte Sirino (1402 m-1a cat.) km 90.1, Montagna Grande di Viggiano (1405 m-2a cat.) km 135.6, La Sellata (1255-3a cat.) km 172.2

Analisi del percorso: E’ il momento del primo dei due tapponi appenninici che chiudono la prima settimana. Da Diamante a Potenza si sprecano le salite, spesso anche con pendenze impegnative. Siamo solo ad inizio Giro, la classifica è corta e nessuno ha bisogno di ribaltare la situazione attaccando da lontano. Ma è una tappa disegnata stupendamente dove se qualcuno si svegliasse col piede giusto lo spettacolo sarebbe garantito. Più plausibilmente assisteremo ad una giornata da fughe, in attesa del Blockhaus di Domenica. Per maggiori dettagli suggeriamo la visione del video qui sotto.

Sabato 14/05 - 8a tappa: Napoli - Napoli (153 km)

Partenza: Napoli ore 13.40
Arrivo: Napoli ore 17.00-17.30

Sprint: Lago Patria km 37.4, Bacoli km 115.7
Gpm: Monte di Procida (128 m-4a cat.) km 118.7

Analisi del percorso: Questa tappa è un vero e proprio esperimento, del tutto inedito: un circuito nervoso ripetuto più volte che lascia decisamente poco respiro. Si sale subito verso Posillipo e i Campi Flegrei, per poi arrivare sostanzialmente in pianura fino al km 45. Qui è il momento del primo “muro” (si può dire visto l’aspetto fiammingo di tutta la tappa) che porta sotto l’Arco Felice con anche un breve tratto di selciato romano. Quindi si entra nel circuito sulle sponde di Lago Lucino: si susseguono un paio di strappi che portano prima a Baia e poi a Bacoli; quindi la salita più evidente, i 2.1 km al 6% verso Monte di Procida; poi dopo alcuni km di pianura e una breve discesa si sale il muro di Via Petronio di circa 700 metri al 10% per poi tornare a Lago Lucino. Il circuito di 19 km viene ripetuto 4 volte e se ne esce quando mancano circa 25 km al traguardo, anche questi tutt’altro che semplici: da Pozzuoli si sale alla Solfatara con circa 2.5 km al 4\5%; una discesa frastagliata da tratti in contropendenza porta a Bagnoli dove inizia la salita verso la collina di Posillipo di 3.3 km al 4.7% di media, ma divisa in due tronconi con pendenze anche al 7\8%. In cima mancano soltanto 7 km, con i primi 4 di discesa tecnica e gli ultimi 3 completamente pianeggianti.

Domenica 15/05 - 9a tappa: Isernia - Blockhaus (191 km)

Partenza: Isernia ore 11.45
Arrivo: Blockhaus ore 16.50-17.40

Sprint: Celano km 121.9, Rocca di Cambio km 150.1
Gpm: Valico del Macerone (684 m-3a cat.) km 4.2, Rionero Sannitico (1032 m-2a cat.) km 17.8, Roccaraso (1254 m-2a cat.) km 37.6, Passo Lanciano (1310 m-1a cat.) km 147.7, Blockhaus (Arrivo-1665 m-1a cat.) km 191.0

Analisi del percorso: Il secondo weekend non lascia veramente tregua e mette in sequenza due tapponi appenninici separati da un trabocchetto grosso quanto un cratere come la tappa di Napoli. Paradossalmente sarebbe stato un bellissimo gran finale, invece servirà a scompaginare le carte alla fine della prima settimana. Circa 4700 metri di dislivello in 191 km, salendo la storica triade Macerone-RioneroSannitico-Roccaraso in partenza, creando sicuramente confusione e favorendo l’avvio di fughe tanto numerose quanto pericolose. Di pianura ce ne sarà pochissima per tutta la tappa lasciando pochissimo spazio per inseguire eventuali attacchi. L’unica grande pecca è salire il versante più duro al traguardo, rischiando così che tutto si riduca ad una lotta di pochi km sulla salita finale. In ogni caso il Blockhaus da Roccamorice fu in grado di fare grandi distacchi anche come unipuerto nel 2018, motivo per cui su un disegno così diverso potrebbe regalare spettacolo. E’ a tutti gli effetti una delle tappe più dure del Giro (probabilmente la seconda dopo l’Aprica).

Martedì 17/05 - 10a tappa: Pescara - Jesi (196 km)

Partenza: Pescara ore 12.40
Arrivo: Jesi ore 17-17.30

Sprint: Civitanova Marke km 99.4, Filottrano km 153.6
Gpm: Crocette di Montecosaro (226 m-4a cat.) km 110.8, Recanati (284 m-4a cat.) km 126.3, Monsano (205 m-4a cat.) km 187.5

Analisi del percorso: Tappa marchigiana, ma non propriamente tappa di muri, anche se ondulata ed insidiosa. I primi 100 km sono completamente pianeggianti, mentre la novantina restante è invece un costante su e giù; tuttavia le rampe più impegnative (soprattutto il lungo muro verso Recanati) son distanti dal traguardo. Va detto però che l’arrivo è praticamente al termine di una discesa, quindi la volata può assolutamente essere scongiurata. Per completare il contenuto del filmato ci limitiamo a riportare l’elenco delle salite con i relativi dati: Crocette di Montecosaro (8.2 km al 2.7%, max 13%); Bv. per Montelupone (1.8 km al 6%); Recanati (3.4 km al 6.9%, max 18%); Filottrano (3 km al 4%, più altri 800 mt al 7% per arrivare al traguardo volante); Collina (1.2 km al 7.1%, max 15%); Mazzangrugno (1.5 km al 6%); Monsano (4.1 km al 4.2%, max 11%).

Mercoledì 18/05 - 11a tappa: Santarcangelo di Romagna - Reggio Emilia (203 km)

Partenza: Santarcangelo di Romagna ore 12.30
Arrivo: Reggio Emilia ore 17-17.30

Sprint: Toscanella di Dozza km 76.4, San Giovanni in Persiceto km 126.7

Analisi del percorso: Qualcuno ha detto biliardo? 203 km completamente pianeggianti serviranno soltanto a spostarci verso ovest, approfittandone per ricordare le vittime del terremoto del 2012, di cui ricorre il ventennale, ed offrire ai velocisti una delle ultime occasioni per giocarsi il successo di tappa.

Giovedì 19/05 - 12a tappa: Parma - Genova (204 km)

Partenza: Parma ore 12.05
Arrivo: Genova ore 16.55-17.30

Sprint: Borgo Val di Taro km 56.9, Ferrada km 134.9
Gpm: Passo del Bocco (957 m-3a cat.) km 97.6, La Colletta (615 m-2a cat.) km 151.7, Valico di Trensasco (392 m-3a cat.) km 173.4

Analisi del percorso: Il disegno originale presento a fine 2021 era sicuramente molto più stuzzicante, nonché determinante per la classifica generale. Adesso la tappa, modificata, allungata e addolcita per poter transitare sul Ponte San Giorgio in vista del traguardo, sembra disegnata appositamente per le fughe. Vengono comunque percorse strade insidiose dove inventarsi qualcosa non è impossibile, sia in salita sia in discesa. Molto potrebbe dipendere anche dalla lotta per la maglia ciclamino che potrebbe qualcuno a tenere la corsa chiusa e sgranare il gruppo prima della volata. Sicuramente bisogna fare attenzione a non sottovalutarla.

Venerdì 20/05 - 13a tappa: Sanremo - Cuneo (198 km)

Partenza: Sanremo ore 13.35
Arrivo: Cuneo ore 17.00-17.30

Sprint: Pieve di Teco km 43.7, San Michele di Mondovì km 112.0

Analisi del percorso: Ultimo giorno di trasferimento prima di entrare nella fase decisiva di questo Giro d’Italia. Rispetto alla tappa precedente questa è per velocisti ma potrebbe essere invitante per la stessa tipologia di corridori, magari interessati a tagliare fuori i velocisti più puri salendo il Col di Nava, o anche semplicemente appesantendo loro le gambe in vista del finale, esso stesso molto complicato: tutto all’insù e pure con un po’ di lastricato.

Sabato 21/05 - 14a tappa: Santena - Torino (147 km)

Partenza: Santena ore 13.15
Arrivo: Torino ore 17.00-17.30

Sprint: Torino (Monumento Fausto Coppi) km 76.2, Parco del Nobile km 142.5
Gpm: Il Pilonetto (567 m-3a cat.) km 43.3, Superga-Bric del Duca (655 m-2a cat.) km 83.2, Colle della Maddalena (698 m-2a cat.) km 98.7, Superga-Bric del Duca (655 m-2a cat.) km 119.7, Colle della Maddalena (698 m-2a cat.) km 135.2

Analisi del percorso: Giornata dove potrebbe succedere tutto, vista la tipologia di percorso del tutto inedita, concepita similmente alla tappa di Napoli, ma passando dalle Fiandre al Lombardia come tipologie di salite. Specialmente gli ultimi 110 km sono un continuo susseguirsi di salite molto ripide e discese insidiose, che può produrre in ogni momento azioni decisive difficili da tamponare: è quasi del tutto assente il terreno per inseguire. Volendo si può impostare la strategia di gara sul tutti contro tutti e far volare minuti. Ad ogni modo teniamo sempre presente il rischio di veder arrivare la fuga del mattino e una lotta più risicata tra gli uomini di classifica, ma solo perché a giocare col fuoco si rischia di scottarsi. Tutto dipende da un unico punto interrogativo: il fatto che il giorno dopo venga percorsa la prima tappa alpina. Questo abbinamento susciterà attendismo? Oppure, viceversa, la tappa di Torino essendo ben disegnata viene sfruttata, indurendo così la seguente tappa valdostana? Lo scopriremo solo vivendo.

Domenica 22/05 - 15a tappa: Rivarolo Canavese - Cogne (177 km)

Partenza: Rivarolo Canavese ore 12.25
Arrivo: Cogne ore 16.55-17.35

Sprint: Pollein km 90.2, Cogne-Centro km 173.8
Gpm: Pila-Les Fleurs (1421 m-1a cat.) km 104.7, Verrogne (1582 m-1a cat.) km 136.9, Cogne (Arrivo-1611 m-2a cat.) km 177.0

Analisi del percorso: In programma sono 177 km esigenti fin dall’ingresso in Vallée. Dopo circa 90 km inizia la prima vera ascesa, quella verso Pila (scollinamento in località Les Fleurs) di oltre 12 km con una media del 7% e alcuni tratti in doppia cifra; segue la salita di Verrogne, la più impegnativa, di quasi 14 km con una media poco superiore al 7% e un tratto centrale di 6.5 km all’8.4%. Lo scollinamento avviene a 40 km dal traguardo ed è seguito da una discesa piuttosto tecnica di quasi 15 km. Forse la 15esima tappa giunge ancora troppo presto per poter vedere attacchi a lunga gittata, ma è l’unica tappa di alta montagna di questo Giro che non finisce sulla salita più impegnativa, di conseguenza la speranza è che qualcuno sia interessato a fare corsa dura da lontano – certo è che l’assenza di cronometro non aiuta – per creare distacchi più ampi sull’ultima ascesa di 22.4 km al 4.3%. I numeri sono però falsati dal lunghissimo falsopiano finale (gli ultimi 12 km presentano una media intorno al 3%) preceduto da un paio di tratti di salita vera, elemento che aiuta senza dubbio gli eventuali attaccanti.

Martedì 24/05 - 16a tappa: Salò - Aprica (202 km)

Partenza: Salò ore 11.15
Arrivo: Aprica ore 16.45-17.40

Sprint: Edolo km 112.6, Teglio km 172.0
Gpm: Goletto di Cadino (1938 m-1a cat.) km 59.2, Passo del Mortirolo (1854 m-1a cat.) km 129.9, Valico di Santa Cristina (1448 m-1a cat.) km 195.8

Analisi del percorso: Come di consueto, all’ultimo giorno di riposo fa seguito una tappa di alta montagna. Ed in effetti la 16esima tappa è la più dura del 2022, con salite distribuite su tutto il percorso e un dislivello complessivo poco inferiore ai 5000 metri. Tuttavia anche questa volta la salita più impegnativa sarà l’ultima, elemento che non favorisce gli attacchi a lunga gittata, considerando sempre che non ci saranno cronometro serie che possano spaventare gli scalatori. È anche l’unica tappa di montagna a raggiungere i 200 km (grave difetto del percorso 2022): la distanza si ferma a quota 202, anche se non vanno sottovalutati i 9 km di trasferimento in leggera salita che vengono a tutti gli effetti pedalati. Si inizia a salire concretamente dopo 30 km scarsi, verso il Goletto di Cadino (fratello siamese del più noto Passo Crocedomini). Chi avesse voglia di far esplodere la corsa già qui avrebbe due buoni motivi per farlo: innanzitutto la salita – con i suoi 30 km al 5% – è lunga, irregolare (dietro la pendenza media si nascondono molteplici tratti in leggera discesa, controbilanciati da rampe in doppia cifra) ed asfissiante; in seconda istanza i circa 22 km di discesa sono assolutamente tecnici e si prestano a creare ulteriore scompiglio in un gruppo già selezionato. Sicuramente sarà importante in questo caso avere dei punti di appoggio per superare il fondovalle di quasi 30 km che porta ai piedi del Mortirolo, scalato però dal più facile versante di Monno: rimane in ogni caso una salita da temere, ufficialmente di 12.6 km al 7.6% (la strada sale in verità da almeno altri 5 km) e con molti tratti in doppia cifra, soprattutto negli ultimi 2 km. Da un punto di vista tattico valgono le stesse osservazioni fatte per il Goletto di Cadino: la salita è impegnativa e la discesa è ipertecnica; inoltre siamo molto più vicini al traguardo. Stavolta il fondovalle è più corto (circa 23 km) nonché costantemente in discesa, quindi sicuramente meno temibile. In caso di gruppo compatto ci sarà ancora spazio per fare selezione sulle ultime due ascese verso il traguardo volante di Teglio (5.6 km all’8.2%; max 15%) e verso il valico di Santa Cristina: quest’ultimo consta ufficialmente di 13.5 km all’8% (in verità i primi 1300 metri sono pressoché pianeggianti) e soprattutto dell’ultimo tratto (in comune con la celeberrima tappa di Pantani) di 6.6 km al 10.1%. Lo scollinamento avverrà a soli 6 km dal traguardo, quasi tutti su discesa ancora una volta tecnica, eccetto gli ultimi 1300 metri in lieve ascesa.

Mercoledì 25/05 - 17a tappa: Ponte di Legno - Lavarone (168 km)

Partenza: Ponte di Legno ore 12.40
Arrivo: Lavarone ore 16.55-17.35

Sprint: Pergine Valsugana km 121.8, Caldonazzo km 149.9
Gpm: Giovo (615 m-3a cat.) km 85.8, Passo del Vetriolo (1383 m-1a cat.) km 134.3, Monterovere (1261 m-1a cat.) km 160.1

Analisi del percorso: Si riparte da Ponte di Legno con una tappa più morbida, ma che tutto sommato sfrutta bene il territorio: la partenza in salita verso il Tonale è l’occasione di fuoriuscita per fughe di qualità, a cui fanno seguito un ritmo alto e, talvolta, vittime che accusano le fatiche del giorno prima. Nonostante ci sia molto spazio prima delle salite decisive, di fatto non c’è pianura, eccetto qualche tratto in Anaunia; in particolare dal km 80 comincia un tratto di montagne russe, inaugurato dall’evocativa salita verso Giovo (con immancabile transito a Palù), che può essere scenario di imboscate imprevedibili ed impreviste. Una quarantina di km “ignoranti” ci portano ai piedi del Passo del Vetriolo (11.8 km al 7.8%), salita regolare ma cattiva, di quelle perfette per la tipica “cotta” della terza settimana. Un preambolo al vetriolo (pessima battuta a cui non ci potevamo sottrarre) in vista della tremenda ascesa del Menador: 8 km al 10% che in vista dello scollinamento impennano fino al 15%. A creare più interesse e favorire l’ampliamento dei distacchi ci pensano gli 8 km verso il traguardo di Lavarone, fatti di falsopiani e brevi discese. Il dislivello complessivo è alla fine di poco superiore ai 3000 metri.

Giovedì 26/05 - 18a tappa: Borgo Valsugana - Treviso (152 km)

Partenza: Borgo Valsugana ore 13.50
Arrivo: Treviso ore 17.00-17.25

Sprint: Valdobbiadene km 72.9, Susegana km 116.7
Gpm: Scale di Primolano (350 m-4a cat.) km 24.8, Muro di Ca’ del Poggio (242 m-4a cat.) km 102.3

Analisi del percorso: È il momento dell’ultima occasione per i velocisti, anche in questo caso con una tappa ricca di insidie che possono ostacolare gli sprinter più puri ed eventualmente favorire la fuga del mattino. In particolare si dovrà fare attenzione al transito dal Muro di Ca’ del Poggio, posto a 48 km dal traguardo di Treviso, di cui gli ultimi 40 sono totalmente pianeggianti. Maggiori dettagli sul finale di tappa sono riportati nel filmato.

Venerdì 27/05 - 19a tappa: Marano Lagunare - Santuario di Castelmonte (176 km)

Partenza: Marano Lagunare ore 12.25
Arrivo: Santuario di Castelmonte ore 16.55-17.35

Sprint: Buja km 55.8, Cividale del Friuli km 168.4
Gpm: Villanova Grotte (641 m-3a cat.) km 74.9, Passo di Tanamea (870 m-3a cat.) km 94.3, Kolovrat (1145 m-1a cat.) km 134.6, Santuario di Castelmonte (Arrivo-612 m-2a cat.) km 178

Analisi del percorso: Siamo lontani dalle grandi montagne, tanto che la tappa è ufficialmente etichetta di media montagna, ma forse è quella che si presta maggiormente ad attaccare da lontano e ribaltare la classifica. Negli ultimi 110 km si sommano circa 2500 metri di dislivello. Si sale prima per circa 4 km al 7% verso Villanova Grotte, quindi per 9 km al 5.5% verso il Passo di Tanamea, che ci porta in Slovenia. Dopo un esigente fondovalle fatto di strappi e discese inizia la salita chiave di questa tappa: il Kolovrat è lungo 10.3 km, presenta una media del 9.2%, con quest’ultima falsata da un breve tratto di respiro. I primi 4 km sfiorano una media dell’11%. Si scollina a 43 km dal traguardo, mentre la discesa (ancora una volta tecnica) termina poco prima dei -20. Una quindicina scarsa di km pianeggianti porteranno ai piedi della salita finale: sono circa 7 km al 6.7%, ma spezzati da una breve discesa che anticipa gli ultimi 4 km all’8% con punte del 14%.

Sabato 28/05 - 20a tappa: Belluno - Marmolada-Passo Fedaia (168 km)

Partenza: Belluno ore 12.25
Arrivo: Passo Fedaia ore 16.55-17.35

Sprint: Cencenighe Agordino km 63.5, Malga Ciapela km 162.5
Gpm: Passo San Pellegrino (1918 m-1a cat.) km 81.9, Passo Pordoi (2239 m-Cima Coppi) km 123.4, Passo Fedaia (Arrivo-2057 m-1a cat.) km 168

Analisi del percorso: E’ il momento della finale “tappina dolomitica”, ovvero il triste format che chiude questo Giro, vera nota dolente di tutto il percorso. Il Giro si deciderà in una tappa di 168 km che termina in vetta al Passo Fedaia. Già di per sé questo è un dato che sconsiglia gli attacchi da lontano visto che si arriva su una delle salite più dure di tutto l’arco alpino e senz’altro la più dura di questa tappa. Dobbiamo confidare quindi nella stanchezza accumulata durante le tre settimane (che comunque sarà tanta come da tradizione) e nell’ardore di qualche attaccante che vuole ribaltare la classifica. Il momento per provarci è il Passo San Pellegrino, 18.5 km al 6.2%, con 6 km al 9% a ridosso dello scollinamento, posto a 85 km dal traguardo. Se la situazione dovesse portare i big a scollinare già sparpagliati allora ci sarebbe spazio per vedere colpi di scena sulla successiva scalata al Pordoi (11.8 km al 6.6%), Cima Coppi della prossima edizione, e, ovviamente, sulla salita finale di 14 km al 7.6%, celeberrima per il “drittone” di Malga Ciapela: gli ultimi 6 km presentano una media dell’11%. Purtroppo dobbiamo sperare che siano già saltati tutti per aria, perché il traguardo posto in cima non concede spazio per rilanciare ed ampliare i distacchi.

Domenica 29/05 - 21a tappa: Verona - Verona (Cronometro-17.4 km)

Partenza: Verona ore 13.55 circa (Partenza primo corridore)
Arrivo: Verona ore 17.10 circa (Arrivo ultimo corridore)

Analisi del percorso: Il Giro si chiude con questa breve cronometro veronese, pressoché identica a quella del 2019, con salita alle Torricelle (4.6 km al 5.1%) e arrivo all’Arena. Quasi sicuramente si tratterà soltanto di una formalità, a meno che tra i primi non ci siano distacchi di pochi secondi. Infatti una prova di questo tipo, planimetricamente molto tecnica, e perlopiù divisa fra salita e discesa non consente sicuramente agli specialisti delle lancette di recuperare molto terreno sugli scalatori.

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