Juan Pedro Lopez in maglia rosa @ RCS Sport
Juan Pedro Lopez in maglia rosa @ RCS Sport

“Idda” ha emesso le prime sentenze

Il borsino dei favoriti: compare oggi la categoria “fuorigioco”, più che mai obbligata dopo il clamoroso ritiro di Miguel Angel Lopez e la crisi di Tom Dumoulin; occhio adesso all’altro Lopez, Juan Pedro, potenziale sorpresa

IN SALITA

Juan Pedro Lopez 
Anche oggi cominciamo dal vincitore di tappa. Qualcuno storcerà il naso, dal momento che si è trattato di un fuggitivo della prima ora, ma la verità è che la fuga che si è giocata il successo di tappa aveva tanta qualità al suo interno e il buon Juan Pedro era una dei pezzi più pregiati. Ci basti far notare che ha chiuso l’ultima edizione della Vuelta in 13a posizione e che poche settimane fa ha terminato all’11° posto il Giro dei Paesi Baschi, giungendo 8° nella tappa regina. Inoltre veste pure la maglia bianca. Insomma, chi lo costringe a mollare subito la presa?

Richard Carapaz
Oggi è stato lui a fare il bello e il cattivo tempo, gestendo il treno INEOS Grenadiers lungo tutta l’ascesa e mietendo le prime importanti vittime tra i big. Come ulteriore segnale ha sprintato con una certa veemenza sul rettileo finale, mettendo in fila tutto il gruppetto, seppur senza mangiare secondi. La personalità non gli è mai mancata e oggi lo ha dimostrando, fugando i pochi dubbi emersi con la cronometro. La formazione britannica può ancora contare anche su Richie Porte, mentre ha perso terreno (quasi 1′) nel finale Pavel Sivakov.

Wilco Kelderman
Rimane tra i big in crescita l’olandese, giunto nel gruppo dei migliori in compagnia anche dei potenziali co-capitani Jai Hindley e Emanuel Buchmann, i quali sembrano essersi lasciati alle spalle i problemi fisici delle ultime settimane. La BORA – hansgrohe a questo si presenta come una delle formazioni più solide e potrebbe permettersi il lusso di scompaginare le carte nelle tappe più impegnative muovendo l’uno o l’altro da lontano e tenendo Kelderman al coperto.

 

STABILI

Romain Bardet
Il migliore tra gli stabili: non ha nulla da invidiare a i nomi già citati e non si trova nella categoria superiore per il semplice fatto di essere legittimamente rimasto coperto e passivo. Quindi rimangono invariate le sue chance per il successo, dopo una tappa dove comunque non doveva dimostrare niente, in vista di giornate molto più adatte alle sue caratteristiche. E’ comunque un buon segnale il fatto che sia giunto secondo nella volata del gruppo, alle spalle di Carapaz.

Pello Bilbao
Anche il basco consegna il compitino, risultando tra gli uomini più veloci del gruppo dei big. Quindi anche per lui situazione stabile, ma comunque positiva, visto che, tra i grandi nomi, solo Kelderman e Yates lo precedono in classifica.

Mikel Landa
Vale lo stesso ragionamento fatto per gli altri due, visto che è giunto nel gruppo dei migliori rimanendo a ruota senza esporsi. Va comunque segnalato che i due baschi della Bahrain – Victorious sono arrivati in compagnia anche di Santiago Buitrago, uomo utilissimo che potrebbe curare una buona classifica e magari ambire alla maglia bianca.

João Almeida
Per lui non è certo positivo trovarsi ancora una volta qui. Dopo la prestazione non brillantissima a cronometro, oggi non ha dato alcun segnale in senso opposto, se non quello di restare con i migliori. Certo è che pare abbia subito le accelerazioni più violente sfilandosi più volte, dato non incoraggiante soprattutto su una salita che si addiceva abbastanza alle sue caratteristiche. Prima o poi dovrà dimostrare qualcosa, anche perché alla vigilia era uno dei più credibili contendenti al successo finale.

 

IN DISCESA

Simon Yates
Per il momento l’ha scampata, ma certo oggi non si può non ridimensionare il britannico che fino a stamani sembrava l’uomo da battere, soprattutto dopo l’incredibile successo contro il tempo a Budapest. Cade nelle prime fasi di corsa con conseguenze sicuramente non gravi, ma forse comunque relativamente rilevanti. Se da un lato è sua abitudine correre nelle retrovie, oggi ha dato un’impressione di ancora maggiore passività, subendo (almeno secondo quanto ci raccontava Saligari dalla moto) le accelerazioni del treno INEOS. Alla fine non ha perso niente, ma resta adesso da capire se le botte potranno condizionarlo. Per sua fortuna ha due giorni abbastanza semplici per poter recuperare.

Guillaume Martin
Il francese ha più volte ribadito di ambire alla top5 finale di questo Giro. Se ciò fin da subito è sembrato un obiettivo molo ambizioso, dopo questa due giorni lo sembra ancor di più.” Possiamo tranquillamente riportare il giudizio espresso sabato sera, diventato adesso ancor più severo visto che ha perso contatto da un gruppo di circa 20 corridori alla prima vera salita di questo Giro. Le sue possibilità sono adesso riposte nella capacità di infilarsi in qualche fuga “bidone” (nel senso buono del termine) cosa che potrebbe essere nelle corde della sua indole da attaccante.

Vincenzo Nibali
Dopo la cronometro tutti abbiamo un po’ sperato in un ultimo lampo dello Squalo, ma d’altronde se l’Astana si era presentata con Miguel Angel Lopez come capitano un motivo c’era. Si può a questo punto supporre che a Vincenzo sia stato chiesto di fare la cronometro a tutta essendo a conoscenza dei capricci del colombiano, ma ormai la classifica nei GT sembra non sia più alla sua portata. Lo teniamo comunque vivo nel borsino, senza posizionarlo tra i “fuorigioco”, un po’ per rispetto, un po’ perché esattamente come Martin (ma con molta più classe a disposizione) ha ancora la possibilità di prendersi un piazzamento. Ma è certo che se puntasse ai successi parziali come lui ha sempre dichiarato, sarebbe assolutamente sensato.

 

FUORIGIOCO

Miguel Ángel López
Il ritiro di oggi è un’ulteriore pagina che va a comporre il romanzo tragicomico della sua carriera ciclistica. Nonostante non sia stato coinvolto in alcuna caduta, evento già di per sé piuttosto raro, ha comunque abbandonato la corsa in preda ad un dolore alla coscia di cui non si riesce a comprendere l’entità, visto che gli esami medici non avevano fatto emergere alcunché. A questo punto crescono ulteriormente i dubbi già numerosissimi sulla concreta possibilità di vedere Lopez lottare per il successo in un GT.

Tom Dumoulin
Dopo la brillante cronometro di sabato ci avevamo sperato, ma un po’ come era successo a febbraio all’UAE Tour, è subito rimbalzato alle prime pendenze sensibili. Tutti speravamo si potesse concretizzare la favola del suo ritorno in grande spolvero, ma se nelle cronometro e nelle classiche sembra già essere tornato competitivo, le grandi salite sembrano ora più che mai veramente insormontabili per il campione olandese.

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