L'arrivo della prova femminile élite ai Mondiali di Fayetteville: vittoria di Marianne Vos su Lucinda Brand © Cyclephotos
L'arrivo della prova femminile élite ai Mondiali di Fayetteville: vittoria di Marianne Vos su Lucinda Brand © Cyclephotos

Signore e signori, è tornato il Ciclocross

Sta per iniziare un’altra stagione della disciplina invernale del ciclismo: Mondiali, Europei, Coppa del Mondo in Val di Sole e tanti altri appuntamenti in un’annata che si preannuncia scoppiettante, preceduta da numerosi colpi di mercato

Mentre gli occhi di tutti sono rivolti verso l’Australia, più precisamente a Wollongong, sede degli imminenti campionati del mondo su strada, dall’altra parte del mondo, in Belgio, scatta la stagione di ciclocross 2022-2023, che come ogni anno partirà in sordina per poi entrare nel vivo nei mesi di dicembre e gennaio, divenendo allo stesso tempo anche vetrina per nuovi nomi emergenti del ciclismo a tutto tondo, molto spesso provenienti dal contesto incredibilmente formativo del cross.

Ad aprire ufficialmente l’annata belga sarà domani il Poldercross di Kruibeke (la cui ultima edizione fu annullata), che ha trovato il proprio spazio a settembre come prova d’esordio dell’Exact Cross, il nuovo circuito che in sostituzione dell’Ethias Cross raccoglie tutti i principali eventi del reame belga non facenti parte di Coppa del Mondo, Superprestige o X2O riunendoli sotto un’unica bandiera. La quarta challenge mondiale per importanza dietro alle tre succitate non ha una propria classifica ed ogni frazione farà dunque esclusivamente storia a sé. Nel programma dell’Exact Cross, dopo Kruibeke, sono in calendario anche Beringen (25/09) e Berencross di Meulebeke (01/10) nella primissima fase dell’anno, Essen (10/12), il Zilvermeercross di Mol (23/12) e soprattutto l’importantissimo neo-acquisto dell’Azencross di Loenhout (30/12) nel periodo natalizio, e poi ancora il Kasteelcross di Zonnebeke (21/01) prima del Mondiale e infine il Waaslandcross di Sint-Niklaas a stagione quasi terminata, il 18/02.
A far da contraltare agli inserimenti di Mol, Loenhout e Zonnebeke restano fuori dal programma il Rapencross di Lokeren, che però ospiterà il campionato nazionale belga rimanendo quindi nel circus, Bredene, Maldegem e Leuven. Delle ultime tre, al momento, solo il Parkcross di Maldegem si disputerà con certezza nella propria data abituale, il mercoledì successivo ai Mondiali. Bredene e Leuven, invece, non hanno trovato una collocazione di ripiego che consenta loro di rimanere in vita ed è quindi probabile che almeno per questa stagione non si correranno.

Parlando invece di challenge con classifica, non si può non cominciare dalla Coppa del Mondo. L’edizione 2022-2023 risulta rinnovata rispetto alla precedente e alleggerita di un paio di prove, come consigliato da molti organizzatori e addetti ai lavori, in modo da non risultare eccessivamente vorace nei confronti delle altre realtà (anche se con 14 tappe rimane ugualmente ingombrante). Gli Stati Uniti ospiteranno ancora una volta la “big start”: il 09/10 si correrà a Waterloo e la settimana successiva, il 16/10, a Fayetteville, sul percorso degli ultimi Mondiali; assente invece il Jingle Cross di Iowa City. Di domenica in domenica si tornerà poi in Europa per la consueta tappa di Tabor (23/10), per quella di Rucphen (30/10), e per la neonata frazione di Beekse Bergen (13/11) che verrà tracciata da Richard Groenendaal in persona (il quale nel frattempo ha lasciato lo staff della Pauwels). Il 20/11 è tempo di andare in Belgio per lo storico Druivencross di Overijse, che precede di una settimana il Vestingcross di Hulst (27/11, soggetto a possibili variazioni di data e/o orari a causa della concomitanza con Belgio-Marocco dei Mondiali di calcio in Qatar) e di due lo Scheldecross di Anversa (04/12), annullato all’ultimo momento nel 2021 causa covid. Ancora da decidere la sede della tappa numero nove (11/12), ma con ogni probabilità si andrà nel Regno Unito e più precisamente nella sua capitale, Londra. La settimana successiva grande appuntamento italiano con la tappa di Vermiglio (17/12, un sabato), in Val di Sole, che lo scorso anno attirò moltissimi grandi nomi grazie al fascino della neve; probabile tuttavia che una delle due ultime prove venga snobbata dalle squadre causa training camp solitamente posizionati tra il dieci e il venti dicembre, appena prima dell’intenso ed eccitante periodo natalizio. Il 26/12, infatti, nel giorno di Santo Stefano, andrà in scena una delle gare più fangose dell’anno, Dendermonde, mentre l’08/01 a chiudere le corse festive ci penserà Zonhoven. Per raggiungere quota 14 mancano, ovviamente dopo i vari campionati nazionali del 15/01, Benidorm (22/01), studiata per coniugarsi al meglio con la seconda fase di TC spagnoli, e Besançon (29/01). La tappa francese sancirà la fine della seconda CDM extralarge che finirà per premiare un crossista continuo ma allo stesso tempo frequentemente vincente; i punteggi infatti danno una ricompensa sostanziosa ai vincitori delle singole frazioni: 40 al primo, 30 al secondo, 25 al terzo, 22 al quarto, 21 al quinto, 20 al sesto, 19 al settimo e avanti così fino ad arrivare al punto per il venticinquesimo.

La seconda competizione a tappe per importanza, il Superprestige, risulta invece parzialmente mutilata a causa della rinuncia di Gieten (Paesi Bassi), tradizionalmente posizionata come prima frazione del SP. Gli organizzatori hanno addossato le colpe su Flanders Classic, rea di volere un Superprestige esclusivamente belga. Le sette prove rimaste in programma sono Ruddervoorde (29/10), lo Jaarmarktcross di Niel (11/11), Merksplas (19/11), Gavere (03/12, tornato in una collocazione ottimale), Heusden-Zolder (27/12) e finalmente, dopo due anni di stop, anche il cross notturno di Diegem (28/12). Chiude il trofeo l’11/02 il Noordzeecross di Middelkerke, che nel 2021-2022 fu sede del campionato belga. Alta concentrazione di tappe quindi nei mesi centrali della stagione, novembre e dicembre, la maggior parte delle volte il sabato, scelta obbligatoria vista l’imponenza e la preponderanza della CDM. Rispetto all’anno scorso la fisionomia generale del SP è rimasta quasi invariata, proprio come l’assegnazione dei punti: 15 al primo, 14 al secondo, 13 al terzo, 12 al quarto e via a scendere sino al quindicesimo che guadagna un misero punticino.

Classifiche a tempo, invece, a differenza di quanto avviene in CDM e SP, per la terza ed ultima challenge di primissimo piano, l’X2O Badkamers Trofee. I distacchi di ogni prova verranno sommati e alla conclusione dell’ottava verrà stilata la generale, proprio come avviene per i grandi giri del ciclismo su strada. Il passivo in caso di mancata partecipazione, ritiro o doppiaggio è di cinque minuti.
Immancabile l’apertura a Oudenaarde per il classico dei classici, il Koppenbergcross, ovviamente il primo novembre. Seguono poi l’Urban Cross di Kortrijk a fine mese (26/11), il GP Sven Nys di Baal il primo dell’anno e sempre nel periodo natalizio anche Herentals (03/01) e soprattutto il Duinencross di Koksijde (05/01), appuntamento imperdibile sulla sabbia facente parte della Coppa del Mondo fino alla passata stagione. Prima dei Mondiali c’è ancora tempo per il Flandriencross di Hamme (28/01), mentre a febbraio sono in calendario il Krawatencross a Lille (12/02) e il Brussels Universities Cyclocross (19/02).

In Italia riconfermato il Giro d’Italia Ciclocross organizzato dall’ASD Romano Scotti, il cui programma completo verrà reso noto a breve. Tra le gare più importanti della stagione azzurra, che molto spesso attraggono atleti di caratura internazionale come Daan Soete e Marcel Meisen, ci sono Brugherio (29/10), il Ciclocross del Ponte di Faè di Oderzo (08/12) e ovviamente il GP Mamma e Papà Guerciotti (21/01) a Cremona.

Il campionato italiano si terrà a Roma il 15 gennaio, data in cui si correranno tutti i principali CN d’Europa. In Belgio, come detto, si andrà in scena a Lokeren, nei Paesi Bassi a Zaltbommel (si spera, dato che l’organizzazione ha dato forfait sia nel 2021 che nel 2022), nel Regno Unito a Westmorlnad e in Francia a Bagnoles de l’Orne.

Per Europei e Mondiali occorre guardare alle nobili escluse dalla CDM: Namur e Hoogerheide. La prima ospiterà i Campionati d’Europa (06/11) sul circuito della Cittadella, impegnativo altimetricamente e talvolta pieno zeppo di fango, la seconda invece sarà il palcoscenico della rassegna iridata (03-04-05 febbraio) che vedrà con ogni probabilità sfidarsi per il titolo i due Grandissimi dell’ultimo decennio: Wout van Aert e Mathieu van der Poel.

I protagonisti e i colpi di mercato
Fatti i nomi di WVA e MVDP, si può introdurre il secondo elemento d’analisi di questa presentazione: i crossisti. Perché se è vero che il calendario rappresenta lo scheletro della stagione, per far sì che questo prenda vita servono proprio loro, gli atleti. Anzitutto sono da segnalare i movimenti di mercato, perché sia al femminile che al maschile ci sono stati trasferimenti di grande importanza. Il più scontato è quello di Laurens Sweeck, che, contrariamente a quanto previsto in precedenza, scinde a fine agosto il contratto con la Pauwels per accasarsi nel nuovo Team Crelan, dove trovano spazio anche i due ex-Tormans Joran Wyseure ed Emiel Verstrynge, rispettivamente campione e vice-campione del mondo tra gli under 23.

Proprio la Tormans, dopo essere stata al centro delle polemiche per l’intenzione di abbandonare l’Intermarché e unirsi a Patrick Lefevere, ha deciso di continuare il progetto con il team di Jean-François Bourlart, ma non rinnoverà il contratto a Corné van Kessel, il quale è ora in cerca di una squadra con cui correre dal primo gennaio in avanti. Inoltre la compagine belga deve incassare le pesantissime perdite di Quinten Hermans, che dal primo dell’anno del 2023 sarà arruolato sia su strada che nel cross con la Alpecin-Deceuninck, e di Zoe Backstedt, la quale, dopo l’attuale stage con la EF su strada, si unirà alla formazione americana anche in campo al fianco di Clara Honsinger. Una parziale riscossa per i belgi è rappresentata dall’acquisto del talentuoso Nathan Smith, bronzo tra gli junior a Fayetteville, che ha scelto la squadra guidata da Bart Wellens per crescere ulteriormente ed avvicinarsi alla vetta mondiale.

Sempre al maschile significative le cessioni di Tim Merlier (dal 2023 in Soudal Quick-Step) da parte della Alpecin e di Toon Vandebosch da parte della Pauwels (il suo trasferimento in Alpecin è stato annunciato già in febbraio). Il team di Mettepenningen rimane ugualmente il riferimento principale ma il roster sarà un po’ depotenziato rispetto al 2021-2022 soprattutto per la perdita di Sweeck. Anche l’altra grande potenza crossistica, la Baloise, ha perso uno dei due suoi principali cavalli da battaglia, Toon Aerts, ancora invischiato nella vicenda doping che l’ha colpito sul finire della passata stagione. Il belga ha presentato varie prove per difendersi ed è in attesa di una risposta da parte dell’UCI per poter tornare a correre, ma la vicenda potrebbe andare per le lunghe; intanto però Toon e il fratello Thijs hanno rotto consensualmente il contratto con Sven Nys e sono dati molto vicini ad una nuova sistemazione. La Baloise dal canto suo rafforza il proprio settore giovanile grazie al colpaccio David Haverdings, dominatore tra gli junior nel 2021 e 2022.

Tra le donne, detto del passaggio di Backstedt alla EF Education-TIBCO-SVB, non rimangono da segnalare altri grossi cambiamenti, se non il più importante fra tutti: Fem van Empel lascerà la Pauwels e a partire dal primo gennaio diverrà un’atleta della Jumbo-Visma correndo al fianco della campionessa del mondo Marianne Vos.

Per i programmi definitivi dei big, sia al maschile che al femminile, bisogna ancora aspettare, ma le certezze sono le solite: in assenza di Aerts, Eli Iserbyt sarà ancor di più il favoritissimo per riconfermarsi in CDM e conquistare anche SP e X2O. Il rivale principale potrebbe arrivare dal suo stesso team ed essere Michael Vanthourenhout, ma va prestata attenzione anche a Lars van der Haar. Il campione europeo negli ultimi tempi ha dato prova di esaltarsi più in giornata singola che non di eccellere in regolarità, ma magari puntando una challenge su tre potrebbe anche scapparci il bottino grosso. Anche Sweeck, libero da ogni giogo tattico, godrà di tutto lo spazio necessario in ogni cross ed è quantomeno auspicabile che possa dar battaglia per una fra CDM, SP e X2O.

I campioni del mondo dal 2015 a questa parte, vale a dire i già citati Van der Poel e Van Aert e l’attuale iridato Tom Pidcock, dovrebbero invece prender parte ad una dozzina di gare in tutta la stagione, a partire dai primi di dicembre in avanti e non potranno partecipare con ambizioni nella generale a nessuno dei tre trofei. L’obiettivo per loro è il Mondiale di Hoogerheide, dove saranno quasi obbligatoriamente i favoritissimi.

Un po’ differente la situazione al femminile, dove Lucinda Brand, dominatrice di ogni challenge dal 2020 in avanti, è anche una delle più temibili per il Mondiale di casa. Proprio questo elemento però, cioè dover fronteggiare una Marianne Vos al 100% della condizione psicofisica nell’appuntamento di maggior prestigio, potrebbe farle perdere qualcosina in termini di regolarità nel resto dell’anno, così da lasciare aperta la porta in una o più delle challenge a tutte quelle campionesse ultimamente messe un po’ in disparte delle sue prestazioni, che sanno però cogliere l’opportunità quando si presenta e hanno i mezzi per reggere una stagione intera ad altissimi livelli. Si parla di atlete come Denise Betsema, Annemarie Worst, la stessa Ceylin Del Carmen Alvarado sperando si sia rimessa completamente dopo i problemi che l’hanno rallentata nelle ultime stagioni, e poi le quattro giovanissime: Blanka Kata Vas, Fem van Empel, Shirin van Anrooij e Puck Pieterse.

Anche l’Italia può recitare un ruolo di primissimo piano in un contesto così competitivo grazie a Silvia Persico (più in giornata singola come ai Mondiali che nell’arco di tutta la stagione, visto che la lombarda si è impegnata in una intensissima estate su strada e dovrà tirare il fiato). Nelle categorie giovanili, infine, possiamo fare affidamento su Federica Venturelli e Valentina Corvi, che saranno le vedette tra le juniores.

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