Europei su Strada – Dieci nomi

I favoriti dei Campionati Europei su Strada di Monaco: Paesi Bassi, Belgio e Francia i fari della competizione, l’Italia questa volta potrebbe abdicare

Partenza: Murnau am Staffelsee ore 10.15
Arrivo: Monaco ore 15.30

Analisi del percorso: I 207.9 km che separano la partenza ufficiale dall’arrivo di Monaco non sono di difficile interpretazione. Solamente due le salite presenti nel tracciato: il Kesselberg, lungo poco più di 5 chilometri con pendenze blande e molto distante dal traguardo e l’Eurasburg, un muro di un chilometro al 10% che precede di una quarantina di chilometri l’entrata nel circuito cittadino. Nel finale sono previsti cinque giri da 13 km quasi totalmente pianeggianti. Un percorso nel complesso da velocisti che dovrebbe garantire con quasi assoluta certezza la volata per assegnare il titolo di campione europeo.

1.Fabio Jakobsen

Il velocista più forte al mondo si presenta ai nastri di partenza di questa rassegna europea con i favori del pronostico, supportato da una nazionale che ruoterà interamente intorno a lui e al suo sprint. Dopo il Tour ha tenuto alta la condizione correndo (e vincendo) svariati criterium insieme al suo apripista Danny van Poppel (Bora).

2.Tim Merlier

Dopo il titolo belga che aveva dato vigore ad una stagione in cui mancavano gli importanti acuti a Giro e Tour, per il portacolori della Alpecin si presenta una seconda opportunità di medaglia su un percorso perfetto per le sue doti da sprinter. Tim è forse l’unico che può permettersi di non temere un testa a testa con Jakobsen, ma il Belgio porta in Germania una formazione ricca di alternative e pronta ad ogni scenario tattico.

3.Arnaud Démare

La Francia farà ancora una volta scudo attorno al proprio capitano assoluto, ma a seconda della versione di Démare che ammireremo all’opera il risultato potrebbe cambiare. Arnaud, infatti, è tra i velocisti più incostanti del gruppo e non è raro vedergli saltare qualche sprint a causa del cattivo posizionamento, ma, quando gli gira bene, è temibilissimo anche per i vari Ewan, Groenewegen e Jakobsen, i quali generalmente vantano punte di velocità superiori a quelle del francese. I transalpini in ogni caso schierano al via seconde punte di assoluto livello che possono rendersi utili sia in caso di sprint di gruppo sia nel caso qualcuno decida di anticipare la volata in un drappello più scarno.

4.Mads Pedersen

Dopo il Tour il bomber danese andrà anche alla Vuelta (tutto in funzione di Wollongong) ma prima lo attende questo campionato europeo. Difficilmente potrà spuntarla in una semplice volatona dopo una corsa blanda, ma se le micce dovessero accendersi da lontano allora occhio anche Mads, uno che non si fa certo tradire dai nervi e che a intelligenza tattica è tra i migliori del ciclismo.

5.Alexander Kristoff

Dopo il Tour Kristoff ha cambiato marcia e si è immedesimato nel suo classico ruolo di cagnaccio caccia classiche, infaticabile e macina-fatiche che non si vedeva da qualche tempo. Probabilmente il suo obiettivo primario arriva tra poco più di un mese, ma già domani, nonostante abbia una Norvegia modesta a supporto, il vecchio Alexander può farsi valere almeno per una medaglia, se non per il bis europeo. Anche lui però apprezzerebbe maggiormente uno svolgimento caotico e dispendioso, in modo che Jakobsen e Merlier arrivino in fondo con le polveri bagnate.

6.Alberto Dainese

Questa volta l’Italia dovrà inventarsi qualcosa di speciale per siglare il titolo numero cinque e le maggiori speranze sono riposte in Dainese. Il bolide della DSM non è solo un semplice velocista, ma il tracciato tedesco non sembra permettere variazioni sullo spartito e così sarà fondamentale per la nazionale di Bennati organizzare un buon treno a supporto del padovano e soprattutto essere pronti a seguire, nonché ad avanzare, tentativi dalla media-corta distanza per scombussolare i piani delle squadre favorite.

7.Sam Bennett

L’irlandese è ormai da due anni la copia sbiadita di se stesso ma quando si parla di sprint fa ancora paura. La Bora lo ha convocato per la Vuelta e la speranza dei suoi concittadini è che almeno per un giorno possa ritrovare la gamba dei bei tempi come accaduto in primavera a Francoforte, seppur in Polonia la settimana scorsa non abbia dato segnali in tal senso.

8.Pascal Ackermann

Tra lui e Bauhaus i padroni di casa hanno sufficienti garanzie di ben figurare, anche grazie ad una compagine che nel complesso appare di altissimo livello per una corsa con questo profilo e pronta a scortare i capitani fino agli ultimi decisivi 200 metri. La leadership probabilmente verrà decisa in corsa, ma sia Pascal che Phil non vanno sottovalutati nemmeno per il discorso medaglia d’oro.

9.Iván García Cortina

Come ultimamente le accade sempre più spesso, la Spagna parte indietro nei pronostici e deve sperare in una grossissima sorpresa per poter tornare ad esultare a distanza di quattro anni dal titolo iridato di Valverde. Gli iberici presentano un ottetto di ottimi passisti guidato dall’alfiere della Movistar, da Jon Aberasturi e da Manuel Peñalver, ma a mancare è un velocista di razza che possa competere coi favoritissimi.

10.Stanislaw Aniolkowski

Tra le nazionali mancanti ce ne sono molte che portano un discreto sprinter (basti pensare ad Itamar Einhorn, l’israeliano, ad esempio), ma la Polonia è senz’altro quella più numerosa. Aniolkowski si è fatto le ossa in Belgio e potrebbe apprezzare più di altri un andamento scoppiettante e supplire in tal modo alla minore esplosività rispetto ai big sopraelencati.

a cura di Pietro Mauriello

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