Un scenario tipico della Volta a Portugal © Volta-Portugal.com
Un scenario tipico della Volta a Portugal © Volta-Portugal.com

La Volta a Portugal riparte dopo il terremoto W52

La formazione del Porto, dominatrice delle ultime 6 edizioni, è stata sospesa dall’UCI in seguito a un’indagine antidoping e non ci sarà. Sarà incertissima quindi la battaglia che si aprirà domani per la successione di Amaro Antunes

Il 4 agosto può iniziare una nuova era alla Volta a Portugal (l’edizione di quest’anno, l’83esima, si svolge dal 4 al 15 agosto): visto che la squadra dominatrice degli ultimi anni e il suo capitano, Amaro Antunes (già vincitore del giro portoghese nel 2020 e 2021) non vi saranno si cercano e si attendono nuovi leader a dare spettacolo sul territorio portoghese. Saranno al via 125 corridori di cui circa la metà lusitani, come le squadre che parteciperanno. Per la classifica saranno decisive come sempre le tappe con arrivo alla Torre in Serra da Estrela e a Senhora da Graça e la cronómetro finale (il 15 agosto, Porto-Vila Nova de Gaia), non mancheranno tuttavia possibilità per gli sprinters: probabili le volate nelle prove con arrivo a Elvas, Castelo Branco, Viseu e Maia.

Tra i possibili favoriti possiamo citare sicuramente l’uruguayano Maurício Moreira, della Glassdrive Q8 Anicolor, classificatosi secondo lo scorso anno, ottimo a cronometro e capace di dare spettacolo in salita. Da tenere sott’occhio lo scalatore Frederico Figueiredo, in ottima forma e vincitore del Troféu Joaquim (per la terza volta consecutiva). Gli altri corridori da tenere in considerazione per la vittoria finale (escludendo possibili sorprese) sono Serghei Țvetcov della Wildlife Generation Pro Cycling e Alejandro Marque, veterano del gruppo e già vincitore della corsa nel 2013.

Una Volta a Portugal che doveva restare memorabile per il primo sconfinamento in Spagna (Badajoz) dopo decenni e che invece si appresta a vivere un’edizione particolare in seguito allo scandalo che ha investito la W52 Porto, la quale non sarà in gara. Un terremoto sportivo che si è abbattuto quando l’UCI, l’Unione Ciclistica Internazionale, pochi giorni fa, ha ritirato la licenza della più importante squadra portoghese, nonché dominatrice delle ultime edizioni del giro lusitano. Un vero e proprio terremoto ciclistico che mina la credibilità di questo sport in Portogallo e che rischia di far sparire questa formazione dal panorama ciclistico nazionale. Ma cosa è successo?

Dieci corridori, due direttori sportivi e due meccanici della W52 Porto, sono stati sospesi per traffico di sostanze illecite e utilizzo di “metodi proibiti”; le informazioni dell’ADoP, l’autorità antidoping del Portogallo, hanno portato l’UCI ha sospendere e a ritirare la licenza della formazione portista, da sei anni consecutivi vincintrice della Volta a Portugal. Tutto questo si deve all’Operação Prova Limpa: la Polizia Giudiziaria, tramite la Direzione Nord, nell’ambito di un’indagine svolta dal Pubblico Ministero – DIAP Regional do Porto, ha svolto un’operazione volta a rilevare metodi vietati e sostanze illecite in grado di alterare i risultati nelle manifestazioni ciclistiche professionistiche. Effettuati due arresti e diverse decine di perquisizioni domiciliari e non domiciliari in varie regioni del territorio nazionale, nei confronti di dirigenti e atleti. E ancora: nel corso delle indagini sono state sequestrate diverse sostanze e strumenti clinici, utilizzati nell’allenamento degli atleti e con un impatto sulla loro performance sportiva.

L’operazione di polizia, che ha coinvolto un totale di circa 120 elementi del Consiglio di Amministrazione del Nord e dei Consigli di Amministrazione del Centro e del Sud, dell’Unità nazionale anticorruzione e dei Dipartimenti investigativi criminali di Braga, Guarda e Vila Real, si è svolta, appunto, anche con la collaborazione dell’Autorità Antidoping del Portogallo. Mentre le indagini continuano, questo terremoto sportivo vede coinvolti alcuni tra i ciclisti più importanti in Portogallo, come ad esempio Jóni Brandão e João Rodrigues, mentre Amaro Antunes non risulta coinvolto nell’operazione ma non parteciperà alla Volta, non potendo così difendere il titolo e tentare la terza vittoria consecutiva nella corsa di casa.

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