Un incredulo Bastien Tronchon esulta sull'arrivo di Villarcayo davanti a Pavel Sivakov © AG2R Citroën Team
Un incredulo Bastien Tronchon esulta sull'arrivo di Villarcayo davanti a Pavel Sivakov © AG2R Citroën Team

Tronchon batte un Sivakov tranchant

Il giovane francese vince la terza tappa della Vuelta a Burgos ma il grande protagonista è il portacolori della Ineos che attacca sul Picón Blanco, stacca tutti i rivali e si prende la leadership. Terzo Valverde, ancora bene Nibali

In questo ciclismo quando ci si attendono spettacolo e bagarre non si rimane quasi mai delusi ed oggi ne abbiamo avuto un’ulteriore conferma. La vittoria di un francese di buone speranze ha addolcito una giornata che già aveva regalato grosse emozioni grazie allo spettacolare Pavel Sivakov, capace di un’azione favolosa e tecnicamente validissima cominciata staccando quasi tutti in salita, tranne un López che non sembra toccato dalle vicende degli ultimi giorni, e proseguita dando la paga ai rivali anche in discesa, terreno che storicamente lo vede un po’ sofferente. Con queste premesse, Sivakov tra finale di Vuelta a Burgos e Vuelta a España avrà tante opportunità per dimostrare e ribadire il suo enorme valore che nelle ultime occasioni era stato messo in dubbio da numerose cadute e alcune controprestazioni inaspettate.

I 156 chilometri che separano la partenza di Quintana Martín Galíndez e l’arrivo di Villarcayo in questa terza frazione della Vuelta a Burgos 2022 mettono a disposizione degli uomini di classifica spazio per azioni scoppiettanti. Quattro i gran premi di montagna presenti, i primi due (Alto de Cereceda e Alto de Retuerta) molto semplici e il terzo, il Picón Blanco (7.8 km al 9%), durissimo, prima dell’Alto de Bocos (2.3 km al 5.5%) a chiudere le difficoltà a 7 chilometri dal traguardo.

Pronti via e iniziano gli scatti per cercare la fuga. I primi a provarci sono Simon Pellaud (Trek-Segafredo) e Oliver Knight (UAE Team Emirates), rapidamente ripresi da un gruppo che non lascia spazio ad altre azioni per i primi 40 chilometri. Solo ai -112 riescono finalmente ad avvantaggiarsi sul plotone Edoardo Affini (Jumbo-Visma), Bastien Tronchon (AG2R Citroën Team), Jesús Ezquerra (Burgos-BH), Joel Nicolau (Caja Rural Seguros RGA) e Vojtech Repa (Equipo Kern Pharma), inseguiti a distanza da Ibai Azurumendi (Euskaltel-Euskadi) ed Edward Ravasi (EOLO Kometa – Cycling Team), i quali riescono a raggiungere i cinque, ma vengono in seguito nuovamente staccati. Dietro, nel gruppo, è la squadra del leader Santiago Buitrago, la Bahrain-Victorious, a gestire l’inseguimento ai fuggitivi lasciando loro non più di 5′.

All’imbocco del Picón Blanco (7.8 km al 9%), ai -44, il vantaggio dei battistrada è di appena tre minuti su un plotone lanciatissimo. Troppo poco per coltivare ambizioni di vittoria parziale. Affini da buon passista abbandona subito la compagnia degli altri quattro prendendosela comoda e poco più tardi, a causa di un’accelerata di Nicolau, anche Ezquerra alza bandiera bianca. In gruppo sulle primissime rampe della salita è Wouter Poels (Bahrain) ad alzare i giri del motore, con a ruota Omar Fraile (Ineos-Grenadiers) e lo stesso Buitrago. L’andatura non è però delle più elevate e così ai -40 Matthews Riccitello (Israel-Premier Tech) allunga tentando di anticipare i migliori, poco prima che inizi il forcing della EF Education-EasyPost grazie al lavoro di Merhawi Kudus. Mille metri più tardi, a 3 km dallo scollinamento, Tao Geoghegan Hart (Ineos), il più propositivo in questi primi tre giorni di gara, scatta in faccia al capitano EF Ruben Guerreiro, trovando la risposta di Vincenzo Nibali (Astana Qazaqstan). Alla ruota del siciliano balzano Pavel Sivakov (Ineos) e Buitrago, il quale trascina con sé tutti gli altri, mentre in fondo perde metri João Almeida (UAE). Ricompattatosi il gruppetto, Sivakov dà una seconda botta alla quale nessuno può reagire. Qualche istante tardi, quando tutti stanno ancora riprendendo fiato, è Miguel Ángel López (Astana) a partire e poi rientrare sul francese del team britannico. I due guadagnano oltre 35″ sugli inseguitori dove è ancora la EF a regolare il ritmo. L’unico che tenta in prima persona di marcare la differenza è Iván Sosa (Movistar), stoppato e costretto a rientrare nei ranghi da Tao.

Al GPM (-36) la situazione è la seguente: in testa Nicolau e Repa, a 15″ Tronchon, a 25″ Sivakov e López e a 1’00” il gruppo, da cui perde contatto a causa di un problema meccanico Guerreiro, rapidamente rientrato successivamente. In discesa si rimescolano le carte, con Tronchon, Sivakov e López che rientrano sui battistrada. I cinque uomini al comando concludono la picchiata (ai -23) con oltre un minuto sul gruppo (di cui fa ancora parte Almeida), in parte rallentato dall’inconveniente del portoghese della EF.  Tuttavia il quintetto non è unito: Repa e López infatti hanno qualche metro di ritardo da Tronchon, Nicolau e Sivakov, il quale decide di non aspettare i due attardati e di tirare dritto con decisione dando mostra di possedere grandi gambe (e di un sensibile miglioramento tecnico in discesa). Il ceco e il colombiano sprofondano a più di 1’00” e vengono ripresi dal gruppo in cui tirano EF (con anche Hugh Carthy al servizio di Guerreiro) e Bora-Hansgrohe con i tre capitani Jai Hindley, Wilco Kelderman ed Emmanuel Buchmann. Nel tratto a salire intorno ai -15 Pavel lascia per strada anche Nicolau mentre Tronchon riesce a seguire la ruota del travolgente atleta della Ineos.

Appena iniziato l’Alto de Bocos (2.3 km al 5.5%) scatta Guerreiro ma Hindley e Kelderman lo riprendono e continuano a menare fino al GPM con un passo alto ma regolare che aveva permesso agli inseguitori di abbassare il gap fino ai 45″ ad inizio salita. Davanti Sivakov tenta di disfarsi della scomoda presenza di Tronchon ma l’alfiere della AG2R resiste strenuamente fino in cima e si guadagna quindi la possibilità di giocarsi la vittoria nella sua prima corsa professionistica della carriera. Lungo la velocissima discesa dall’Alto de Bocos e il successivo tratto in pianura che precede l’arrivo anche Buitrago si impegna a tirare affiancando i Bora e insieme riescono a rosicchiare altri 15″ alla coppia al comando, dove ai -3 per la prima volta anche Tronchon mette la testa davanti.

Sivakov nonostante la fatica continua a picchiare sui pedali fino alla doppia curva che porta sul rettilineo finale. Qui finalmente Bastien Tronchon si può scatenare e andarsi a prendere un successo insperato alla vigilia della corsa; il primo, ovviamente, della sua giovane carriera. Il gruppo dei migliori chiude a 28″ dalla coppia francese e viene regolato, manco a dirlo, da un Alejandro Valverde (Movistar) in ripresa dopo l’incidente di cui era stato vittima poche settimane fa che aveva inficiato la preparazione alla Vuelta del campione murciano. Quarto Guerreiro al fotofinish su Hart, sesto il solido e costante Ilan Van Wilder (Quick-Step Alpha Vinyl Team), settimo Buitrago, ottavo Nibali, nono Kenny Elissonde (Trek) e decimo Esteban Chaves (EF).

Nella classifica generale Sivakov prende il largo: adesso il francese ha 23″ di margine su Buitrago, 26″ sul terzetto composto da Guerreiro, Tao e Hindley e 28″ su tutti gli altri, a partire da Chaves, Nibali, Kelderman, Laurens De Plus (Ineos) e Van Wilder. La quarta tappa da Torresandino a Ciudad Romana de Clunia sarà prevalentemente pianeggiante, ma c’è da fare attenzione agli ultimi chilometri che tendono, seppur leggermente, all’insù.

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