Marc Hirschi beffa Lorenzo Rota a Pontedera
Marc Hirschi beffa Lorenzo Rota a Pontedera

Marc Hirschi ha feeling col Granducato

A distanza di mesi lo svizzero trova nuovamente il successo in Toscana, al termine di una corsa caratterizzata dal tentativo solitario di Martínez, ripreso nel finale e poi giunto 3°; ottimi segnali da Lorenzo Rota, 2° al traguardo

Evidentemente la Toscana porta bene a Marc Hirschi, che dopo aver ottenuto il primo successo stagionale alla Per Sempre Alfredo torna a gioire al Giro della Toscana, rifacendosi (forse solo parzialmente) di un Tour de France corso decisamente sotto tono, a causa della caduta riportata nelle prime giornate di corsa. Lo svizzero sembra aver ritrovato la brillantezza di inizio stagione che gli aveva consentito di entrare in top10 sia all’Amstel Gold Race che alla Liegi-Bastogne-Liegi, ma ha comunque dichiarato di aver deciso di non partecipare al campionato del mondo per concentrarsi sul calendario italiano e puntando a ritrovare una buona condizione in vista del Giro di Lombardia.

Quest’anno il Giro di Toscana proponeva una variante del percorso già proposto nelle ultime edizioni, con una doppia scalata al Monte Serra, affrontato stavolta dal versante più impegnativo (quello lucchese) e scollinando più in alto, a Prato Calci: circa 11 km al 7% con un tratto di circa 6 km quasi costantemente in doppia cifra. Partenza e arrivo invece sono rimasti a Pontedera, per un percorso di complessivi 199,2 km.

La fuga si è composta in più momenti nell’arco di una trentina di km, al termine dei quali si è trovato al comando il seguente sestetto: Umberto Marengo (Drone Hopper – Androni Giocattoli), Mirco Maestri (EOLO-Kometa), Daan Hoeks (Mg.K Vis-Color for Peace-VPM), Cristián Rodríguez (TotalEnergies), Andrea Guerra e Edoardo Faresin (Zalf Euromobil Fior). Questi hanno velocemente preso margine sia sul gruppo (oltre 8′ di vantaggio massimo), sia su Jan Stöckli (Team Corratec) e Adriano Brogi (Giotti Victoria – Savini Due), coppia che ha tentato un lungo disperato inseguimento, purtroppo per loro vano.

A tenere la situazione sotto controllo ci hanno pensato soprattutto l’Astana Qazaqstan e la INEOS Grenadiers, portando il distacco a circa 5′ ai piedi del primo passaggio dal Monte Serra e riassorbendo la coppia di inseguitori. In salita ha provato ad evadere dal gruppo di testa Rodríguez, che ha velocemente guadagnato terreno (circa 40″) sugli altri. Lungo salita perde definitivamente contatto Daan Hoeks, che è stato velocemente riassorbito dal gruppo, mentre gli altri 4 hanno organizzato l’inseguimento riportandosi presto su Rodríguez.

Nel frattempo il gruppo aveva violentemente alzato l’andatura facendo crollare il vantaggio dei fuggitivi, cosa che ha favorito un nuovo tentativo di attacco da parte di un terzetto, che è rientrato a pochi km dall’ultimo passaggio sulla linea del traguardo; si trattava di Javier Romo (Astana Qazaqstan Team), Gorka Izagirre (Movistar Team) e Andrii Ponomar (Drone Hopper). Rientrando sui 5 testa, hanno composto un nuovo tentativo di 8 unità, che però ormai aveva meno di 1′ di vantaggio sul plotone.

Salendo per la seconda volta sul Monte Serra, con il gruppo ormai alle calcagna, è stato Andrii Ponomar a forzare il ritmo cercando di resistere al ritorno del gruppo, condotto dalla Intermarché – Wanty – Gobert Matériaux di Lorenzo Rota. Il campione nazionale ucraino è stato riassorbito a poco meno di 35 km dal traguardo, con ancora 4 km di salita da percorrere; il gruppo intanto era già ridottissimo e composto quasi esclusivamente dai principali favoriti della corsa. A 34 km dal traguardo ha rotto il ghiaccio Esteban Chaves (EF Education-EasyPost), che con il primo scatto ha ulteriormente sgranato il gruppo dei migliori, ormai composto solo dallo stesso Chaves, Rota, Daniel Felipe Martínez (INEOS), Filippo Zana (Bardiani-CSF-Faizanè), Tesfatsion (Drone Hopper), Hirschi (UAE Team Emirates) e Einer Augusto Rubio (Movistar). Chaves dopo lo scatto non ha mollato, bensì tenuto alto il ritmo con regolarità, ottenendo dopo circa 1 km il risultato di mettere in difficoltà Filippo Zana.

Quasi al termine del tratto più impegnativo, a 2 km dalla vetta, ha allungato violentemente Martínez, portandosi dietro in un primo momento Rota e Rubio, poi restando da solo dopo alcune centinaia di metri, mentre nelle retrovie stava mollando la presa in modo incontrovertibile Tesfatsion. In vetta il colombiano è scollinato con 20″ sui 4 inseguitori e circa 30 km da percorrere, di cui i primi 10 di discesa, anche piuttosto tecnica. Al termine della stessa, Martínez aveva guadagnato ulteriormente accumulando un vantaggio ormai intorno ai 30″ nonostante un breve attacco di crampi nell’ultima parte della discesa.

Alle sue spalle tiravano in 3, con Rubio, evidentemente al limite delle forze, in coda al quartetto a saltare i cambi. La perseveranza ha comunque permesso agli inseguitori di far calare lentamente il ritardo che tornava a circa 20″ in vista degli ultimi 10 km. Non appena anche Rubio ha iniziato a collaborare, il vantaggio di Martínez – che forse iniziava a sentire gli strascichi del crampo di cui aveva sofferto poco prima – è velocemente crollato, fino al ricongiungimento avvenuto a 4,5 km dal traguardo.

Con i primi inseguitori ormai a circa 1’40”, i 5 di testa hanno iniziato presto a studiarsi in vista del traguardo. A circa 1500 metri dal traguardo ha provato una mezza fagianta Chaves, senza però riuscire a sorprendere sufficientemente gli altri 4; ci ha (quasi) riprovato Rubio all’ultimo km, fermandosi quasi all’istante una volta notato che non era riuscito a sorprendere gli avversari. Sono entrati tutti assieme sul rettilineo di arrivo, con la corsa ormai destinata a decidersi in volata. Rota ha commesso l’errore di prenderla in testa ed è stato costretto a lanciarla lunghissima, favorendo il ritorno di Marc Hirschi; Martínez ha chiuso il podio davanti a Rubio e Chaves. A 13″ è arrivato il primo gruppo inseguitore, regolato da Alex Aranburu (Movistar), davanti a Andreas Kron (Lotto Soudal), Paul Double (Mg.K Vis), Guillaume Martin (Cofidis) e un eccezionale Andrii Ponomar.

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